Notizie dal mondo di Paul Greengrass

Tutto si paga in questo mondo, in un modo o nell’altro. Tutto, tranne la grazia di Dio.”

Il Grinta (2010) – Joel e Ethan Coen

Texas, 1870. Il capitano Jefferson Kyle Kidd, vecchio veterano di guerra, si sposta di città in città per leggere articoli di giornale appena stampati a chiunque abbia la voglia di dargli qualche spicciolo per sentire storie di altri paesi lontani dal loro piccolo mondo isolato.
Un racconta storie che prende a piene mani da episodi di cronaca reale per poter offrire intrattenimento ed informazione alle classi più basse ed analfabete della società, regalando, alle volte, anche un messaggio di fondo .

Nel suo vagare, s’imbatterà in una ragazzina selvaggia e incontrollabile (Helena Zengel), presumibilmente allevata dai pellerossa, le cui origini sono tuttavia avvolte nel mistero.

A questo punto, sarà compito del capitano prendere la fanciulla con sé e intraprendere, inizialmente malvolentieri, un viaggio di formazione classico, ricco di avversità e carico di momenti intensi, al fine di trovare i parenti più stretti della piccola disgraziata, e, contemporaneamente, affrontare un cammino di introspezione personale, dove la sfida più grande sarà il dover ripercorrere le tappe più dolorose del proprio passato, comprenderle e, di conseguenza, andare avanti con il proprio presente.

“Un cerchio… per noi è più come una linea retta”

Il celebre critico francese André Bazin disse, tempo a dietro, che il genere western poteva essere considerato come l’eccellenza del cinema americano del dopoguerra.
Noi tutti sappiamo che durante l’epoca d’oro dei film sui cowboy, Hollywood fece una riscrittura, più o meno lecita, degli eventi storici riguardanti i nativi americani.
Qui si cerca di fare un’operazione di riassestamento, dando maggior rispetto ad una cultura antica, legata indissolubilmente al trascorso degli Stati Uniti, come quella degli indiani. Popolo il quale viene solamente intravisto durante le battute finali della pellicola ma di cui si sente continuamente parlare da tutti i personaggi principali della vicenda.
La stessa protagonista, la vivace Johanna, insegnerà al personaggio interpretato da Tom Hanks uno stile di vita differente e probabilmente in grado di donare uno sguardo pieno al proprio vivere in armonia con la terra, il tutto con uno stile ingenuo ma capace di quell’infantile genialità che può provenire soltanto da individui non propriamente “civilizzati”.

Il 1870 non è mai stato così simile ai nostri giorni.

La struttura narrativa del girato, presenta tutte le caratteristiche tipiche di un prodotto ambientato nel Far West: Stalli alla messicana, tempeste di sabbia, corse coi cavalli, povertà, pallottole, e un crudo accento texano. Ciononostante, se non si considera l’epoca in cui avviene la ricostruzione scenica, la sceneggiatura vuole porsi come una descrizione moderna e perfettamente collocabile nel discorso politico odierno. Continui riferimenti ad una malsana ideologia di estrema destra vengono esposti durante i dialoghi, l’odio per il diverso viene citato più volte, “Texas First” è uno degli inni più incalzanti che udiamo provenire dalle bocce dei poveri ignoranti contadini che assistono alle letture del Capitano Kidd mentre aderisce alla sua mansione.

Appare dunque molto semplice correlare questi comportamenti a quelli dei sostenitori più accaniti dell’ex presidente Trump, i quali, durante gli anni del suo mandato, si sono resi contraddistinti per i molteplici episodi di violenza e di aberrante follia, guidati da un rancore generato attraverso una campagna elettorale all’insegna dell’individualismo e di altri valori ormai decisamente superati.
Questo rancore così sentito (almeno nel film) arriverà poi al suo apice quando ricadrà su Johanna: un’ innocente infante che non ha mai arrecato alcun danno ai suoi assalitori ma che suscita in loro un inspiegabilmente astio ingiustificato e, a questo punto, privo di una logica razionale ed effettiva.

Una strana coppia.

Nella storia del cinema abbiamo visto diverse volte degli accoppiamenti formati da un uomo adulto e da una bimba. Relazioni che sono facilmente paragonabili a quelle tra padre e figlia ma con la fondamentale differenza che questi soggetti, in un primo momento, non sia affatto presente il desiderio di assumere ruoli genitoriali o di natura famigliare.

Gli esempi sono sotto agli occhi di tutti: Leòn e Mathilda (“Leòn”), Wolverine e X-23 (“Logan”), prossimamente vedremo Joel e Ellie di “The Last of Us”, e naturalmente anche Il Grinta e Mattie Ross (“Il Grinta”).
Questo lungometraggio può tranquillamente aggiungersi a questa interminabile lista, portandosi dietro tutti i pregi e i difetti del caso:
Sicuramente il rapporto tra Kidd e Johanna è approfondito e molto dolce, tuttavia risente di un sentimentalismo a tratti troppo sprezzante che ricade, nei casi più estremi, in una melenso non necessario e inopportuno.
Un dettaglio trascurabile ma che ricade spesso e volentieri nei film in cui prende parte Tom Hanks: Un attore versatile e di una tecnica invidiabile ma sceglie troppo frequentemente di partecipare a prodotti in cui figura sempre con un carattere da uomo di buon cuore fino al punto da diventare paradossalmente prevedibile.
Sarebbe perciò auspicabile vedere il due volte premio oscar in ruoli meno comuni, anche da antagonista, che darebbero ancora più smalto al suo innegabile talento recitativo.

 

“Vedi tutte quelle parole stampate in una riga una dopo l’altra? Mettili tutti insieme e avrai una storia.”

Capitano Jefferson Kyle Kidd – Tom Hanks

 

Recensione a cura di Alex Bonora

Alex Bonora

Nato a Murano, ridente isola della laguna veneziana, famosa per la lavorazione del vetro. Diplomato prima come ragionerie a Venezia e successivamente come attore di prosa presso la scuola di teatro Galante Garrone di Bologna nel 2015 dopo un percorso accademico di tre anni. Per diverso tempo sono stato animatore turistico in diversi villaggi turistici in Grecia ricoprendo anche ruoli di responsabilità e coordinamento dello staff. Artista a tempo perso, viaggio molto ricordandomi di tenere costantemente i piedi per terra e la testa alzata verso il cielo. Appassionato di cinema, teatro e musica, ritengo che la critica artistica non sia la semplice valutazione di un prodotto ma un vero e proprio dialogo tra l’analista e il creativo, atto per l’arricchimento intellettuale del pubblico. Amo i dolci e possiedo una katana “Wado Ichimonji”(Strada dell’armonia) in omaggio al manga One Piece. Combatto tutti i giorni per la libertà. Individuale o collettiva che sia.

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