Al via un percorso di partecipazione per l’Unione della Romagna Faentina

La Giunta regionale ha approvato lunedì 26 giugno la graduatoria per il sostegno ai percorsi di partecipazione realizzati dagli enti locali in Emilia-Romagna: al primo posto fra le 57 domande presentate si è collocata l’Unione della Romagna Faentina con il proprio “Patto di Governance Collaborativa”. Il progetto, che ha ricevuto un punteggio di 2,96 punti su 3 da parte del Tecnico di garanzia, è stato elaborato dall’Unione per mettere a sistema le esperienze di cittadinanza attiva presenti sul territorio dei sei Comuni, anche attraverso l’elaborazione di regolamenti comunali di partecipazione che disciplinino il rapporto fra cittadini e beni comuni.

Dalla Regione 15mila euro per un percorso rivolto a tutti i territori del comprensorio faentino

La volontà di presentare la richiesta di co-finanziamento alla Regione nasce in seguito al conferimento integrale di tutte le funzioni effettuato dai sei Comuni (Brisighella, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Faenza, Riolo Terme, Solarolo) a favore dell’Unione, che diventerà nei prossimi anni il centro erogatore dei servizi ai cittadini residenti. Dopo l’unificazione dal punto di vista amministrativo, l’Urf ritiene ora necessario un lavoro di condivisione con i cittadini sul senso di identità dell’Unione e sull’impegno diretto che i singoli possono mettere a servizio della comunità. Anche per questo il progetto è stato condiviso con le associazioni di volontariato attive nei territori: dagli organismi consultivi di quartiere di Faenza all’associazione di promozione sociale Radio Planet on air di Faenza, dalle consulte dei volontari di Casola, Castello e Solarolo alle frazioni di Borgo Rivola, Cuffiano e Isola di Riolo Terme, passando per il centro volontari di Brisighella.

In calendario incontri rivolti ai cittadini, fra volontariato e riordino territoriale

Il percorso partecipativo si articolerà attraverso in incontri rivolti ai cittadini su diversi temi: dall’elaborazione dei regolamenti per la partecipazione ai patti collaborativi fra associazioni/cittadini ed enti locali, per arrivare quindi all’informazione e al coinvolgimento sui temi legati al riordino istituzionale, politico e amministrativo, per meglio approfondire le potenzialità che le Unioni di Comuni rappresentano e per valutarne anche i potenziali aspetti critici. Il progetto sarà guidato da un Tavolo di negoziazione formato da rappresentanti degli enti locali, dai gestori del percorso e dai sottoscrittori del progetto presentato in Regione.

Unione dei Comuni della Romagna Faentina: un nuovo ente nato nel 2012

L’Unione dei Comuni della Romagna Faentina è un ente sovracomunale di secondo livello a cui partecipano i sei Comuni del comprensorio faentino: si occupa di gestire servizi e funzioni proprie dei Comuni in forma associata. Fra queste troviamo lo sviluppo economico (Suap), i servizi sociali, l’ambiente, l’urbanistica. Questo ente locale nasce nel 2012 tramite l’allargamento “a valle” dell’Unione dei comuni di Brisighella, Casola Valsenio e Riolo Terme, erede della Comunità montana dell’Appennino faentino (sciolta nel 2009). L’Unione è un ente di secondo livello perché non ha organi istituzionali eletti direttamente dai cittadini (come la Regione o i Comuni stessi), ma al contrario i suoi componenti sono designati fra chi ricopre già una carica negli enti locali di base. Quindi la Giunta dell’Unione è formata dai sei sindaci, con Giovanni Malpezzi, sindaco di Faenza, come presidente e Nicola Iseppi di Casola Valsenio come vicepresidente, e ciascun primo cittadino ha delle deleghe specifiche, sul modello degli assessori comunali. Il Consiglio dell’Unione vede invece dei consiglieri comunali delegati a partecipare: il presidente è Maria Luisa Martinez (già preside dell’Istituto Oriani) e al Consiglio partecipano esponenti delle forze politiche che siedono nei Consigli comunali.

Andrea Piazza

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