Giornata della Memoria a Faenza: per non dimenticare

Con lo spettacolo “Memorie”, una rappresentazione teatrale realizzata dagli studenti delle scuole secondarie inferiori, in programma domani, venerdì 22 gennaio, alle 10:30 al Teatro Masini, entreranno nel vivo le celebrazioni per gli eventi faentini della Giornata della Memoria.

Liana Millu (1914-2005) scrittrice italiana deportata ad Auschwitz
Liana Millu (1914-2005) scrittrice italiana deportata ad Auschwitz

Le iniziative proseguiranno poi lunedì 25 gennaio con un doppio incontro (il primo rivolto agli studenti faentini alle ore 10 a Palazzo Manfredi, il secondo alle 18, aperto alla cittadinanza, al Ridotto del Teatro Masini) dedicato alla figura di Liana Millu, scrittrice scomparsa nel 2005, antifascista e partigiana italiana, autrice di memorie, romanzi e racconti. Di famiglia ebrea, fu deportata ad Auschwitz, da dove fu liberata nel 1945 dopo un anno di prigionia. Relatore dei due appuntamenti sarà Piero Stefani, ebraista e biblista, accompagnato dalla voce recitante di Magda Iazzetta e dall’accompagnamento musicale di Lucilla Mariotti.

“Shoah”: storia di un termine

Il termine “olocausto” è stato utilizzato per la prima volta da Elie Wiesel, sopravvissuto ad Auschwitz nonché premio Nobel per la letteratura, in riferimento ai crimini e allo sterminio di massa perpetrati dai nazi-fascisti nei confronti del popolo ebraico e di altre “minoranze”.
Questo termine, che ebbe ampia diffusione nel dopoguerra, fu però rifiutato verso la fine degli anni ’70 dalla comunità internazionale per varie ragioni, tra cui il significato biblico di “sacrificio rituale”, e la banale semplicità che aveva assunto sia nell’ambito giornalistico che filmico, specialmente nel cinema americano.Al contrario il termine Shoah, “distruzione”, risultò essere il più appropriato per il fatto che non portava in sé risvolti religiosi ma rispecchiava la caratteristica comune a tutti, totale, orizzontale dell’enorme tragedia a cui si riferisce e che colpì non solo il popolo ebraico, ma anche minoranze religiose (testimoni di Geova), etniche (zingari) e gli “indesiderati” (oppositori politici, asociali, omosessuali, apolidi). Shoah racchiude quindi un insieme di storie nella Storia e ognuna gode del medesimo diritto delle altre di essere tramandata.

La memoria è identità

Purtroppo i testimoni sono sempre meno e alcuni non hanno mai raccontato la loro esperienza, portando da soli il proprio fardello per paura di essere additati come esempi o per non caricare i propri cari del peso di tale vissuto. È proprio per questo che non bisogna dimenticare, ma è importante parlare e confrontarsi perchè la storia è memoria e la memoria è identità, è ciò che siamo ed è una bussola per i giorni a venire.

A cura di Chiara Cenni e Nicola Oriani

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