Faenza, scompare l’artista Ivo Sassi, maestro del Novecento

L’addio a un maestro: l’artista Ivo Sassi è morto nella giornata di lunedì 6 luglio 2020 a 83 anni. L’annuncio è stato dato dall’Amministrazione comunale. «Oggi ci ha lasciato Ivo Sassi – scrivono il sindaco di Faenza, Giovanni Malpezzi, e l’assessore alla Cultura Massimo Isola – Un vuoto grande. Ivo è stato un grande maestro dell’arte del Novecento, attraverso il suo rapporto con la ceramica, con la materia, con il fuoco. Ha utilizzato la scultura e la ceramica per raccontare il tempo nel quale è vissuto. Proprio ieri è andato in onda un servizio su Canale 5 dedicato a Faenza, in cui Ivo Sassi ha raccontato della poesia che troviamo nelle sue opere, che nascono da un rapporto profondo dell’artista con la terra e con il fuoco che la cuoce».

Ivo Sassi lascia un grande patrimonio culturale a Faenza

«Ivo Sassi “interrogava” la ceramica con grande passione – prosegue la nota degli amministratori – e con una mente aperta e libera. Era sempre al lavoro, per lui era il lavoro – il rapporto con la materia – l’unico modo per fare nascere nuove idee: ce lo ha dimostrato, ad esempio, quando qualche anno fa, in occasione di Argillà 2014, si è messo in gioco realizzando un’opera alta oltre due metri, alla quale ha lavorato per tutta una estate, che ha smaltato e poi cotto davanti a tutti, in un forno spettacolare che abbiamo aperto in notturna». «Le sue opere – proseguono Malpezzi e Isola –  il suo linguaggio, il suo modo di intendere e vivere l’arte e la ceramica restano per Faenza, ma non solo, un grande patrimonio culturale da coltivare, valorizzare e trasmettere alle giovani generazioni. L’Amministrazione Comunale è vicina alla famiglia di Ivo Sassi per questa grande perdita». Nel 2017 si era tenuta la mostra “I miei 80 anni” alla Galleria Molinella, un omaggio a Faenza, sua città d’azione.

Artista e sculture che ha portato avanti la grande tradizione faentina della ceramica

Ivo Sassi era nato a Brisighella nel 1937. Nel 1950 inizia a frequentare l’Istituto Statale d’Arte per la Ceramica di Faenza e ha per insegnanti gli scultori Anselmo Bucci e Angelo Biancini. Nel 1954 lavora nella bottega di Carlo Zauli, rapporto che interrompe nel 1959, quando apre uno studio personale a Faenza. Nel 1965 esegue tre grandi pannelli in maiolica policroma per le motonavi “Angelina” e “Achille Lauro”.

Nel 1968 ottiene il primo premio al IV° Concorso Nazionale di Ceramica e Scultura “Francesca da Rimini” e la Medaglia d’Oro al VI°  Concorso di Ceramica d’Arte di Cervia; nel 1969 il Primo Premio all’XI° Concorso Internazionale di Gualdo Tadino e nel 1970 il “Premio Faenza” al XXVIII° Concorso Internazionale della Ceramica d’Arte Contemporanea di Faenza. Nello stesso anno riceve il Premio per la Scultura alla Biennale Internazionale di Vallauris. E’, comunque, dal 1965 che la sua opera acquista una precisa fisionomia e un’autonomia formale: fino al 1971 sviluppa il ciclo Era Tecnologica, utilizzando soprattutto la maiolica bianca e, da questa data, inizia il ciclo ET Genesi in cui fonde elementi geometrici e un organicismo largamente informale utilizzando il colore nero, l’oro e platinature a terzo fuoco.

Parallelamente alla sua attività di scultore, Sassi collabora con aziende produttrici di piastrelle: Ceramica Artistica Italia ’68 di Fiorano Modenese (fine anni Sessanta), Ceramica l’Astorre di Faenza (anni Settanta e Ottanta), Ceramica Del Conca (2002).
Nel 1973 tiene una mostra personale alla galleria romana SM13 dove Enrico Crispolti presenta il libro redatto da Luigi Lambertini “Le ere tecnologiche di Ivo Sassi”. Nello stesso anno riceve il primo premio al concorso di Gualdo Tadino ed è invitato a Torino alla mostra del segnalati Bolaffi (Catalogo Bolaffi della Scultura). Nel 1985 è invitato ad Arte Fiera a Bologna e nel 1986 alla XI° Quadriennale d’Arte Nazionale di Roma. Nel 1988 il critico Marcello Venturoli lo invita alla mostra “Mare Mare” di Napoli. Tiene mostre personali a Faenza (1988), Lugo (1992), Ravenna (1994), Brisighella (1996), Bagnacavallo (2001). Fino al 1989, anno in cui cessa la partecipazione ai concorsi, riceve numerosi premi e segnalazioni e, in particolare a Faenza (nel 1977, 1980, 1983, 1984, 1986) e a Gualdo Tadino (nel 1981).

Le opere pubbliche

Tra le opere installate in ambienti pubblici si segnalano: La grande ala del 1988-89 nella sede della Banca di Romagna di Faenza, La grande Nike del 1988-89 a Brisighella, il Grande fuoco del 1990-91 a Faenza, la Colonna rossa del 1996 a Bagnacavallo, la Grande stele del 1999 al Museo d’Arte Bargellini di Pieve di Cento, la Stele della vita del 1996-2002 nella sede della Camera di Commercio di Ravenna e Verticale rossa a Cesena. Nel 2004 ha tenuto la sua più importante mostra antologica a Cervia.

 

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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