Il 15 settembre inaugura la mostra ‘Squame’ di Marco Ceroni al Museo Zauli di Faenza

Opere ibride, tra natura organica e oggetti meccanici, per dare voce alle suggestioni e paure della società contemporanea.  Inaugura martedì 15 settembre alle ore 21 al Museo Carlo Zauli di Faenza l’esposizione “Squame” dell’artista Marco Ceroni. La mostra si sviluppa all’interno del progetto Mcz Territorio in un percorso, ormai decennale, dedicato ad artisti locali, promosso dal Museo Carlo Zauli, pensato per favorire scambi ed esperienze “ceramiche” e quest’anno dedica la propria attenzione a Marco Ceroni (Forlì, 1987). L’artista, di origine faentine, vive e lavora a Milano e collabora dal 2017 con Gallleriapiù di Bologna, dove il 25 settembre inaugurerà la sua mostra personale. In questo progetto, il museo diventa contenitore, luogo della storia, ambientazione e possibilità plastica, dando stimolo e voce ai nuovi linguaggi della contemporaneità mentre le opere di Carlo Zauli invitano al confronto e alla sperimentazione. Sfide pronte a restituire intuizioni ceramiche mediante le quali Mcz suggerisce nuove strade alla ricerca contemporanea. La mostra faentina sarà visitabile fino al 29 settembre.

Marco Ceroni: tra contesti urbani e forme organiche

La sua ricerca ibrida elementi urbani a forme organiche creando un immaginario che oscilla tra reale e verosimile. Marco Ceroni si approccia alla ceramica in un luogo nato e pensato per questo scopo; accompagnato da Aida Bertozzi, ceramista, docente e collaboratrice del Museo Carlo Zauli, intreccia “natura e oggetti meccanici della contemporaneità” che vengono curiosamente avvicinati per assonanze formali e forse visive. Ibridazione si aggiunge a ibridazione creando la visione mai completa di narrazioni possibili all’interno del quotidiano.

“Squame”: la collaborazione con Elia Landi

Nell’opera “Slag” la forma industriale della carena di uno scooter viene riprodotta con argille semirefrattarie, modificata poi tramite innesti che richiamano il mondo organico, creando così sculture in bilico tra scorie e resti animali. Un attacco alla realtà dove il panico tenta di arrampicarsi alle superfici delle cose. All’interno della sala dei forni “Slag” dialogherà con l’opera “Lacoste”, una grande scultura in ceramica, che emulsiona scenari urbani a immaginari primordiali e selvaggi. Nell’allestimento della mostra Marco Ceroni ha collaborato con Elia Landi, artista e tatuatore faentino, che realizzerà una pittura murale in dialogo con le sculture.

Marco Ceroni collabora con la Gallleriapiù di Bologna, una realtà poliedrica per l’arte contemporanea con un focus sulla ricerca e la sperimentazione artistica. Nata da un’idea di Veronica Veronesi nel 2010, Gallleriapiù opera come galleria commerciale dal 2013 nel distretto culturale della Manifattura delle Arti a Bologna in Italia. Si dedica a un’estetica con conseguenze – ovvero, pratiche artistiche perturbanti che analizzano aspetti essenziali per un’indagine critica della società attuale e futura.

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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