Sabato 11 gennaio a Faenza la presentazione del libro della diocesi sul cardinale Pio Laghi

Testimonianze, documenti e riflessioni per riscoprire, a undici anni dalla scomparsa, la figura del cardinale Pio Laghi e la sua vita dedicata al servizio alla Chiesa, senza timori di affrontare, attraverso le nuove documentazioni emerse, anche il periodo che l’ha visto operare in Argentina negli anni Settanta durante gli anni della dittatura militare. Sabato 11 gennaio alla sala San Carlo di Faenza (piazza XI Febbraio, 4) sarà presentato nel corso di un convegno aperto al pubblico il volume “Cardinale Pio Laghi” a cura del vescovo della diocesi di Faenza-Modigliana, mons. Mario Toso, ricco di contributi che fanno luce sui tanti aspetti della sua vita. All’incontro interverranno, oltre all’autore, anche il Nunzio apostolico in Italia, mons. Emil Paul Tscherrig e il prof. Maurizio Tagliaferri, relatore alla Congregazione delle Cause dei Santi. Durante il convegno, sarà proiettato anche un filmato con commento del prof. Piero Schiavazzi, giornalista e docente. Modera l’incontro il direttore de Il Piccolo, Giulio Donati. A seguire sarà concelebrata la messa in cattedrale in suffragio del card. Pio Laghi.

Un convegno per fare luce sulla vita del nunzio apostolico

Ultimo di cinque fratelli, Pio Laghi nacque nel 1922 in una famiglia povera della campagna forlivese. All’età di sei anni si trasferì con la famiglia a Faenza, dove Pio ottenne un aiuto per seguire gli studi. Oltre che allo studio, Pio lavorò come inserviente nella bottega di un barbiere. Compì le scuole medie e superiori nel ginnasio dei salesiani di Faenza, entrando poi nel seminario diocesano della città, dove frequentò il liceo e iniziò gli studi teologici e filosofici. Dal 1942 proseguì gli studi a Roma presso la Pontificia Università Lateranense, dove conseguì la licenza in teologia e il dottorato in diritto civile e diritto canonico; dal 1950 al 1952 si specializzò poi presso la Pontificia accademia ecclesiastica.

Nel 1980 fu dichiarato ‘persona non gradita’ dal governo argentino

Fu nunzio in Argentina dal 27 aprile 1974 al 21 dicembre 1980, negli anni del cosiddetto Processo di Riorganizzazione Nazionale e si trovò a confronto con una chiesa ancora arretrata culturalmente e pre-conciliare. Ed è in questo periodo che nasce la cosiddetta ‘leggenda nera’ sul suo legame con il regime dittatoriale. Eppure, analizzando storicamente la vicenda, è emerso che i ripetuti interventi del cardinale nelle questioni di natura interna lo fecero dichiarare nel 1980 persona non grata da parte del governo argentino costringendolo a lasciare il Paese. Nel volume curato dalla diocesi di Faenza-Modigliana si tratta anche dello “Schedario Pio Laghi”, in cui sono raccolti 5mila schede nominative che rappresentano gli interventi posti in essere a favore dei cosiddetti desaparecidos; oltre a tante lettere che ringraziano il cardinale per il suo intervento.

Le ultime ricerche hanno fatto emergere lo ‘Schedario Pio Laghi’, i suoi interventi a favore dei desaparecidos 

«Si può dire che Pio Laghi fallì ma non si può dire che è stato connivente – si legge in uno dei contributi del libro redatto da Luis Badilla Morales – si può dire che non fu abbastanza abile e scaltro ma non si può sostenere che fu complice; si può dire, infine, che è stato un diplomatico ingenuo ma nessuno può dimostrare che sia stato silenzioso di fronte a una tragedia che, tra l’altro, sconvolse la sua vita fino alla morte. Pio Laghi fu un uomo e sacerdote buono e onesto, un servitore della Chiesa che seppe accettare anche il sacrificio personale quando necessario». E il libro ha modo, attraverso anche i documenti emersi negli ultimi anni, di testimoniare questi aspetti della vita del cardinale Pio Laghi, che morirà a Roma, all’Ospedale San Carlo di Nancy nella notte tra il 10 e l’11 gennaio 2009. Al termine della celebrazione eucaristica alla Basilica di San Pietro, papa Benedetto XVI ha rivolto la sua parola ai presenti e ha presieduto il rito dell’ultima commendatio e della valedictio. La salma è stata poi sepolta all’interno della cattedrale di Faenza.

Video tratto da Tv2000

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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