Faenza a sostegno di Liliana Segre: “La tua scorta siamo noi”

“Liliana, la tua scorta siamo noi”. Dopo l’episodio antisemita subito dal faentino Roberto Matatia, arriva una presa di posizione unanime da parte del consiglio comunale di Faenza a sostegno della lotta al razzismo e di vicinanza alla senatrice Liliana Segre, a cui è stata recentemente assegnata una scorta a causa delle continue minacce subite.

Il consiglio comunale di Faenza approva all’unanimità

Il consiglio comunale, giovedì 28 novembre 2019, ha espresso nel suo odg una ferma condanna per gli insulti, prevalentemente a sfondo antisemita e razzista, rivolti alla senatrice a vita Liliana Segre; e ha espresso la propria vicinanza a quanti anche a Faenza sono stati oggetto di analoghi attacchi di matrice negazionista e. antisemita. Il consiglio comunale ha così disposto di affiggere, per la durata di 60 giorni, sul loggiato della Residenza Municipale uno striscione con scritto: “Liliana, la tua scorta siamo noi”. I gruppi consiliari hanno poi chiesto al sindaco Giovanni Malpezzi di farsi portavoce per veicolare la solidarietà e la vicinanza della comunità faentina alla senatrice Segre; di aderire alla “Rete dei comuni per la memoria, contro l’odio e il razzismo” e di aderire alla manifestazione promossa da Anci il 10 dicembre 2019 a Milano.

Liliana Segre, la testimonianza di quello che è stato

Una delle ultime testimonianze di quello che sono stati i campi di sterminio: Liliana Segre fu arrestata all’età di 13 anni, colpevole soltanto di essere ebrea, e fu deportata dal binario 21 da Milano ad Auschwitz-Birkenau, dove fortunatamente scampò allo sterminio nazista avendo tuttavia per un anno intero vissuto l’orrore della persecuzione fisica, psicologica e deumanizzante dei nazisti. Successivamente, la senatrice Segre ha dedicato tutta la vita alla faticosa testimonianza della esclusione e deportazione considerando la “memoria un vaccino” contro l’intolleranza e ogni tipo di odio (culturale, razziale…), istruendo migliaia di giovani nelle scuole e nei territori italiani e che anche per questo fu nominata Senatrice a vita dal presidente della Repubblica Mattarella.

Le minacce degli ultimi mesi

Negli ultimi mesi la senatrice ha ricevuto quotidianamente insulti antisemiti e minacce sui social, secondo quanto riportato dall’Osservatorio sull’antisemitismo, e ha ritenuto opportuno presentare nel Senato della Repubblica una mozione per instaurare una Commissione monocamerale che vigili, prevenga e contrasti comportamenti ingiuriosi e di odio legati al razzismo, antisemitismo, istigazione all’odio e alla violenza, intolleranza verso ogni diversità di opinione e di altra natura. Questa mozione il 30 ottobre è stata votata e approvata dal Senato e prevede che la Commissione si occupi in particolare di contrastare l’hate speech specialmente online, fenomeno in esponenziale aumento negli ultimi anni che si accompagna ad una crescente spirale di atti di carattere neofascista, intimidazioni, persecuzioni contro singoli e intere comunità. Dopo questo voto al Senato gli insulti e le minacce sono diventate tali da costringere lo Stato ad assegnare alla senatrice Segre una scorta considerando in pericolo la sua incolumità.

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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