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Massimo Isola: “Argillà 2016? Un successo che non è frutto del caso”

Il bilancio di Massimo Isola, vice sindaco e assessore alla Cultura del comune di Faenza, sull’ultima edizione di Argillà Italia che si è svolta a Faenza dal 2 al 4 settembre 2016. Con lui, nell’ambito del dossier “Faenza è Ceramica” cerchiamo anche di fare il punto sul sistema ceramico faentino: i progetti nel breve e lungo termine, le strategie messe in atto assieme alla Regione e gemellaggi internazionali, i modelli a cui fare riferimento per garantire il ricambio generazionale. 

Come giudica Massimo Isola l’ultima edizione di Argillà?

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L’inaugurazione di Argillà Italia 2016. L’edizione di quest’anno è stata gestita da Fondazione Mic

Un successo importante su tanti fronti. Se l’immagine del successo è nella moltitudine di persone che hanno frequentato la nostra città come non si vedeva da tempo (circa 95mila persone nella tre giorni di festival, ndr), il tema principale credo sia il ruolo che Faenza vuole svolgere a livello internazionale sulla ceramica: questa è la grande questione. In nessuna altra parte del mondo è possibile vedere le venti delegazioni internazionali che sono venute a Faenza e noi abbiamo valorizzato molto questo aspetto. Allo stesso modo, in nessuna altra parte del mondo succede che si ritrovino 250 artigiani della ceramica con sessanta mostre artistiche collaterali. E questo non è frutto del caso: gli eventi e le situazioni accadono in maniera direttamente proporzionale alla funzione che una città svolge. Tutto questo è accaduto a Faenza perché stiamo lavorando per mantenere un ruolo primario nel panorama internazionale della ceramica e Argillà ha rafforzato questa idea di Faenza nel mondo.

Cosa l’ha colpita in particolare di questa quinta edizione di Argillà?

Continua a stupirmi come la ceramica riesca sempre a raccontare canoni estetici ampissimi e a esaltare i gusti particolari delle persone, molto più rispetto ad altre forme artistiche. La ceramica non usa solo il linguaggio dell’arte ma ha un potere evocativo che le viene dato dal fatto di essere stata nelle case di tutti. Il pezzo di ceramica va oltre il suo gesto creativo: va in una casa per adattarsi alla personalità della persone e si tramanda da generazioni.

Quale è stata la ricaduta di Argillà 2016 sulla città di Faenza?

Siamo riusciti a dare un ritorno economico importantissimo alla nostra città tra pernottamenti, attività economica, piano sosta: c’è stato un indotto economico significativo. Ma abbiamo dato prima di tutto un’idea di città dimostrando, a chi è venuto, che Faenza ha una dimensione internazionale, vivace, dove si sta bene, dando l’idea di città aperta.

E per quanto riguarda le botteghe faentine?

Credo che abbiano dimostrato di sapere reggere agli alti standard di produzione dell’artigianato artistico internazionale. L’idea è stata quella di favorire il confronto: il 55% degli espositori presenti alla fiera erano stranieri. Espositori molto motivati e selezionati: abbiamo cercato di portare a Faenza “il meglio” o comunque sia, “il diverso”. Da questo confronto abbiamo potuto testare come la nostra produzione ceramica sappia stare al passo con i tempi, non banalizzando la tradizione e aprendosi alla contemporaneità. Da un lato abbiamo una tradizione forte ma le botteghe faentine non ne sono rimaste schiave. Il bilancio è positivo: le botteghe hanno venduto e nel tempo, grazie anche ad Argillà, molti più faentini e romagnoli andranno a comprare pezzi in ceramica.

“L’artigianato artistico va aiutato mettendolo a confronto con realtà diverse”

Quali sono le strategie migliori per valorizzare il sistema ceramico del nostro territorio?

