Manfrediana 200: una grande festa per tutta Faenza

Uno sguardo al passato, a una storia autorevole; uno rivolto al presente, vissuto da protagonista; e uno verso il futuro da conquistare senza paure: è stato un compleanno speciale quello della Biblioteca Manfrediana di Faenza. Nel corso della giornata di sabato 24 novembre 2018 sono stati centinaia i visitatori accorsi per festeggiare i duecento anni di questa istituzione, che ha formato generazioni e generazioni di faentini e che custodisce un patrimonio libraio ricco di testi dal valore unico che rappresentano la nostra memoria storica. Mostre, eventi e tavole rotonde hanno accompagnato la giornata che è stata innanzitutto una grande festa capace di unire tutti i faentini.

Gli studenti del liceo Torricelli hanno presentato “La biblioteca ritrovata”

Da sinistra: Stefano Collina, Giovanni Malpezzi, Manuela Rontini, Daniela Simonini.

La mattinata è stata aperta dai saluti istituzionali da parte della direttrice della Manfrediana, Daniela Simonini, dal sindaco Giovanni Malpezzi, dal senatore Stefano Collina e dalla consigliera regionale Manuela Rontini. A seguire, un gruppo di studenti del liceo Torricelli-Ballardini ha presentato la propria ricerca “La biblioteca ritrovata dei Padri Gesuiti”. Uno studio accurato e preciso sul patrimonio della librario della biblioteca dei Gesuiti capace di raccontare una storia ricca di fascino. Grazie a documenti d’archivio, è stato possibile sviscerare le vicende delle raccolte librarie che hanno costituito la base della futura Manfrediana.

Gli studenti del liceo presentano la loro ricerca.

A seguire sono state inaugurate due mostre dedicate alla storia passata della biblioteca: la prima è “Fiorir di libri”, esposizione di preziosi testi di botanica conservati nei due fra i più importanti fondi della biblioteca: Caldesi e Zauli Naldi. La seconda “Nascita di una biblioteca”, rappresentava un’esposizione documentaria sulle origini della biblioteca e il suo funzionamento nei primi decenni di vita.

Nel pomeriggio si è svolta una tavola rotonda dal titolo “Una biblioteca per la città” in cui ci si è interrogati sul presente e futuro della biblioteca, cercando di capire quali sfide debba raccogliere per continuare a essere una presenza viva e attiva nella città per i prossimi duecento anni. Ospiti di primo piano nazionale: Annamaria Testa, consulente creativa per aziende ed enti; Roberto Balzani, presidente Ibc Emilia-Romagna; Nicoletta Bacco, referente Nati per leggere; Nicoletta Grementieri, responsabile raccolte per bambini e ragazzi della Salaborsa di Bologna; Claudio Lombroni, responsabile Servizio biblioteche Ibc. Ha moderato l’incontro il vice sindaco Massimo Isola.

“Una biblioteca per la città”: la tavola rotonda con ospiti di prestigio.

Roberto Balzani: “Investire in cultura porta a risultati concreti”

Una connessione tra passato e presente: è quanto ha proposto Roberto Balzani nel suo intervento. «Faenza, come altre città della Romagna fra 1901 e la Grande Guerra – ha dichiarato Roberto Balzani – ha a disposizione diverse risorse da investire a livello locale. Dall’analisi storica, emerge che in questo periodo due città romagnole investano sulla cultura: si tratta di Cesena e della Faenza del sindaco Gallo Marcucci e di Gaetano Ballardini. Per l’epoca investire in cultura significava investire in particolare sui maestri elementari, allora pagati direttamente dal Comune. Inoltre nelle statistiche appare il numero di bibliotecari e addetti ai musei: ne viene fuori che Faenza aveva il maggior numero di addetti tra le città romagnole inclusa Ravenna. Si investe dunque nel capitale umano specializzato e non è un caso dunque l’Esposizione Torricelliana del 1908. Investendo in cultura, Faenza torna a essere polo culturale di primaria importanza, dopo la crisi avuta nell’Ottocento e con l’Unità d’Italia, che l’ha relegata a un ruolo di secondo piano. Passando al presente, Faenza in questo momento è molto dinamica sul terreno della scommessa culturale. Ha un’identità forte e mette al centro i propri “paesaggi culturali” prima ancora che il “bene in sé”.

