Studenti del Torricelli a confronto con i migranti per scoprire ‘Il mondo che c’è in città’

Tratto da Il Piccolo – venerdì 24 novembre 2017 

Studenti del liceo Torricelli-Ballardini a confronto con i migranti per andare alla scoperta de ‘Il mondo che c’è in città’. È partito giovedì 9 novembre 2017 il progetto che coinvolge diverse realtà del territorio (Asp, liceo Torricelli-Ballardini, scuola Penny Wirton) e che porterà gli studenti della I A del liceo classico a conoscere la geografia del mondo incontrando i richiedenti asilo ospitati dall’Asp della Romagna faentina. Un incontro che arricchirà entrambe le parti grazie alla metodologia Penny Wirton, la scuola di lingua italiana per stranieri fondata dallo scrittore Eraldo Affinati e che vuole utilizzare un approccio informale ma accogliente per aiutare i migranti ad apprendere le basi linguistiche. Nel fare questo, non si utilizza la classica strutturazione “gruppi di classe”, ma un approccio più coinvolgente di due o tre studenti per docente.

Tra geografia e attualità: un progetto che coinvolge liceo, Asp e scuola Penny Wirton

«Progetti in collaborazione con le scuole sono iniziati già l’anno scorso con il liceo linguistico di Faenza – spiega Gloria Ghetti, responsabile della Penny Wirton di Faenza e docente del liceo – perché gli studenti avevano maggior padronanza con l’inglese e il francese e avevano dunque competenze adatte per la mediazione linguistica. Quest’anno hanno dato la loro disponibilità anche tutti gli studenti di una classe classico e abbiamo pensato a un progetto ad hoc per loro che è cominciato giovedì 9 novembre scorso». Nasce così il progetto ‘Il mondo che c’è in città’, che si svolgerà con incontri a cadenza bisettimanale fino ad aprile. Gli studenti (una ventina in tutto per una quindicina di richiedenti asilo che hanno aderito) saranno supervisionati dai docenti e dal personale Asp e – confrontandosi con i migranti – conosceranno la geografia, i costumi, le tradizioni dei Paesi da cui provengono i richiedenti asilo, rendendo la geografia una scienza veramente concreta per loro e per il territorio.

La filosofia del progetto: ogni persona arricchisce questo mondo

«L’idea – prosegue Ghetti – è quella di capire qual è il mondo che arriva a Faenza attraverso la geografia, dandone una visione onesta. È un modo per scoprire davvero chi arriva in Italia e a Faenza attraverso la conoscenza reciproca. Potranno emergere alcuni dati utili uscire dagli stereotipi, altri potranno far emergere aspetti che invece, in maniera superficiale e presi dalla frenesia del quotidiano, mettiamo in secondo piano». La scuola Penny Wirton, in questo senso, è solo il contenitore: i contenuti saranno creati dal rapporto tra studenti e i migranti. «Cercheremo di evitare – conclude Ghetti – di trattare il passato individuale dei richiedenti asilo: non vogliamo sottolineare casi drammatici, ma mettere in rilievo quello che di bello, attraverso la loro cultura, portano alla nostra città: ogni persona arricchisce infatti questo mondo».

Samuele Marchi

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