24 anni senza Padre Daniele Badiali martire faentino

24 anni fa Padre Daniele Badiali, missionario faentino in Perù, Servo di Dio, ci lasciava. Ricorre proprio il 18 marzo l’anniversario della sua morte. Padre Daniele era un sacerdote e abitava nel paese di San Louis, in Perù. Lì era parroco e, proprio nei giorni precedenti la sua morte, stava preparando circa 500 giovani alla Comunione. Oggi, Padre Daniele Badiali è, per tutti i faentini credenti e non, un simbolo di carità e altruismo.  Questo perchè Padre Daniele non ha detrattori, ma è da tutti ricordati per la sua enorme capacità di farsi “piccolo” a favore dei più deboli: lui aveva scelto i poveri del Perù.

Nel 2010 è stata aperta la causa di beatificazione che, dopo una prima fase diocesana, segue ora a Roma.

Padre Daniele Badiali: perchè un Beato a Faenza?

Parlare di Santi e Beati è qualcosa che, nel relativismo in cui viviamo oggi, potrebbe sembrare anacronistico e inutile. Eppure, contemporaneamente, la società e le persone non smettono di ricercare guide, mentori, testimoni, maestri…altri modi per definire Santi e Beati; ecco che Padre Daniele può rappresentare tutte queste cose per noi faentini; basta scorrere alcune delle sue lettere inviate in Italia durante gli anni della missione per comprendere come le sue parole siano state scritte per tutti: “L’essere vero mi viene solo se mi butto tra i bambini e cerco con loro e per loro quell’acqua che il mio cuore non ha.”

Padre Daniele Badiali è un martire vicino al nostro tempo e questa è una sua grande forza: nel 1997 esistevano già internet, i cellulari, i talk-show, i primi reality, l’Unione Europea, insomma…molto di ciò che ancora oggi identifica la nostra società. Parlava di verità, di relazione, di umanità, di attenzione ai più deboli, di comunità: Padre Daniele è importante per tutti coloro che professano questi valori e sarebbe sbagliato identificarlo come solo testimone per i Cristiani. Certo, la sua profonda Fede è sempre stata motore del suo agire come lui stesso scrive – “…la carità di Gesù va contro alla idee rivoluzionarie di questi uomini”-, ma il suo ricordo, oggi, è responsabilità di tutti: di chi lo ha conosciuto, di chi ne ha sentito solo la storia e di coloro che conoscono solo le sue canzoni. Per questo 18 marzo e per i prossimi giorni, per ricordare il nostro martire vi consigliamo due modi: visitare la sua tomba, presso il cimitero di Ronco a pochi chilometri da Faenza; oppure affidarvi proprio alle sue canzoni, opere musicali dense di significato: un testamento spirituale sonoro che non possiamo – e non potremo – mai dimenticare.

 

Francesco Ghini

 

 

Foto copertina

Francesco Ghini

Vivo a Faenza e mi occupo di ricerca biomedica e comunicazione scientifica. Ho conseguito un dottorato di ricerca in Medicina Molecolare presso l'Istituto Oncologico Europeo di Milano e numerose partecipazioni a conferenze internazionali come speaker. Parallelamente, ho seguito come direttore artistico la realizzazione dell'evento Estate di San Martino a Piacenza (2012 e 2013) e ho maturato una forte esperienza nell'ambito della comunicazione e dello storytelling. Nel 2014 ho aperto Buonsenso@Faenza e da questa esperienza, nel 2018, è nata l'agenzia Buonsenso Comunicazione. Amo il teatro, i film di Cristopher Nolan, i passatelli e sono terribilmente curioso.

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