Addio a Pirì, padre della 100 Km del Passatore

Nella tarda mattina di oggi, domenica 19 dicembre, è venuto a mancare Pietro Crementi, per tutti Pirì, anima e incarnazione stessa della 100 Km del Passatore. Classe 1921, da sempre appassionato di sport, nel 1969, assieme ad Alteo Dolcini e ad altri, fondò la Società del Passatore che, affiancata all’Ente Tutela Vini e al Tribunato di Romagna, ne diventò il braccio operativo quale ente di promozione per attività benefiche, artistico-culturali, enogastronomiche, sportive e ricreative come nel caso della Banda del Passatore, del Gruppo Paracadutisti del Passatore, della Scuderia automobilistica del Passatore, dei gruppi di ballerini e degli Sciucaren. Il suo impegno verso la comunità è stato riconosciuto con i titoli di Cavaliere della Repubblica (2000) e di Commendatore della Repubblica (2008) e premi sportivi faentini “Una vita per lo sport” e “alla carriera”.

Pietro Crementi e l’intuizione della 100Km del Passatore

Nel 1973 la grande intuizione: una grande competizione sportiva di atletica, oggi la chiameremmo una ultramaratona di ben 100 chilometri che unisse idealmente Firenze a Faenza, attraverso l’Appennino. Pirì fu l’anima e l’incarnazione della manifestazione podistica, celebrata ogni anno dalla presenza di Pirì alla partenza da Firenze, da via dei Calzaiuoli, in cima alla vettura scoperta, con il capo il suo immancabile “caplazz”, il caratteristico copricapo di feltro romagnolo, lo stesso che dopo una cavalcata attraversando l’Appennino, sfidando il freddo accumulato in 100 chilometri, faceva calzare sul capo al primo uomo e della prima donna arrivati al nastro in piazza del Popolo a Faenza.

“Pirì, come era conosciuto da tutti,” dice il sindaco, Massimo Isola,“ha vissuto questi 90 anni da protagonista, spendendosi sempre in prima persona e raccontando una bella pagina di storia faentina. È stato un uomo impegnato nel mondo dello sport, della politica, in quello della cultura e dell’associazionismo, spaziando in tanti campi della vita cittadina e per questo, nel 2012, Faenza lo nominò “Faentino Sotto la torre“. Con Pirì ci sentivamo con una certa regolarità e confrontarsi con lui è sempre stato molto appassionante. Amava raccontare episodi della sua vita dietro ai quali si potevano poi leggere pagine della storia della nostra società cittadina. Con la scomparsa di Pirì se ne va un grande faentino e rimarrà nella memoria di tanti ai quali ha insegnato facendo un po’ da padre. Il mio pensiero va ora alla moglie Tatiana, la compagna di una vita e il suo alter ego nella vita come nella sua attività”.

Chi era Pietro – Pirì – Crementi

Figlio di un agricoltore e di una casalinga, Pietro Crementi, da tutti conosciuto e chiamto Pirì, è nato e vissuto, insieme al fratello Mario nel ‘Forno vecchio’, un cortile abitato da una cinquantina di famiglie del Borgo Durbecco di Faenza. Dopo l’infanzia, segnata dalla guerra e dalla frequenza del circolo parrocchiale di Sant’Antonino, ha iniziato a lavorare come garzone di bottega di un barbiere, di un pastaio, di un marmista, quindi quale operaio in una carrozzeria, prima di essere assunto dalla raffineria Anic di Ravenna, ricoprendo anche incarichi di sindacali nel relativo consiglio di fabbrica, fino al pensionamento.

Appassionato di sport fin da ragazzo, Crementi ha praticato il calcio a livello dilettantistico fino al 1961, prima di assumere diversi incarichi tecnici e dirigenziali nell’associazionismo sportivo faentino, in particolare nella sezione basket femminile del Club Atletico e in quella ciclistica delle Acli. Dal 1973 ha iniziato ad interessarsi di podismo, affiancandosi a Alteo Dolcini (segretario comunale di Faenza) e a Francesco Calderoni (presidente Uoei) nel progetto e nell’organizzazione della 100 Km del Passatore, entrando a far parte dell’apposito Comitato, quindi della relativa Associazione, dove ha ricoperto diversi incarichi, fino a quelli attuali, dopo quarant’anni di attività sociale, di vice presidente vicario e di direttore di corsa.

Cofondatore della Società del Passatore (dal soprannome del bandito romagnolo Stefano Pelloni, preso a simbolo delle tradizioni romagnole e delle sue produzioni vinicole di qualità), sempre insieme a Dolcini, con l’obiettivo di far conoscere e diffondere nel mondo la romagnolità, Crementi è ancora oggi il Capo degli Arzdur (i reggitori) delle ‘sette sorelle’ (Imola, Faenza, Lugo, Ravenna, Forlì, Cesena, Rimini), le città della terra del Passatore. Nel corso di oltre quarant’anni ha ‘incappellato” con il considetto ‘Caplàz de’ Pasadòr’ (il cappello del Passatore) personaggi della cultura, della politica, dello spettacolo e naturalmente dello sport: tra questi ultimi, ad esempio, i ciclisti Merckx, Hinault e Moser, lo sciatore Thoeni e l’alpinista Lacedelli.

 

 

Francesco Ghini

Vivo a Faenza e mi occupo di ricerca biomedica e comunicazione scientifica. Ho conseguito un dottorato di ricerca in Medicina Molecolare presso l'Istituto Oncologico Europeo di Milano e numerose partecipazioni a conferenze internazionali come speaker. Parallelamente, ho seguito come direttore artistico la realizzazione dell'evento Estate di San Martino a Piacenza (2012 e 2013) e ho maturato una forte esperienza nell'ambito della comunicazione e dello storytelling. Nel 2014 ho aperto Buonsenso@Faenza e da questa esperienza, nel 2018, è nata l'agenzia Buonsenso Comunicazione. Amo il teatro, i film di Cristopher Nolan, i passatelli e sono terribilmente curioso.

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