Caviro Extra primo nel Settore Economia Circolare, vince il Premio per lo sviluppo sostenibile

Caviro Extra ha ricevuto il Premio per lo Sviluppo Sostenibile, Primo Premio nel Settore Economia Circolare. Il riconoscimento è stato consegnato alla società faentina questa mattina a Rimini dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con Ecomondo – Italian Exhibition Group. Per Caviro Extra, che è presente a Ecomondo con le novità relative ai propri impianti, tra cui la cattura di CO2 Bio, il Teleriscaldamento e l’impianto per la produzione di Ammendante Compostato da scarti della Filiera Agro-Alimentare, ha ritirato il premio Carlo Dalmonte, Presidente del Gruppo Caviro.

12sima edizione del Premio

Il premio, giunto alla 12^ edizione, è destinato alle imprese che «si siano distinte per eco-innovazione ed efficacia dei risultati ambientali ed economici, nonché del loro potenziale di diffusione». Caviro Extra si è aggiudicato il primo posto con il progetto «Legàmi di vite», di cui è capofila, che vede nove aziende vitivinicole dell’Emilia-Romagna unire le forze per investire nello sviluppo dell’economia circolare. «Il principale punto di forza di “Legàmi di vite” risiede nel fatto che, per la prima volta, le aziende partecipanti, concorrenti sul mercato, hanno scelto di fare sistema per creare insieme un modello di business sostenibile – ha commentato Carlo Dalmonte -. La sensibilità, il bisogno, di recuperare valore dagli scarti della filiera vitivinicola è ben radicata e la natura cooperativa, che accomuna tutte le aziende partecipanti, è già orientata positivamente all’idea di unire gli sforzi in vista di un risultato più grande. L’affinità tra i partecipanti è stata eccellente, sin dall’inizio».

Le imprese

Le imprese coinvolte quotano oltre il 25% del fatturato italiano del mondo vino e oltre il 21% del fatturato sull’export e sono: Caviro, Caviro Extra, Terre Cevico, Agrintesa, Cantina Forlì-Predappio, Le Romagnole, Medici Ermete e Figli, Cantina di Carpi e Sorbara, Cantine Riunite & Civ. Il progetto prevede investimenti in economia circolare per oltre 90 milioni di euro di cui il 40%, circa 36 milioni di euro, sostenuti da finanziamenti pubblici a in quota capitale. L’impatto occupazionale di questi interventi è di circa 70 unità lavorative annue. Nel dettaglio i progetti sono indirizzati al potenziamento e all’efficientamento delle attività di lavorazione dei singoli partecipanti, con un focus specifico sull’aumento della capacità di stoccaggio dei sottoprodotti, efficientamento energetico e realizzazione di nuovi depuratori. Caviro Extra, società che già si occupa della circolarità del Gruppo Caviro e che dai sottoprodotti produce prodotti nobili, energia e ammendanti, ha il compito di far rientrare questi investimenti in un contesto di economia circolare quindi ritirare i sottoprodotti delle cantine partecipanti, valorizzarli e restituirli alle stesse sottoforma di acido tartarico e ammendanti. Allo stesso tempo anche Caviro Extra sta realizzando degli investimenti, in particolare nel settore della business unit alcoli e sottoprodotti.

Caviro Extra è presente a Ecomondo

Caviro Extra è presente a Ecomondo nel Padiglione D1 – Stand 028. In fiera presenta le novità relative agli impianti recentemente inaugurati a Faenza, quali il Teleriscaldamento che produce calore a partire dagli scarti della filiera vitivinicola e l’impianto di compostaggio per la produzione di un fertilizzante naturale di nuova generazione: l‘Ammendante Compostato da scarti della Filiera Agroalimentare (ACFA). Racconta inoltre del progetto in corso, per la costruzione di un impianto per produrre BioMetano Liquefatto (BioLNG) da scarti della filiera agroalimentare. Alta la partecipazione di Caviro Extra agli eventi e ai workshop organizzati in occasione di questa fiera internazionale dell’economia circolare e della green technology: «Visioni di futuro: le imprese italiane e la corsa alla neutralità climatica» (in collaborazione con Italy for Climate); «Black to the future: un progetto biennale EIT Food su Biochar, le sue applicazioni e lo sviluppo»; «Energie circolari: i materiali al servizio della transizione energetica».

Letizia Di Deco

Classe 1998, vivo a Faenza. Mi sono laureata in Lettere Moderne e poi in Italianistica e Scienze linguistiche all’Università di Bologna. In attesa di tornare in classe da prof, mi piace fare domande a chi ha qualcosa di bello da raccontare su ciò che accade dentro e fuori le pareti della scuola. Ho sempre bisogno di un buon libro da leggere, di dire la mia opinione sulle cose, di un po' di tempo per una corsetta…e di un caffè

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.