Mondo Palio. Intervista a Giordano Gonnesi (Coop dei Manfredi): “Finora non ha avuto la giusta promozione”

Buonsenso@Faenza inizia oggi un nuovo dossier di approfondimento che ha per tema il mondo rionale: “Mondo Palio”,  voci, interviste e opinioni su tutto ciò che ruota attorno a una delle manifestazioni più sentite della nostra città. Abbiamo deciso di partire con questo nuovo percorso intervistando Giordano Gonnesi, responsabile alla cultura della cooperativa dei Manfredi, una cooperativa di servizi fondata nel 2015 per dare voce comune alle esigenze dei cinque rioni di Faenza.

Giordano Gonnesi, spiegaci un po’ cos’è la Cooperativa dei Manfredi: quando è nata e perché?

La Cooperativa dei Manfredi è una cooperativa di servizio che raccoglie tutti e 5 i rioni che hanno due rappresentanti ciascuno all’interno della cooperativa e a loro volta eleggono un cda composto da cinque persone. La cooperativa deve fare servizi per il Palio. È nata perché c’era esigenza di avere un organismo unico tra i Rioni  che spesso tra di loro sono molto conflittuali… il Comitato Palio non era adatto per questo. Questa cooperativa nasce con l’idea di avere un organismo unico che decide per i 5 rioni. È nata circa un anno e mezzo fa e ha in gestione, oltre alle scuderie rionali, anche lo stadio Bruno Neri. E’ un tentativo, per adesso sembra riuscito, di dare una voce unica al Palio sotto tanti aspetti, anche la promozione. I 5 rioni sono sempre, giustamente, divisi. La conflittualità sana è una base fondamentale del Palio che nasce come popolare, non è creato per i turisti. Ma per gestire il Centro Civico ci voleva una struttura che sovrintendesse le cinque voci… e il fatto di avere una voce unica è importante anche in altri aspetti, come nel dialogo con l’amministrazione.

Durante questo primo anno e mezzo di attività quali obiettivi avete raggiunto?

In un anno e mezzo abbiamo già avviato alcune interessanti iniziative, come i QR code sulle lapidi faentine che raccontano tramite un app la storia della città. Già 7/8 sono già installate, in un paio di anni puntiamo a metterne 257 .

Questo aspetto, per esempio, travalica però – diciamo così – il mondo Palio…

I Rioni singolarmente hanno sempre fatto attività culturali come mostre d’arte (per esempio in collaborazione con la Pinacoteca). Uno degli scopi è anche quello di organizzare a livello culturale le attività dei Rioni. Inoltre abbiamo preso l’appalto per tutte le riprese video di tutte le gare del Palio 2016. Abbiamo fatto un accordo buono con Tele Romagna. Poi al Centro Civico stiamo facendo l’iscrizione Fise (Fedetazione italiana sport equestri) che ci consentirà di avere finalmente lì una scuola di equitazione a disposizione di tutti i cittadini.

L’ampliamento dello stadio Bruno Neri

Recentemente hai dichiarato: “Per la Cooperativa dei Manfredi è una sorta di ‘anno uno’, in cui si andrà anche a sperimentare”. Quali sono le novità su cui sperimenterete in questa edizione 2016? E che modifiche avete intenzione di realizzare allo stadio Bruno Neri?

Lo stadio ha delle tribune montate da un’azienda esterna che, in occasione del Palio, mette su cinque tribune. Quindi noi paghiamo una cifra consistente per noleggio di queste cinque tribune. Noi gli stessi soldi li metteremo per dieci anni in un mutuo per poter rifare la struttura fissa in cemento. Stiamo lavorando con lo studio Ghetti e Venturini per un progetto di ricostruzione dello stadio. Un finanziamento lo mettiamo noi, in parte si potrebbe reperire da un privato, in parte dall’amministrazione… mettendo insieme più forze lo si riuscirebbe a sistemare. Se noi riusciamo a portare lo stadio alla capienza di 8mila posti ecco che diventa interessante anche per concerti o altre manifestazioni che adesso non ci sono.

