The Embrace: il viaggio onirico del primo concept album dei Neither

Il metal come punto di partenza per sperimentare e innovare in campo musicale. Tutto pronto per la presentazione di “The Embrace”primo album della band Neither attiva sul territorio romagnolo. Il realese party dell’album si terrà sabato 22 settembre 2018 al locale 99% di Faenza (via Granarolo 177/4) a partire dalle ore 19: con i Neither si esibiranno anche Historia e Vicolo Inferno. 

I Neither nascono ufficialmente nel 2015 come progetto Alternative Metal/post grunge: la formazione è composta da Jacopo Liverani (chitarra e voce), Paride Costa (batteria), Mattia Audi (chitarra e synth), Jacopo Cricca (basso e voce). Si lanciano subito nella produzione di tre singoli con video dedicati; Smoke End, Supernova e l’ultimo Drink My Tears. Le loro influenze sono disparate ma si possono notare note di grunge alla Alice in Chains, sonorità alla Zakk Wylde, Deftones, Korn, Machine Head, Nine Inch Nails per dire alcuni nomi a loro cari. Nel 2018 finalmente dopo un lungo periodo di lavoro in studio terminano le registrazioni per il loro primo album, un concept album chiamato The Embrace. Per conoscere meglio il risultato di questo lavoro, abbiamo intervistato due componenti del gruppo, Jacopo Liverani e Mattia Audi.

Intervista a Mattia e Jacopo dei Neither

Qual è il filo conduttore che muove questo album?

Mattia: L’album è un concept, quindi c’è una sorta di storia e tema centrale che è il sentimento oceanico. L’idea è stata di Jacopo, lui riesce a spiegarlo meglio!

Jacopo: L’introspezione emotiva, la ricerca di se stessi, la lotta interiore fra il bene e il male, la sconfitta, l’annichilimento che porta alla redenzione lasciando posto per una rinascita spirituale. In sintesi l’eco infinito, “circolare” palindromo tra bianco e nero, nascita, morte e resurrezione.

Quali sono i punti di forza di questo album?

Jacopo: Penso che il punto di forza di questo concept siano le atmosfere mistiche-post apocalittiche che siamo riusciti a creare e che si susseguono come leitmotif per tutto l’allbum.

Avete un ‘metodo creativo’ preciso per comporre le vostre canzoni?

Jacopo: Non seguiam alcun metodo, lasciamo libero sfogo all’ispirazione!

Mattia: Non c’è metodo…Diciamo che variamo, ma in realtà molti brani nascono prima da Jacopo che pensa a un giro di chitarra e noi assieme ci agglomeriamo man mano come band, cercando di ottimizzare il pezzo con il passare del tempo. E’ stato così per le ultime tracce che abbiamo tirato fuori… chi sa per le prossime!

Se dovessimo inquadrarvi in un genere, come vi definireste?

Jacopo: Facciamo fatica a inquadrarci in un unico genere, sicuramente il ceppo è quello del metal, del grunge, dello stoner, ma anche delle sperimentazioni elettroniche di Trent Reznor e soci…risultiamo un pò la stramba unione fra Black Label Society e Nine Inch Nails.

Mattia: Alternative Metal, sicuramente, perchè dicendo così riusciamo ad aggiungere più ispirazioni possibili. Tutti abbiamo in comune il metal che ci tiene legati, ma ognuno di noi poi tiene un piede in altri generi, che sia elettronica, New wave, country, grunge o Indie. Noi cerchiamo di assimilare e rendere unico il nostro suono.

Qual è stata la prima cosa che avete una volta risentito per la prima volta l’intero album?

Mattia: Beh quando ho risentito finalmente l’album terminato dopo il primo master mi sono un po’ commosso perchè ho visto la trasformazione sotto i miei occhi, e mi ha fatto molto piacere sentire il risultato finale. Pienamente soddisfatto!

Jacopo: Cavolo! Ce l’abbiamo fatta !

Parlando dei testi di cosa trattano?

Jacopo: I testi come affermavo nella prima risposta sono un viaggio introspettivo, onirico, freudiano, a tratti mistico.

Raccontateci la canzone a cui sei più legato dell’album.

Jacopo: Forse Apnea, perchè penso che nonostante sia del tutto strumentale riesca a esprimere molte più sensazioni di tanti testi.

Mattia: come dice Jacopo, Apnea anche per me e per gli altri membri della band. Chi sa che non ci tiriamo fuori un video da questa traccia!

Neither – Drink my tears, videoclip

Quali sono i vostri prossimi progetti e come vedete in futuro lo sviluppo dei generi musicali meno quotati (penso a metal o rock sperimentale) in Italia?

Jacopo: Noi proseguiamo sulla nostra strada come abbiamo sempre fatto, ora promuoveremo il più possibile l’album, andremo avanti con le date e abbiamo già in mente alcune idee per il prossimo concept!
Sul futuro di questi generi nell’underground italiano c’è poco da dire: purtroppo vengono premiati solo i generi come la trap e il pop, ma ritengo che la colpa non sia solo dei produttori e delle case discografiche, anzi, molto spesso dobbiamo far i conti con gli errori della scena underground stessa. Mi riferisco allo “spionaggio delle presunte rock star di borgata” che fanno suonare solo i gruppi che a loro fanno comodo e ostacolano le altre band in tutti i modi, mentre se unissimo le forze sicuramente saremmo tutti più contenti.

Mattia: Sul futuro del genere sono abbastanza pessimista per quanto riguarda il mainstream, ma ho buone speranze nell’underground, fintanto che c’è qualcuno che abbia volontà e riesca a sfidare locali che non fanno suonare gruppi emergenti. Come dice Jacopo, si premiano quei gruppi lì, quei generi lì, e spesso nessuno da degna attenzione a chi crea roba propria a casa propria, non c’è spazio dove esprimersi, anzi, se c’è è veramente poco. Vediamo il fato cosa ci darà…

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