Dal Giappone, 36 suore sulle tracce di padre Vincenzo Cimatti

Il 6 settembre 2017 sono state avvistate in giro per Faenza trentasei suore, giunte a Faenza dal Giappone, alla ricerca de “Il pescatore Marco”. E se la storia sembra particolare già così, va precisato che “il pescatore Marco” di cui si sta parlando non è una persona vera e propria, ma un’opera musicale. Le suore infatti, nel corso di un loro viaggio lungo l’Italia e l’Europa, hanno fatto tappa a Faenza con l’intento di trovare tracce e testimonianze di padre Vincenzo Cimatti, che nel corso della propria vita è stato anche un noto musico e compositore. “Il pescatore Marco” è infatti una delle opere musicali scritte dal missionario – se non la più famosa, certamente la più amata da queste 36 suore – il cui spartito è tutt’ora conservato all’interno della Biblioteca Manfrediana di Faenza. Armate di cuffie e traduttore simultaneo, le trentasei suore – di origini giapponesi e coreane – guidate da suor Pancrazia (orientale pure lei, a dispetto dal nome) si sono così avventurate alla scoperta della musica dell’ispiratore del loro ordine, le Figlie della Santissima Trinità, che trae origine proprio dal missionario faentino.

L’esperienza missionaria di Vincenzo Cimatti in Giappone

Don Vincenzo Cimatti nacque a Faenza nel 1879 e la sua vita è sempre stata legata alla musica. Parallelamente alla carriera ecclesiastica si diplomò nel 1900 come maestro di coro al Regio conservatorio di Parma. Nel 1925, a 46 anni, partì a capo dei primi Salesiani per il Giappone, dove risiedette testimoniando il Vangelo fino alla morte, avvenuta il 6 ottobre 1965. Nella terra del Sol levante, accanto ai missionari salesiani, nacque la Congregazione femminile delle Suore della Carità di Miyazaki, legate al ramo femminile dei salesiani. Queste riconoscono un missionario salesiano riminese come fondatore; alcune sorelle coreane, invece, considerano padre Cimatti come fondatore e si sono staccate dando vita alle Figlie della Santissima Trinità. Nel corso dell’esperienza missionaria, Vincenzo Cimatti continuò ad amare la musica e in tutta la sua vita si ricordano 950 composizioni musicali e 2.000 concerti avvenuti in Giappone, Manciuria e nelle Coree. A lui si deve anche la prima opera lirica in lingua giapponese “Hosokawa Grazia” (in tre atti) e 48 operette.

Le opere di Cimatti alla Manfrediana grazie al maestro Ino Savini

«Abbiamo ricevuto nei giorni scorsi un’email – spiega Pier Giorgio Bassi, bibliotecario della Manfrediana – in cui ci chiedevano di poter vedere, nel corso della loro visita in Italia, gli spartiti delle opere musicali del fondatore del loro ordine, monsignor Cimatti, che noi conserviamo in biblioteca. Una richiesta per certi versi insolita, ma che noi abbiamo accolto con molto piacere».

La Biblioteca Manfrediana conserva al suo interno un vasto patrimonio delle opere del musicista: si tratta di 900 composizioni donate all’istituto in gran parte del maestro Ino Savini che, come sta puntualmente raccontando Mario Gurioli sulle pagine de Il Piccolo, era davvero attento e meticoloso nel conservare tracce e testimonianze dei compositori locali. Attorno agli anni ’70 arrivano dunque in biblioteca gli spartiti di Cimatti che spaziano dalla musica sacra all’operetta da camera fino a vere e proprie opere liriche. Le suore, guidate da Pier Giorgio Bassi, hanno potuto così potuto “toccare con mano” la musica di Vincenzo Cimatti. «Sicuramente erano molto interessate alla composizione ‘Il pescatore Marco’ – spiega Pier Giorgio Bassi – probabilmente perché è una canzone orecchiabile a cui sono molto legate, si tratta da un’opera da camera. Ma durante la visita in biblioteca sono rimaste affascinate un po’ da tutto il materiale documentario che abbiamo riguardo don Vincenzo Cimatti e hanno detto che torneranno e noi saremo pronti ad accoglierle».

Tratto da Il Piccolo – venerdì 15 settembre 2017

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