Claudio Lombroni: l’esperienza della Rete Bibliotecaria Romagna-San Marino

Claudio Lombroni ha invece posto l’attenzione sull’importanza della nascita della Rete Bibliotecaria di Romagna e San Marino. «La Rete è nata nell’86 e grazie a un ceto politico che ha creduto in questa scommessa. Faenza di quella rete è stata tra i promotori assieme a Ravenna e Lugo. Quellosu cui si deve puntare rimane il rapporto con le comunità, che le dà riconoscimento sociale».

Annamaria Testa: “La biblioteca deve essere pop”

Di investimento culturale e sviluppo economico ha parlato, come Balzani, anche Annamaria Testa, riportando un esempio lontano non tanto nel tempo, quanto a livello geografico. «La Corea del Sud nei primi anni ’80 ha investito fortemente in cultura e ciò ha portato in parallelo a un grande sviluppo economico. Allora e oggi più che mai la formazione permanente sono importantissime: significa impadronirsi di una materia in maniera sicura»

«La biblioteca è anzitutto un luogo fisico, in cui succedono cose e si forma il pensiero. E’ un luogo di incontro, di partecipazione, di integrazione. E’ democratica per natura: mi piace pensare che davanti ai libri siamo tutti uguali. Condividere un libro, poi, crea una relazione reale tra le persone. Le biblioteche sono luoghi importantissimi di avviamento alla lettura, spazi in cui prendere contatto con le nuove tecnologie. Dovrebbero essere sempre più “pop”, nel senso positivo del termine». Tra le proposte di Annamaria Testa: la visione di serie tv in biblioteca e l’istituzione della figura di un ‘tutor’ per aiutare i neofiti della biblioteca per rendere le persone protagoniste. «La biblioteca del futuro deve rivolgersi agli utenti con un sorriso ed essere pronta ad accogliere».

Nicoletta Gramentieri: l’esperienza di Officina Adolescenti

Un’esperienza concreta che ha reso i giovani protagonisti all’interno della biblioteca: è quanto ha illustrato Nicoletta Gramentieri nel suo intervento. «Continuiamo a riflettere tutti i giorni sul ruolo della biblioteca, in particolare verso i giovani – spiega Nicoletta Gramentieri – In alcuni progetti, con educatori professionali, abbiamo sondato i bisogni culturali dei ‘ragazzi difficili’. E’ nata così Officina Adolescenti in cui si intrecciano punti di vista diversi, in cui i ragazzi sono chiamati ad autogestirsi. Questo spazio si è sviluppato in tanti aspetti: montaggio video e studio registrazione, area videogiochi, luoghi in cui scrivere».

Nicoletta Bacco: “Il programma Nati per leggere una grande intuizione”

Dagli adolescenti ai bambini ancora più piccoli: su di loro si è interessata Nicoletta Bacco. «Il programma Nati per Leggere è stata una grande intuizione e si è sviluppato poi su tutto il territorio nazionale. Investire in capitale umano è fondamentale. Le neuroscienze dicono quanto sia importante per la formazione del carattere e della personalità ciò che accade fino ai sei anni. In questa fascia dobbiamo pensare che bambini e bambine sono cittadini e cittadine, e vanno incentivati a frequentare la biblioteca».

A concludere il monologo di Roberto Mercadini

“Come si è evoluto nel tempo il rapporto tra uomini e vegetali? Come è cambiata la nostra vita grazie a loro? Come reagirono gli europei alla scoperta di patate e pomodori nel Nuovo Mondo?” Da queste domande sono nate le “Affabulazioni botaniche” di Roberto Mercadini: un viaggio coinvolgente e appassionato che tra risate e riflessioni mai banali è stato la degna conclusione di una festa che rappresenta un punto di partenza per altri 200 anni vissuti come punto di riferimento per la comunità.

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