Guida Michelin 2020: in Emilia-Romagna ancora 22 ristoranti stellati (ma con novità)

Molte conferme e poche novità: questo il responso sull’Emilia–Romagna che esce dalla Guida Michelin 2020, presentata al Teatro Municipale di Piacenza lo scorso 6 novembre. Il re incontrastato in regione si conferma ancora una volta Massimo Bottura che, con la sua Osteria Francescana, è l’unico a ottenere le tre stelle Michelin, il massimo riconoscimento dell’omonima guida, mentre entrano nella prestigiosa lista anche il ristorante daGorini a S. Piero in Bagno e Iacobucci di Castel Maggiore.

Restano 22 gli stellati dell’Emilia-Romagna ma con qualche novità

Nella nuova Guida Michelin 2020 in Emilia-Romagna sono ventidue i ristoranti stellati, lo stesso numero dell’anno scorso, con  i due nuovi ingressi appena citati. A uscire, invece, dall’Olimpo degli stellati sono Strada facendo di Modena e il Stella d’oro di Soragna. Purtroppo neanche quest’anno la Guida Michelin ha ritenuto i ristoranti della provincia di Ravenna meritevoli del suo prestigioso riconoscimento: per i faentini, però, le opzioni a pochi chilometri da casa non mancano come il San Domenico di Imola (due stelle Michelin) o diversi ristoranti stellati nella provincia di Forlì-Cesena.

daGorini ristorante
Lo chef Gianluca Gorini del ristorante daGorini.

Anche quest’anno la Guida Michelin tributa a Bottura il massimo riconoscimento

Indiscussa eccellenza del nostro territorio è Massimo Bottura che nella sua Osteria Francescana rivisita i piatti della tradizione emiliana facendosi ispirare dall’arte contemporanea: non a caso lo chef nel 2015 diede vita a una cena presso la casa d’aste Sotheby’s, in occasione della quale preparò un menu di dodici portate, prendendo spunto da artisti quali, tra gli altri, Damien Hirst e Pablo Picasso. Nella sua Osteria (a Modena, solo dodici i tavoli) l’ospitalità è curata fin nei minimi dettagli, nella consapevolezza che per il cliente il viaggio nell’universo di Bottura inizia nel momento in cui ci si siede a tavola. Inoltre è sicuramente degno di menzione l’impegno dello chef nel sociale che nel 2016 ha fondato la Onlus Food for soul con cui si occupa di combattere lo spreco alimentare, costruendo progetti di inclusione sociale.

Due stelle Michelin confermate per il San Domenico di Imola e per il Magnolia di Cesenatico

A confermare le due stelle Michelin sono invece due ristoranti: il San Domenico di Imola e il Magnolia di Cesenatico. Nella storia del San Domenico gioca un ruolo importante l’idea di famiglia: il ristorante infatti è stato fondato il 7 marzo del 1970 da Gianluigi Morini nella casa paterna mentre oggi in cucina lavorano insieme gli chef Valentino Marcattilii e il nipote Massimiliano Mascia. Il piatto iconico del San Domenico è l’Uovo in raviolo presente in menu fin dagli anni ’70 e il cui marchio è stato addirittura registrato per dissuadere altri dal copiare.

Più recente è la storia del Magnolia di Cesenatico: aperto nel 2003 da Alberto Faccani, riesce a conquistare la prima stella Michelin già al secondo anno di vita mentre la seconda arriva nel 2018. La cucina di Alberto Faccani è una cucina di prodotto, di tecnica e di ricerca, fondata sulla qualità e valorizzazione delle materie prime del territorio, sulla conoscenza di nuovi sapori e consistenze. Il risultato è così quello di un ristorante in cui la tradizione locale incontra altri mondi, la creatività incontra la voglia di sperimentare e stupire, la cucina incontra l’arte, dove l’equilibrio sorprende e incanta.

Guida Michelin 2020: ecco tutti gli altri ristoranti stellati dell’Emilia-Romagna

Salgono a 5 i ristoranti stellati della provincia di Bologna

Nella provincia di Bologna, oltre al San Domenico, troviamo con una stella Michelin i ristoranti I Portici, il Marconi, la Trattoria da Amerigo e una delle novità di quest’anno, Iacobucci. Situato in via Indipendenza nel cuore di Bologna, I Portici, sotto la guida del giovane chef Emanuele Petrosino (classe 1986), offre una cucina di grande creatività e attenta alle materie prime di qualità, con uno sguardo innovativo sulla cucina tradizionale.