A differenza di altre città della ceramica noi pensiamo che il modo migliore per promuovere e valorizzare l’artigianato artistico sia il “modello ballardiniano”. Lo chiamo “modello balardiniano” nel senso che secondo noi la ceramica non va aiutata semplicemente facendo battaglie di tutela di patrimoni storici o lotta contro le produzioni di massa, e neppure aiutando la ceramica “da sola”, semplicemente dandole finanziamenti a fondo perduto come in altre città avviene. Noi abbiamo un’idea di aiuto diversa che è quella di aiutare la ceramica e l’artigianato artistico mettendo loro in dialogo con gli altri settori della società come il mercato, la formazione e la ricerca. Aiutiamo la ceramica nel momento in cui i nostri artigiani si possono confrontare con il mondo, con i dibattiti intellettuali, con le nuove generazioni, con la scuola, con la ricerca. Grazie a queste possibilità di confronto inoltre riusciamo a raccontare alla gente che acquistare ceramica è, oggi, un gesto contemporaneo.

“Nei prossimi anni lavoreremo per fare diventare Argillà un brand internazionale ancora più forte”

Dopo l’esperienza di Argillà Italia 2016, come si muoverà la città di Faenza, e il marchio Argillà, sullo scenario internazionale?

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In tutto sono stati circa 95mila i visitatori di Argillà Italia 2016

Ci sono tre punti fondamentali su cui lavoreremo: lo sviluppo del brand Argillà, l’ampliamento dell’AEuCC (Associazione europea città della ceramica) e il ruolo di Faenza all’interno della Strada europea e mondiale della ceramica. Sul primo punto abbiamo un orizzonte di dieci anni durante i quali lavoreremo a fianco ad Aubagne (la città francese che, assieme a Faenza in Italia e Argentona in Spagna, detiene il marchio Argillà, ndr) dopo il patto che abbiamo firmato durante Argillà. Entro la fine dell’anno mi rivedrò con gli amministratori di Aubagne per discutere su come impostare questo lavoro e su come rendere le due entità più compatte nel rispetto delle diversità. Uno dei punti del patto era “Argillà Made it Europa”: a noi piacerebbe che tra dieci-quindici anni Argillà potesse proporsi agli Stati Uniti o Estremo Oriente con un brand più internazionale. Abbiamo poi il tema dell’AEuCC ed entro la fine dell’anno abbiamo come obiettivo quello di allargare l’associazione almeno a Germania, Portogallo e Repubblica Ceca, per noi è fondamentale. AEuCC nasce come progetto per presentarsi in Europa per richiedere finanziamenti specifici. All’assemblea che abbiamo fatto qui a Faenza abbiamo deciso che AEuCC dovrà anche sviluppare progetti indipendenti dai bandi: per esempio Buongiorno Ceramica potrebbe diventare un evento dal taglio europeo. Poi c’è la Strada europea e mondiale della ceramica, che è un altro brand riconosciuto dal Consiglio d’Europa di cui Faenza fa parte. L’itinerario europeo contiene una città per Paese in Europa. Entro la fine dell’anno potremmo avere novità importanti: stiamo infatti lavorando come città di Faenza per rilanciare questa Strada con una nuova governance all’interno della quale vogliamo avere un ruolo importante.

Come si svilupperà invece il rapporto con le nostre città gemellate in Estremo Oriente?

A metà ottobre il sindaco sarà a Jingdezhen (città cinese capitale della porcellana, ndr) a inaugurare una piazza che si chiamerà “piazza Faenza” progettata da noi. Ci saranno due artisti faentini che staranno là tre mesi ciascuno inaugurando un rapporto di residenza. Altri rapporti di residenza ci legheranno a Icheon (la città sudcoreana più importante a livello ceramico, ndr). Il Mic aprirà prossimamente la mostra “Made in Japan” e realizzerà varie esposizioni nelle città dell’Estremo Oriente.

Turismo in Emilia-Romagna: Ceramic Land e Motor Valley

Ceramica non solo come artigianato di qualità, ma anche come strumento per promuovere il turismo all’interno del nostro territorio. Quali progetti sta portando avanti la Regione Emilia-Romagna in tal senso?