Non c’è il rischio di una cattedrale nel deserto?

No, no infatti… ci sarebbero collaborazioni un po’ con tutti, per esempio anche con il Mei o altre realtà faentine per creare opportunità. Secondo noi lo stadio deve cominciare a fare qualcosa di diverso dato che viene usato solo per Palio o per le partite del Faenza calcio. Deve diventare realtà fruibile per tutta la città.

E il Faenza calcio? Rimarrà lì?

Il Faenza calcio rimarrà lì, ha una convenzione con noi per utilizzare lo stadio.

Quanto vale economicamente il Palio a Faenza? E quante persone ci lavorano attorno?

A livello di costi bisogna vedere i bilanci comunali. Bisogna considerare le spese del personale, le spese di allestimento e l’incasso che va al Comune (ente organizzatore del Palio), poi c’è il contributo annuale del Comune ai Rioni. C’è da dire che Faenza grazie ai Rioni ha speso meno rispetto alle città limitrofe per i centri di aggregazione dei giovani. Parliamo di centinaia di ragazzi per ogni rione.. hanno un ruolo anche un po’ sociale, tutto è volontariato puro e si mette in collaborazione un ragazzo di 15 anni con uno di 80. Sono ambienti trasversali, anche politicamente e partiticamente.

Quale è il ricordo più bello che ha Giordano Gonnesi del Palio?

A livello di vittorie il più bello è stato quando, da capo del rione Rosso, nel 2010 abbiamo vinto fatto il record di vittorie nelle gare del Palio. Per quanto riguarda la partecipazione rionale, dagli anni ’90 in poi non sono stati più solo i rioni goliardici, ma si è cominciato a fare lavori con le scuole, con attività storiche.

“Scenari futuri? A mio parere la soluzione sarebbe una fondazione partecipata con dentro anche il Comune”

Entriamo nel merito della lettera inviata qualche giorno fa dal sindaco ai Rioni, in risposta a un articolo pubblicato sul Resto del Carlino. Il sindaco scrive: “I tempi cambiano e i modelli organizzativi non possono e non devono restare ancorati al passato, altrimenti si rischia davvero che il futuro del Palio abbia un orizzonte corto. Ciò che si sta valutando insieme ai Rioni e al Gruppo Municipale, è una nuova struttura organizzativa: un ente o una fondazione che organizzi in proprio gli eventi del Palio, ricevendo dal Comune tutti i necessari contributi economici, nonché gli spazi, gli impianti e le attrezzature per gli eventi“. Cosa ne pensi degli scenari futuri del Palio? E quale sarebbe, in tal caso, il ruolo della Cooperativa dei Manfredi?

Fino al 1985 la gestione del Palio era esterna al Comune, organizzata da un Comitato. Poi ci sono state grande difficoltà di permessi e burocratiche e nell’85 si decise di dire di voler essere emanazione del Comune di Faenza. Il Comune subito chiaramente non accettò e i Rioni fecero lo sciopero della Nott del Bisò. Così si riuscì a ottenere di entrare nell’amministrazione comunale. In questo modo il Comune ci deve mettere impiegati, strutture, tutto… e si fa questo se l’amministrazione crede che Palio abbia un valore. Adesso io capisco quello che dice il sindaco, perché i Comuni sono in difficoltà e devono fare appalti per qualsiasi cosa, tutto è molto complicato. Così lui sta mettendo sul tavolo l’opportunità che i Rioni possano gestire loro il Palio in tutte le sue manifestazione. Non so quale sarà l’evoluzione: se sarà una fondazione partecipata, una fondazione semplice o un ente… c’è molta discussione. A mio parere la soluzione sarebbe una fondazione partecipata con dentro anche il Comune che garantisse che il Palio vada avanti si possa discutere… non è detto che possa piacere però a tutti i Rioni. L’ente invece viene visto con scetticismo dai Rioni, dato che altri modelli esterni in altre città non hanno funzionato. Questo argomento coinvolgerà tutta la città, non rimarrà nell’ambito rioni. Secondo me il discorso economico non è quello importante, è la governance il punto. I Rioni sono conflittuali ma al tempo stesso non vorranno mai che qualcuno decide per loro..