Il ristorante Marconi si trova invece a Sasso Marconi ed è legato a una storia familiare iniziata nel 1983 e portata avanti nel 2000 dai fratelli Mazzucchelli. Massimo in sala, Aurora in cucina, una nuova generazione che ogni giorno lavora con entusiasmo e dedizione con un unico obiettivo: soddisfare coloro che vogliono provare un’esperienza, assaggiare un territorio e le sue eccellenze. Il passaggio generazionale è testimoniato anche da un rinnovamento del locale avvenuto nel 2016.

Aperta nel 1934, la Trattoria d’Amerigo a Savigno punta invece sulla stagionalità dei prodotti: tutti i piatti proposti, infatti, hanno alla base una materia prima rispettosa dell’alternarsi delle stagioni per non forzare i ritmi naturali e non muovere alimenti da lontano. Questo fa sì, tra l’altro, di ridurre notevolmente l’impatto ambientale.

Nel bolognese, la novità nella guida Michelin 2020 è rappresentata da Iacobucci, ristorante con sede nella sontuosa Villa Zarri alle porte di Bologna. Lo chef Agostino, nato a Castellammare di Stabia, unisce il meglio della cucina partenopea al grande patrimonio gastronomico emiliano. La stella Michelin rappresenta una vera e propria sorpresa dal momento che il ristorante ha aperto solo da pochi mesi.

Forlì-Cesena: due conferme e una novità nella Guida Michelin 2020

Figura molto bene anche la provincia di Forlì-Cesena che può contare su tre ristoranti stellati: oltre al già citato Magnolia, guadagnano l’ambito riconoscimento anche La Buca a Cesenatico e, per la prima volta, daGorini a San Piero in Bagno.

Obiettivo de La Buca è offrire una cucina tutta a base di pesce, dal grande assortimento di crudi ai grandi classici della cucina marinara romagnola, in un ambiente in cui le luci soffuse, il ferro, la lamiera grezza e i suoni ovattati ricreano la sensazione che ogni pescatore viveva nell’entrare nella cambusa di un peschereccio.

Il ristorante La Buca di Cesenatico.

Nato solo due anni fa, daGorini è subito diventato un importante punto di riferimento culinario nella Valle del Senio, usando le materie prime che questa terra offre nell’ottica della filiera corta. Seguendo questa filosofia lo chef Gianluca, in un ambiente domestico fatto di musica blues, legno, luci alla giusta intensitàriesce a creare una continuità tra il panorama che si vede dalla finestra e quello che viene preparato in cucina.

Scendono a due i ristoranti stellati in provincia di Modena

Per quest’anno nella provincia di Modena insieme all’Osteria Francescana si trova solo un altro ristorante stellato: L’Erba del Re, infatti, riesce a confermare la sua stella Michelin. Qui lo chef Luca Marchini, allievo proprio di Bottura, sperimenta una visione della cucina personale e profonda, dove lasciare libera quell’anima artistica che muove la creatività.

Anche Parma perde un ristorante stellato: sono solo 3 a confermare la stella Michelin

Sono tre i ristoranti della provincia di Parma a ricevere una stella Michelin: il Parizzi, l’Inkiostro e l’Antica Corte Pallavicina.

Punto di riferimento per la città di Parma è sicuramente il Parizzi, ristorante nato nell’immediato secondo dopoguerra e da allora portato avanti sempre dalla stessa famiglia. Lo chef Marco offre una cucina creativa, fatta sia di piatti di terra che di mare con particolare attenzioni a questi ultimi.

Sempre nel capoluogo di provincia si trova il chef dell’Inkiostro, Terry Giacomello, che offre una cucina fatta di ingredienti provenienti da tutto il mondo con l’intento di stupire continuamente i clienti attraverso la sua originalità.

A Polesine Parmense si trova invece l’Antica Corte Pallavicina, vero e proprio tempio del culatello. Quasi tutto quello che viene proposto nel menu è allevato o coltivato all’interno della proprietà per poi essere rielaborato in un’offerta raffinata e ricercata.