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Presentazione del progetto Ceramic Land in Regione

La Ragione sta lavorando tanto in chiave turistica, in particolare sul progetto di valorizzazione della cosiddetta “Ceramic Land”. Durante Cersaie ci rincontreremo con l’assessore regionale al Turismo Andrea Corsini, l’Apt della Regione (Agenzia di promozione turistica, ndr) e il comune di Sassuolo. Insieme individueremo una sorta di budget per un progetto di “promo-commercializzazione” del pacchetto turistico Ceramic Land che racconteremo nelle fiere internazionali del 2017. In queste fiere verrà raccontata la destinazione turistica Faenza-Sassuolo e, ovviamente, tutte le altre realtà che ci sono in mezzo. Verrà proposto ai buyer un pacchetto turistico all’interno del quale si promuoveranno visite in aziende, in musei aziendali molto importanti e in tutte le realtà che ruotano attorno al sistema territoriale della ceramica. Stiamo lavorando con la Regione poi per sviluppare un altro cluster turistico, “Motor Valley”, costruendo un dialogo tra il Mic e la Toro Rosso. Non escludiamo un possibile grande evento nel 2017 promosso dalla Regione. Poi ci saranno sviluppi sull’incoming di pubblico legato al turismo esperienziale nelle botteghe. Vengono persino dalla Russia a visitare le nostre botteghe e tutti gli anni il pubblico di questo tipo si amplia.

Come proseguirà lo sviluppo della Fondazione Mic dopo il recente rinnovo del Cda?

Abbiamo grandi aspettative, da un lato dobbiamo rafforzare il processo che abbiamo iniziato di rendere la Fondazione sempre più autonoma dal Museo: la Fondazione gestisce il Museo, ma non deve occuparsi solo di quello. L’esperienza di Argillà, che va in questa direzione, è stata ottima. Dall’altro la Fondazione deve cercare di rendere sempre più attraente il Mic.

“Come Ente Ceramica riproporremo il temporary shop a Faenza e il format di Buongiorno Ceramica”

Quali saranno i prossimi appuntamenti di Ente Ceramica di cui lei è presidente e che conta circa cento personalità tra singoli professionisti e botteghe ceramiche a Faenza?

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Buongiorno Ceramica si svolge annualmente il primo weekend di giugno

Ente Ceramica ha due scadenze interessanti: a novembre si svolgerà l’iniziativa “Ciotole d’Autore”. Quest’anno sono stati 140 gli espositori che hanno donato una loro ciotola in beneficienza: un numero altissimo. A inizio novembre verrà allestita alla Galleria della Molinella l’esposizione delle ciotole e poi il 10 novembre al Mic si svolgerà, in collaborazione col gruppo Rotary, la cena d’asta il cui ricavato sarà devoluto ad Anffas Faenza. Poi a dicembre Ente Ceramica punta a riproporre il “temporary shop”. L’esperienza dell’anno scorso è andato benissimo con oltre 20mila euro di ricavato. È un’occasione importante per il nostro sistema produttivo e in questo periodo stiamo cercando lo spazio in cui realizzare il negozio. Poi stiamo lavorando sul programma 2017 con Buongiorno Ceramica che, come detto, potrebbe diventare europea: in tal caso il primo weekend di giugno non saranno aperte solo le botteghe italiane ma tutte le botteghe ceramiche in Europa. A Faenza proporremo il format vincente dell’anno scorso con l’Aperitivo del Ceramista in piazza della Molinella e varie visite guidate. Sarà un’edizione ancora più forte. Poi stiamo ragionando a un progetto legato al tornio: il Mondial Tornianti ad Argillà è stato un successo incredibile. Ci hanno chiesto di renderlo annuale, ma è un po’ presto: stiamo comunque lavorando per realizzare un evento sul tornio nel 2017. Avremo poi come sempre progetti espositivi con l’Ente Ceramica dove porteremo i nostri artisti in giro a esporre, come nella nostra città gemella a Schwabisch Gmund, in Germania. Loro sono famosi per l’oreficeria e noi per la ceramica: cercheremo di unire questi due mondi tramite mostre e workshop.

