Istituto Emiliani di Fognano: le precisazioni della Diocesi

La Diocesi di Faenza-Modigliana non ha disposto la sospensione di qualsivoglia attività dell’Istituto Emiliani di Fognano e non ha conferito alcun mandato al Commissario Apostolico (istituito nel 2017 per risolvere le problematiche economiche-finanziare dell’istituto, ndr) né con riferimento all’attuale gestione né in relazione alle prospettive future dell’Istituto. Questa le precisazioni, tramite un con comunicato ufficiale, della Diocesi stessa che precisa incontra come «il vescovo Mario Toso non abbia disposto la sospensione né ha conferito alcun mandato perché non rientra nelle sue competenze. La Diocesi conferma inoltre la fiducia nei confronti del Commissario Apostolico nominato dalla Congregazione come pure nei confronti del legale rappresentante».

Nel 2017 è stato nominato Commissario Apostolico padre Fausto Arici che detiene le competenze per risolvere le problematiche dell’Istituto Emiliani

«Da diversi mesi circolano ricostruzioni del tutto prive di fondamento circa la vicenda relativa alla Congregazione del SS.mo Sacramento di Fognano o Istituto Emiliani – si legge nel comunicato – Pertanto, la Diocesi di Faenza-Modigliana intende formulare alcune precisazioni. Nel marzo 2017 la Congregazione vaticana per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, “attese alcune informazioni pervenute nel 2014 circa lo stato interno e l’amministrazione economico/finanziaria della Congregazione delle Suore Domenicane del SS.mo Sacramento di Fognano”, ha eretto l’ufficio di Commissario Apostolico della medesima Congregazione delle Suore Domenicane. In pari tempo ha conferito a padre Fausto Arici l’ufficio di Commissario Apostolico del medesimo Istituto».

«Il conferimento dell’ufficio di Commissario Apostolico implica l’attribuzione a padre Arici di tutte le competenze che la normativa particolare dell’Istituto e quella universale della Chiesa, attribuiscono al Governo generale del medesimo Istituto religioso. Nello stesso atto del 2017 con cui la Congregazione vaticana per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica ha conferito a padre Fausto Arici l’ufficio di Commissario Apostolico, si evidenziano le “serie problematiche sia nell’ambito dell’amministrazione economico/finanziaria, risultata alquanto deficitaria, sia riguardo alle capacità gestionali delle religiose, nel superare queste difficoltà”».

La decisione per via della difficile situazione economico-finanziaria

«Da tempo – si legge nella nota – l’ormai radicata e gravissima situazione debitoria dell’Istituto ha determinato l’urgenza e la necessità di assolvere quanto prima i rilevanti oneri finanziari dell’Istituto dietro pressanti richieste di istituti di credito, fornitori e dipendenti, con il concreto rischio di incorrere in procedure civili di riscossione coatta dei crediti, provocando scandalo e diffamazione dell’Istituto e della Chiesa. È stata, quindi, la difficile situazione economico/finanziaria a costringere la Congregazione vaticana a nominare un Commissario Apostolico e a sostituire il legale rappresentante, concedendo anche la facoltà di alienare dei beni, “al fine di tutelare e promuovere, nei limiti del possibile, il bene dell’Istituto e delle singole religiose”».

In conclusione la Diocesi fa notare che i vescovi diocesani hanno dovuto prendere atto del fatto che dal 2014 la Congregazione vaticana aveva avviato un’attenta valutazione della situazione economico/finanziaria dell’Istituto religioso; inoltre dalla data del Commissariamento ogni potere di governo dell’Istituto religioso, sia con riferimento a quanto previsto dalle norme particolari della Congregazione di Fognano sia con riferimento a quanto previsto dal diritto canonico (ad esempio: le decisioni circa l’avvio, la sospensione o la chiusura di attività, la decisione in materia di alienazioni, pagamenti e ogni altra operazione finanziaria) spettano al Commissario Apostolico che ha delegato la rappresentanza legale al padre Vincenzo Benetollo in conformità a quanto disposto dalla Congregazione vaticana.

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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