Le 5 opere di Argillà 2016 che ci hanno colpito

Cinque opere, cinque pezzi in ceramica che, per qualche motivo hanno colpito la nostra attenzione mentre passavamo vicino agli stand dei loro creatori: la forma insolita, le sfumature dei colori, la storia che sta loro dietro. Buonsenso@Faenza ha selezionato per voi cinque opere speciali esibite nella tre giorni di Argillà 2016, la mostra internazionale della ceramica che si è svolta a Faenza dal 2 al 4 settembre. Cinque opere in grado di farci entrare nei segreti, nel mistero e nella bellezza dell’arte ceramica: un’arte che in queste immagini appare in tutta la sua potenza, versatilià e linguaggio espressivo.

ETRA MASI – “ KRITHE” – Faenza

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La prima opera che ha “acceso” la nostra attenzione appare da uno stand le cui lampade colpiscono per unire stili e tecniche differenti. E non poteva essere diversamente, dato che queste lampade nascono dall’unione di due persone che appartengono a mondi apparentemente molto distanti: la ceramista Etra Masi e l’architetto Sara Casadio. La loro “insolita” collaborazione ha dato alla luce KRITHE, gres e legno mescolati assieme che delineano la forma di una macina decorata con semi, uno stile che ritorna spesso nelle varie opere dell’artista faentina Etra Masi. 5_opere21L’arte che trae origine dalla terra è un tema molto caro alla ceramista. Krithe ha catturato il nostro occhio per l’eleganza delle forme, il taglio del legno, la sua gentile fusione con il gres e la sua funzionalità. Lo definiamo come un “utile decoro”: chi non ne vorrebbe vedere il proprio ufficio illuminato da una lampada così?

LA VASAIA FRANCESCA ANTONIOTTI –“TUTTO PER TE” – Pralungo, Biella

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Francesca Antoniotti, ceramista arrivata ad Argillà da Biella, sviluppa ogni oggetto della sua bottega «partendo da immagini nella sua mente, disegnandole, rifinendone la linea e infine creandole sul tornio».  Tutto per te” nasce con lo stesso processo, con un’attenzione alla praticità e all’effettiva utilità delle ceramiche a cui dà vita.  Guardando questa buffa teiera, molti ci vedono un pesce degli abissi, alcuni un sottomarino, altri – più fantasiosi – un piccola sfumatura bondage, forse per  l’alluminio che sembra “strizzare” veramente la  terra, o per  l’ ingobbio grigio tamponato con ossido di rame, che dà vita a un colore simil metallo.  5_opere3Francesca assicura che la sua idea è di rendere l’oggetto «pacioccone e coccoloso» proprio meglio gustarsi il suo scopo finale, che è quello di bersi una tazza di te.  Piccola curiosità: si chiama“Tutto per il te” proprio perché nel pezzo c’è tutto, dal cucchiaino allo spazio per zucchero, filtri e… perfino la tazza, proprio dentro la teiera. Insomma, un thè bevuto con questa opera in ceramica assume ancora più sapore.

CERAMIQUE ANIMALIERE, CATHERINE BLONDIN – Lugny les Charolles, Francia

Sito web di Catherine Blondin

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Non poteva mancare, tra i cinque oggetti che ci hanno colpito ad Argillà 2016, anche un rappresentante del Paese ospite d’onore a questa edizione, la Francia. Da terra fino al cielo, dei piccoli giardini appaiono lungo le strade del centro storico di Faenza e attirano la nostra attenzione.  Non sono vasi, ci spiega Catherine Blondin, bensì giardini ver5_opere12ticali in cui, si mimetizzano con gentilezza camaleonti e ranocchie. Il tutto racconta dell’amore per la ceramica, per la natura e per il giardino dell’artista che non si limita a svilupparsi in orizzontale, ma anche in verticale, su nel cielo. Noi ci siamo immaginati i nostri giardini con alcuni di questi vasi, in equilibrio con l’armonia del mondo, e abbiamo sorriso, forse proprio perchè l’indole della natura stessa è quella di aspirare a un equilibrio, così fragile ma al tempo stesso così perfetto…e forse, avere alcuni di questi giardini installati sotto casa può aiutare a ricordarcelo sempre.

KERAMIEK – HARM VANDER ZEEUW  – Afferden, Paesi Bassi

Sito web di Harm Vander Zeeuw 

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«Non siete i primi che passando si fermano con un “Wow!” e poi guardano il mio stand». Siamo accolti con queste vivaci parole da Harm, accogliente ceramista dei Paesi Bassi. Subito dopo le presentazioni, chiediamo informazioni su uno strano oggetto in ferro e legno: cosa ci fa un oggetto realizzato con materiali di questo tipo ad Argillà? «No, non è ferro! Sembra… Ma è ceramica». 5_opere17Ecco lo stile caratteristico di questo artista: creare oggetti con la ceramica e renderli il più possibile simili a pezzi in legno, ferro o altri materiali. Ci racconta che il pezzo di legno viene dall’Indonesia, è rimasto sdraiato in un fiume per dieci anni, poi è stato raccolto e portato in Olanda. Non vi è stata nessuna modifica al pezzo, ma solo l’aggiunta delle sculture accessorie in ceramica che vanno a delineare un’automobile che facilmente riporta alla nostra memoria i giochi dell’infanzia… un’automobile con cui riusciamo a viaggiare con la nostra fantasia da Faenza all’Indonesia passando per l’Olanda: è anche questa, in fondo, la magia di Argillà.

RAUER KERAMIK – JOHANNES RAUER – Venne, Germania

Sito web di Johannes Rauer

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Ancora vasi e ancora piante, ma in questo caso, ci sorprende come queste ultime sembrano proprio generarsi dal vaso. L’ultima opera della nostra breve rassegna ce la fa conoscere Johaness Rauer, ceramista tedesco con tanta voglia di raccontare la sua arte in giro per l’Europa. Così scopriamo che quello che è davanti ai nostri occhi non è un vaso, ma una luna, che dalle fessure delle sue “crepe” genera vita. E’ lo stesso artista che ci ricorda di come la luna abbia un influenza sulla nostra vita e di come, benchè appaia così distante,  sia simbolo di vita e di fecondità. Mettere in casa un’opera di questo genere per ricordarsi che la vita, nonostante tutto, non si ferma mai: è un continuo generare, e quella che poteva sembrare una cosa “rotta” o “da buttare” ci può sempre sorprendere.

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Foto di copertina: Antonio Veca

Un pensiero riguardo “Le 5 opere di Argillà 2016 che ci hanno colpito

  • 6 settembre 2016 in 16:33
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    Avere scritto giusto : sono stati colpiti i vostri occhi, ma l’arte è un’altra cosa

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