“Il ricambio generazionale? I segnali positivi ci sono. I modelli sono le Fondazioni Its”

Da molte delle interviste che abbiamo realizzato all’interno del dossier “Faenza è Ceramica” emerge una problematica legata alla formazione e al ricambio generazionale. Quale è l’idea di Massimo Isola su questo tema?

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Massimo Isola (a destra) con il sindaco di Argentona durante Argillà 2016

Rispondo citando l’assessore regionale al Lavoro, Patrizio Bianchi che ha recentemente dichiarato che «i modelli sono le Fondazioni Its». I corsi Its sono opportunità di formazione superiore alternativi all’università, di durata biennale. Noi siamo l’unica città italiana dove si fa alta formazione sulla ceramica, è un’eccellenza che abbiamo solo noi, e la Regione ha investito oltre un milione di euro per quattro anni sulla nostra città per la formazione. Abbiamo formato decine di ragazzi con risultati occupazionali importanti e di questo siamo contentissimi. Tutto questo va poi a incidere sul livello qualitativo delle nostre botteghe. Molti di questi studenti vengono da fuori e fanno stage nelle botteghe o aziende faentine. Non credo invece che la soluzione, per quanto riguarda la ceramica, sia tornare alla “professionalizzazione” della scuola. La sfida è riuscire a dare ai ragazzi, tramite vari step, un’impostazione tecnica importante solo dopo aver dato loro una visione culturale più ampia possibile. Nello specifico, sul discorso giovani, nel 2016 abbiamo rinnovato il nuovo direttivo di Ente Ceramica. Quattro su sei che ne fanno parte sono ragazze “under 40”: Elena Dal Prato, Elisa Suzzi, Elvira Keller e Serena Balbo. Il ricambio generazionale è complicato, ma i segnali positivi ci sono. Dobbiamo tenere insieme tutto: saper fare formazione, lavorare sulla contemporaneità e trasmettere il fatto che ceramica è un vettore internazionale. Non possiamo pensare di attirare i giovani solo parlando di valorizzazione di un patrimonio storico. Anche una bottega che fa tradizionale può trovare soluzioni innovative e originali di promozione.

Per concludere, come vede Massimo Isola Argillà tra dieci anni?

Argillà me la immagino in varie prospettive. In Europa, con Faenza, credo possa diventare il festival della ceramica mondiale: sono convinto possa crescere in questa direzione. Allo stesso tempo sogno che tra dieci anni Argillà sia anche in giro per il mondo a esporre il meglio della ceramica europea a un pubblico, per esempio negli Stati Uniti o in Oriente, sempre più desideroso di conoscerla.

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One thought on “Massimo Isola: “Argillà 2016? Un successo che non è frutto del caso”

  • 13 Settembre 2016 in 17:20
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    La ceramica è l’elemento più democratico esistente al mondo.
    Si rende plasmabile alle mani di chiunque si innamori delle sue infinite proprietà creative e non finirà mai di stupire e meravigliare e appassionare.
    Una volta conosciuta ne rimani come stregato, riesce ad agire sulla fantasia con una capacità inebriante e farti entrare in un mondo pieno di favola.
    ARGILLA’ 2016 ha evidenziato e reso palpabile indistintamente questo mondo agli occhi di tutti i visitatori e dato ad ognuno la possibilità di tornarsene a casa, sicuramente più ricco e felice.
    Che il fascino della gioia, dello stupore e della meraviglia sia con tutti voi ogni giorno della vostra vita.
    Tanto di Cappello agli organizzatori, ai collaboratori e sostenitori tutti.
    laceramicanelcuore.

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