Gianni Morsiani: “Giovani e disabili le priorità della prossima Giunta nello sport”

Continuano le nostre interviste a esponenti dei tanti mondi che animano la nostra città. Oggi abbiamo chiesto a Gianni Morsiani, presidente di Faenza Lotta, come la prossima amministrazione dovrà stare vicino e supportare lo sport.

Gianni Morsiani, qual è oggi la situazione del panorama sportivo a Faenza?

Nell’ambiente sportivo dilettantistico ci sono diversi problemi: innanzitutto non si riesce a fare rete. Inoltre c’è molta confusione nei ruoli: spesso il tecnico fa l’allenatore, il dirigente, il mental coach e il magazziniere. Questo non è più possibile e chi, tra i dilettanti, l’ha capito si è già organizzato in tal senso. La particolarità di Faenza è quella di conoscere una grande concentrazione di società sportive e di avere delle eccellenze: nell’ambito della lotta, una piccola città come la nostra ha dato alla nazionale maggiore ventuno atleti ma ci sono tante altre realtà come la pallacanestro, la pallavolo, la Formula Uno, il nuoto, il tennis. Nonostante le difficoltà, riusciamo comunque a ottenere buoni risultati. Noi della lotta, inoltre, stiamo facendo rete con Faenza Sport, una realtà che unisce società diverse e che nel tempo darà i suoi frutti. L’amministrazione comunale ci viene incontro ma con i mezzi che ha a disposizione: devo dire che l’assessore Zivieri e il sindaco Malpezzi ci sono stati abbastanza vicini ma non come avremmo voluto. Le amministrazioni, inoltre, devono capire la differenza tra sport amatoriale e sport di competizione con obiettivi che possono essere a livello di campionati italiani o internazionali. In questo caso le cose cambiano notevolmente e spesso le amministrazioni faticano a comprenderlo: un conto è organizzare una campestre, un conto è partecipare a un campionato nazionale con una programmazione, un settore giovanile e quant’altro.

Al tema dello sport e dei giovani spesso si lega anche quello della scuola. Voi come vi siete mossi al riguardo?

Noi abbiamo attivato un percorso scolastico con un occhio di riguardo alla disabilità, spesso tralasciata: abbiamo visto che a volte nelle scuole il ragazzo disabile non viene coinvolto nelle attività motorie. Queste iniziative andrebbero aiutate e incentivate dall’amministrazione. Il mio slogan è “parlare alla pancia della gente per far ragionare la testa”: lo sport aiuta in questo perché fornisce valori, indicazioni e regole che aiutano a crescere e a supportare le famiglie. Io non ho mai sentito parlare di indicazioni politiche che mettano lo sport sullo stesso piano di altri percorsi, dimenticando così l’importante impatto sociale che le attività sportive garantiscono.

Lo scorso si sono tenuti gli Europei cadetti di lotta. Questi grandi eventi incidono sullo sport locale? L’amministrazione locale vi ha supportato nell’organizzazione?

Come ritorno, è un ritorno per appassionati e addetti ai lavori: questo è un limite del nostro sport a livello comunicativo. Un evento del genere, che per una decina di giorni ha riempito gli alberghi di Faenza, Imola e del circondario, sotto l’aspetto economico è comunque importante per la comunità. Eventi di questo tipo vanno in ogni caso supportati: abbiamo avuto un aiuto medio dalla Regione, un supporto logistico e organizzativo dall’assessorato allo sport e poco altro. La manifestazione è stata importante per i risultati ma anche perché abbiamo fatto vedere Faenza a tante persone e devo dire che la città è piaciuta molto alle delegazioni internazionali. Inoltre, per la prima volta a livello internazionale, le medaglie erano di ceramica.

Gianni Morsiani: “È necessario intervenire sugli impianti”

Se lei fosse il sindaco quale sarebbe il primo provvedimento a favore dello sport che prenderebbe?

Prima di tutto potenzierei l’assessorato allo sport che è sotto organico e metterei le società sportive nelle condizioni di avere delle indicazioni e di creare dei supporti anche economici. Mi concentrerei in particolare su chi fa attività giovanile: darei indicazioni con incentivi a chi veramente fa dello sport giovanile la base di partenza di tutta la propria attività. A questo aspetto unirei un’attenzione alla disabilità: questi sono due aspetti prioritari.

A livello di impianti, invece, cosa si dovrebbe fare?

I costi degli impianti sono altissimi, nonostante la buonissima volontà dell’amministrazione, e chi, come noi, si trova a gestirne alcuni si trova davanti a difficoltà enormi.  Abbiamo impianti vecchi: la palestra Lucchesi è stata inaugurata nel 1981, ha delle infrastrutture che in parte abbiamo ammodernato noi a nostre spese, conoscendo le difficoltà comunali. Ma il problema è trasversale e credo che alcuni impianti debbano essere ristrutturati anche per evitare problemi a livello normativo.

 

Matteo Nati

Nato a Faenza nel 1993, sono laureato in Italianistica e Scienze linguistiche all’Università di Bologna. Ho insegnato per un anno all’Istituto Alberghiero di Riolo Terme ma continuo a non sapermi orientare in una cucina. Appassionato di pallacanestro, politica e storia inglese, datemi una serie tv con dialoghi ben scritti e sarò completamente vostro.

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