E in tutto questo il ruolo della Cooperativa quale potrebbe essere?

Io prendere in mano – ma è un’idea personale – prenderei in mano alcuni servizi che possono essere migliorati: la Nott de Bisò, le bandiere e la promozione generale del Palio. A livello di promozione non penso tanto alle riprese video (sono manifestazioni lente e non televisive), né semplicemente alla giostra in sé. Secondo me è importante fare piccoli interventi relativi al Palio a livello nazionale: soprattutto a livello delle settimane dei Rioni. È importante che si sappia che il Palio c’è. Quest’anno vediamo come andrà con TeleRomagna, magari con interventi mirati sul nazionale. Perché la base per farsi conoscere a livello nazionale c’è: Faenza è l’unica città con cavalli di proprietà e che fornisce fantini su tutto il territorio nazionale. I fantini di Faenza hanno vinto 486 gare ovunque, sono fra i migliori d’Italia. Tutte queste cose valgono se le sai valorizzare, non tanto invece la giostra del “Palio” in sé. La Giostra è moderna, ma la ricostruzione storica sull’epoca dei Manfredi. Il corteo storico mette in scena una vera e propria ricostruzione storica, non tanto delle giostre, ma di un’intera epoca.

Promozione del Palio: Nott de Bisò e Bandiere

Una cosa che Giordano Gonnesi non cambierebbe mai del Palio?

La conflittualità tra i Rioni, contenuta o non esagerata. Non mi piacerebbe se diventasse una manifestazione folkloristica. Questa secondo me è una cosa basilare. Altre città hanno creato una prodotto per il turista ma dopo un breve boom sono scomparse.

Una cosa che invece, se lo potessi, cambieresti fin da subito, domani?

Cambierei subito l’aspetto legato alla valorizzazione e promozione: a Faenza è stato fatto pochissimo. Far capire per esempio tutta la parte storiografica e dei costumi… a Faenza giostre c’erano dal 1100… poi quello del Niballo prende in esame l’età rinascimentale. Qui corse a cavallo ci sono sempre state, anche dopo quel periodo, come testimoniano alcuni documenti napoleonici. La corsa di oggi è inventata nel ’59.

Promozione del Palio: parlavi prima della Notte del Biso e delle gare delle Bandiere, cosa migliorerebbe Giordano Gonnesi?

Secondo me la Nott de Bisò ha bisogno di interventi, abbiamo ancora le transenne del ’64 che dividono gli stand, che a loro volta sono spesso fatti in casa… un primo obiettivo sarebbe fare un lavoro progettuale sugli stand simili tra tutti e cinque e poi personalizzati. È una manifestazione che porta in piazza oltre 10mila persone, non c’è altra manifestazione che a Faenza porta così tanta gente. È una formula che funziona, ma va migliorata nell’aspetto estetico. Mentre per le Bandiere, sono diventate sempre più importanti, e girano tutto il mondo. A livello di gare siamo arrivati secondi nella prima serie nazionale. Sabato 18 ci sarà all’interno della piazza uno schermo gigante per dare possibilità a tutti di vedere… adesso la gente che viene vede sì e no le gare. Quest’anno proviamo così. Le gare delle Bandiere potrebbe avere sviluppi interessanti… si potrebbe fare anche da altre parti. Io questo le vede come cose da migliorare… la parte tecnica del Palio – ma è una mia opinione – penso che il Comune dovrebbe ancora averla a carico. Se attraverso l’operazione del sindaco si trova una soluzione valida io non sono contrario.

Quale sarà l’iter che porterà al confronto tra amministrazione e rioni?

Fino al Palio nessun Rione discuterà di queste cose. Il prossimo passo sarà che il sindaco chiamerà i 5 capi rione e poi insieme a loro vedrà che tipo di soluzione proporre. Quest’idea dovrà poi passare dai consigli direttivi dei Rioni e dalle assemblee dei soci… se queste assemblee approveranno il mondo del Palio cambierà.

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