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Le idee creative per aiutare i ragazzi con disabilità di Faenza: dall’orto solidale ai compiti in sicurezza

Riprendersi spazi per poter crescere, cimentarsi nelle attività all’aria aperta, guardare al futuro come qualcosa da cui potrà derivare il meglio: nonostante il Coronavirus le associazioni delle famiglie con ragazzi disabili sono ancora una volta in prima linea. Viste le difficoltà di attivazione dei servizi educativi a domicilio (servizi già attivi in alcuni territori limitrofi) e la riapertura dei centri diurni, l’associazione Grd (Genitori ragazzi down) ha deciso di ripartire in questa ‘fase 2’ con un nuovo slancio, inventando nuove possibilità di percorsi e luoghi dove attuarli.

«Essere genitori di un ragazzo speciale ti “costringe” a non abbassare la guardia – spiegano dalla Grd – Vivere e organizzare il presente, gestire l’ansia del futuro, le relazioni e il confronto con il coniuge (ancora più difficili in caso di separazione), la gestione dei rapporti con i figli normodotati. Interrogandosi continuamente su qual è il bene per questo figlio speciale, la tentazione di proteggerlo oltre misura con il rischio di non farlo crescere o ancora peggio di instillare nella sua testa che il mondo fuori è tutto brutto e pericoloso…. Vivere la solitudine, a tratti pesante, pensando che nessuno può capire la frustrazione, il senso di colpa, l’angoscia della domanda: “cosa ne sarà di mio figlio quando io non ci sarò più”. La rabbia per essere costretti a lottare fra poveri per ottenere ciò che si dovrebbe avere per diritto. In questo periodo di emergenza poi, tutto è diventato ancora più complicato: la vita in casa, senza più poter uscire, la scuola e i centri diurni chiusi, le attività sportive sospese.

Riapre la Bottega della loggetta

Da lunedì 4 maggio ha riaperto la bottega, palestra di allenamento alla vita autonoma e indipendente dei ragazzi ormai da sette anni. La necessità di mettere in atto tutti i protocolli di igienizzazione e sicurezza, diventa l’attività nuova che i ragazzi stanno apprendendo. Dopo due mesi di lockdown, non solo c’era l’esigenza di ripartire con la “normalità lavorativa”, ma era molto sentita la necessità di spazi all’aperto in cui sperimentare un contatto con la natura.

La partecipazione all’orto di Farsi Prossimo

In un’ottica di riscoperta della natura è nata la la collaborazione tra l’associazione Grd e Farsi Prossimo. «Abbiamo pensato che le attività all’aperto sono molto importanti e anche meno pericolose – spiegano dalla Grd – Così abbiamo contattato l’associazione Farsi Prossimo storicamente promossa dalla Caritas diocesana che ha realizzato un progetto di orto sociale a Castel Raniero “Terra Condivisa”, dove trovano occupazione persone svantaggiate del territorio. I nostri ragazzi con disabilità insieme all’educatore potranno collaborare alle attività, sempre in rapporto individuale, per la semina, la concimazione, la raccolta, l’irrigazione, la pesatura, il confezionamento, la consegna». L’intento è porre l’attenzione sull’integrazione e sulle opportunità lavorative di persone in situazioni di fragilità (Farsi Prossimo) e giovani con disabilità (Grd).

Attività alla fattoria Quinzan

L’azienda di Pietro Bandini ‘Quinzan’ è situata sulle colline faentine ed è caratterizzata da coltivazione (con sistema biologico ed integrata) di vite, albicocco, susino, pesco, kiwi, kaki e olivo. Sono presenti alveari, un piccolo gregge di pecore, il cavallo, gli animali da cortile (galline, conigli, anatre) e un piccolo allevamento di volatili da collezione. Ci sono spazi coperti dove si può fare attività in caso di maltempo. «Collaborare ai “lavori” della fattoria – spiegano dalla Grd – è in questo periodo un buon modo per stare all’aperto e fare attività».

L’appartamento del Coabi

«La nostra “casa” è il mini appartamento messo a disposizione in forma gratuita dal Coabi (cooperativa di abitazione); li possiamo sperimentare le attività di autonomia domestica: imparare a cucinare, fare la lavatrice, tenere in ordine e puliti gli spazi ma non solo: è proprio lì che manteniamo le attività di scrittura, lettura e far di conto. Inoltre chi va ancora a scuola è aiutato a fare i compiti. Naturalmente il rapporto sarà 1:1 ovvero un educatore e un ragazzo con disabilità per evitare assembramenti e mantenere sia la distanza di sicurezza oltre a tutti gli altri accorgimenti necessari ad uscire anche dalla fase 2 e tornare alla normalità desiderata da tutti. Apprendere in sicurezza si può».

Progettare, sempre progettare

«In questo periodo di “chiusura” – concludono dalla Grd – il confronto ci ha permesso di pensare nuovi possibili scenari e di collaborare con altri enti, associazioni e cooperative sociali. Forse abbiamo unito al pensiero anche il sogno e cosi nell’inattività del momento abbiamo pensato all’importanza del Gruppo Disabilità Faenza e a tutte le sfide che si potrebbero affrontare insieme. Abbiamo sognato un ‘dopo di noi’ produttivo che possa favorire la protezione dei più deboli e l’attività di ospitalità, che è la vocazione del nostro paese. Allora, il pensiero è stato che forse questa crisi non è venuta solo per nuocerci, ma anche per risvegliarci, per rimettere in moto la creatività che la necessità richiede, per dare risposte ai nostri ragazzi e rimettere in moto i loro percorsi di vita autonoma ed indipendente che da anni con sacrificio e impegno stiamo percorrendo».

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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