Polesine Parmense, 2009 – La sala da pranzo dell’Antica Corte Pallavicina
Guida Michelin 2020: la provincia di Reggio-Emilia

Nella provincia di Reggio Emilia si confermano gli stellati dell’anno scorso: Arnaldo-Clinica Gastronomica a Rubiera e Ca’ Matilde a Rubbianino.

Da Arnaldo-Clinica Gastronomica a farla da padrone è la tradizione: chi ha la fortuna di mangiare in questo ristorante che conta solo una ventina coperti può assaporare l’autentica cucina emiliana, fatta di salumi, pasta fatta in casa e secondi a base di carne, la cui apoteosi è rappresentata dal carrello dei bolliti.

Ca’ Matilde è un ristorante immerso nel verde delle terre matildiche e offre piatti allo stesso tempo moderni e contadini, ben congegnati dallo chef Andrea Vezzani.

A Piacenza sono due gli stellati

Anche nella provincia piacentina sono due i ristoranti a confermare la stella Michelin: il Nido del Picchio (Carpaneto Piacentino) e La Palta (Borgonovo Val Tidone).

Lo chef Daniele Repetti del Nido del Picchio lavora con l’obiettivo di mettere nel piatto del cliente pochi ingredienti ma scrupolosamente selezionati, con le radici emiliane come guida fondamentale nel suo percorso culinario.

A La Palta la chef Isa Mazzocchi ha come punti di riferimento la dimensione familiare e il rapporto umano con il cliente. Per Isa creatività significa dar vita ai piatti, per questo sa regalare alla sua cucina grazia e concretezza tipicamente femminili.

I ristoranti stellati di Ferrara sono due

Nella provincia di Ferrara sono due i ristoranti segnalati, entrambi a Codigoro: La Zanzara e La Capanna di Eraclio.

La Zanzara è un ristorante che sfrutta la sua posizione geografica, a cavallo tra Emilia e Veneto, e la biodiversità che questo territorio offre. Molto curati sono i piatti a base di pesce, preparati perseguendo l’idea di una cucina dai sapori classici ma moderna, più leggera, che non da mai l’idea del passato e della pesantezza.

La Zanzara a Codigoro.

Sempre il pesce è il pezzo forte dell’altro ristorante di stellato di Codigoro, La Capanna di Eraclio. Quiil tempo sembra essersi fermato a quando era semplicemente un’osteria per i mezzadri che lavoravano questo spicchio di Padania e così l’ha voluto mantenere la famiglia Soncini, a guida di questo ristorante da oltre 60 anni.

Tre ristoranti stellati in provincia di Rimini

Ben tre invece i ristoranti stellati per la provincia di Rimini: GuidoAbocar Due cucine e il Piastrino.

Il punto forte di Abocar Due Cucine si trova senza dubbio nelle origini argentine dello chef Guardianelli che offre ai suoi clienti a prezzi ragionevoli una cucina gourmet fatta di stagionalità, scelte ristrette e influenze sudamericane.

Il ristorante Abocar Due cucine è la new entry stellata in Emilia-Romagna della Guida Michelin 2019.

A Pennabilli, lontano dalle principali vie di comunicazione, si trova invece il Piastrino i cui veri protagonisti sono i prodotti della montagna. In questa cucina si potranno assaggiare, tra gli altri, pesci di fiume, cacciagione, animali da cortile con accompagnamenti studiati.

A Rimini, in quello che sembra uno dei tanti stabilimenti balneari, si nasconde Guido, un elegante ristorante che offre piatti marinari talvolta semplici alla lettura della carta ma che svelano, invece, sorprendenti sfumature di raffinate eleganzee sottili elaborazioni.

Matteo Nati

Nato a Faenza nel 1993, mi sono laureato in Italianistica e Scienze linguistiche all’Università di Bologna. Ho insegnato per un anno all’Istituto Alberghiero di Riolo Terme ma continuo a non sapermi orientare in una cucina. Appassionato di pallacanestro, politica e storia inglese, datemi una serie tv con dialoghi ben scritti e sarò completamente vostro.

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