Il saluto ai cittadini dal sindaco di Faenza Giovanni Malpezzi dopo 10 anni di mandato

Era il 2010 quando Giovanni Malpezzi fu eletto o per la prima volta sindaco di Faenza: con le elezioni amministrative del 20 e 21 settembre 2020 il suo mandato, durato dieci anni (e mezzo, causa Covid) si conclude. In una lettera pubblicata sul proprio profilo Facebook, Malpezzi si congeda dai suoi concittadini, ripercorre tutti questi anni tra soddisfazioni e difficoltà, e lascia la politica, come promesso a inizio del suo mandato.

La lettera del sindaco Malpezzi

«Con queste riflessioni voglio congedarmi da Voi – scrive il primo cittadino – essendo ormai terminato il mio mandato da sindaco. Sono stati per me dieci anni molto intensi, carichi di fatiche, ma anche di gioie e soddisfazioni. Se mi volto indietro all’aprile 2010, vedo un mondo diametralmente cambiato. Mi basta osservare i miei quattro figli. Allora erano piccoli o adolescenti. Oggi sono tutti maggiorenni. Al mio insediamento, Presidente della Repubblica era Giorgio Napolitano, Premier Silvio Berlusconi. Quanta acqua è passata sotto i ponti, un’era storica … In questi 10 anni ho dato tutto me stesso; mi sono speso per la mia Faenza. A “lei” e a voi faentini ho dedicato il mio tempo e le mie capacità personali (quelle che mi hanno donato)».

“Wan ich mach: faccio più che posso”

«Sicuramente non ho raggiunto tutti gli obiettivi prefissati – prosegue Malpezzi – Ma vi assicuro che ho cercato di fare quanto era possibile e fattibile – nel contesto dato – osservando lealmente la Costituzione, come avevo giurato al momento del mio primo insediamento il 15 aprile 2010. Se non sempre sono stato all’altezza delle situazioni o se qualche volta ho perso la pazienza, vi chiedo sinceramente scusa. Come tutti gli uomini sono fallibile. A questo proposito, mi risuona spesso nelle orecchie il motto di Astorgio Manfredi: “Wan ich mach” (in tedesco) che significa “faccio più che posso” (e lo diceva lui che era il Signore di Faenza…). Molto più semplicemente, ho cercato di mettere in pratica una celebre frase di Walt Disney: “L’unico modo per iniziare a far qualcosa è smettere di parlare e iniziare a fare”, che tradotto significa: se vuoi cambiare il mondo (o anche solo la tua città), mettici la faccia e lavora. Perché chi si limita a criticare senza spendersi, non cambierà mai le cose».

«In questi dieci anni di governo della città ho cercato di non fare mai promesse di cui non potevo garantire il risultato. Di solito un politico che persegue il consenso, promette anche nell’incertezza, ma io ho sempre preferito dire come stavano veramente le cose, nel bene o nel male. Ringrazio la mia famiglia, che in questi dieci anni si è privata ampiamente di me. Il sostegno di mia moglie e dei miei figli, è stato una risorsa importante a cui attingere, soprattutto nei momenti di difficoltà.
Ringrazio il mio vice sindaco Massimo Isola, gli assessori e i consiglieri che mi hanno supportato in questi 10 anni: normalmente il sindaco si prende tutte le colpe, ma si prende anche i meriti degli altri, che è giusto condividere con voi. Grazie di cuore per quanto avete fatto con generosità e impegno. Ringrazio i dipendenti del Comune di Faenza e, ora, gli oltre 500 dipendenti dell’Unione dei Comuni. Non sono stati anni facili per voi. Vi ho chiesto molto, ma vi assicuro che ho sempre preteso da me stesso più di quanto chiedevo a voi. Ho sempre praticato la regola che: “Se vuoi ricevere, prima devi dare gratuitamente”. Fra tutti i dipendenti, ringrazio in particolare la mia segretaria Sabrina. Per dieci anni è stata per tantissimi cittadini il primo contatto con me. Un ruolo delicato e fondamentale, che ha svolto con professionalità, passione e lealtà».

«Ringrazio tutti i cittadini che mi hanno sostenuto, supportato o sopportato. Anche quelli che mi hanno criticato. Siete stati voi la ragione del mio impegno, il termometro del gradimento del lavoro fatto, lo stimolo per quanto dovevo ancora fare.
Saluto per l’ultima volta i miei quasi 11.300 “amici di Facebook”. Siete stati per 10 anni una presenza costante, quotidiana. La sera non riuscivo a staccare senza aver risposto alle vostre tante sollecitazioni, senza aver letto i vostri commenti (anche quelli cattivi…). Ora, però, chiuderò la mia pagina Facebook. Ho bisogno di ritornare nella mia sfera privata, ho bisogno di sentirmi un semplice cittadino, senza esposizioni pubbliche.

“Esco dal Comune in punta di piedi”

«Il mio impegno politico si chiude qui – conclude Malpezzi – Avevo promesso che avrei dedicato al massimo dieci anni della mia vita a questo servizio, senza nulla chiedere, senza nulla pretendere per me. E così sarà. Nel mio ufficio tengo cara la targa ufficiale di membro della benemerita Società del Passatore. Di essa ho fatto mio il motto “Sol da dè, gnÎt da dmandé” (Solo dare, nulla chiedere). Pertanto, esco dal Comune in punta di piedi, grato per le soddisfazioni ricevute. Da domani torno a fare il mio lavoro di sempre; ritorno a fare il funzionario di banca e ad occuparmi di cooperazione e di economia sociale. Inoltre, sento il bisogno di dedicarmi alle mie passioni e ai miei impegni famigliari. Vi chiederete se ho dei rimpianti ? Einstein diceva: “Un uomo è vecchio quando in lui i rimpianti superano i sogni”. Nella mia vita non è tempo di rimpianti. Guardo avanti, e sogno nuovi progetti per me e la mia famiglia».

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

Un pensiero riguardo “Il saluto ai cittadini dal sindaco di Faenza Giovanni Malpezzi dopo 10 anni di mandato

  • 20 Settembre 2020 in 9:50
    Permalink

    E’ ancora in distribuzione il libro sui Canti Orfici? Lo cercherò subito perchè Campana merita di essere apprezzato, (anche per aver avuto a che fare con Faenza, in verità soprattutto con alcune signore di Faenza). In ogni caso mi compiaccio.

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