Elezioni Ue: Gabriele Padovani presenta i suoi obiettivi in Regione

Sono l’imprenditore agricolo faentino Gabriele Padovani, 40 anni, e l’avvocato bolognese Alessandra Basso, 52 anni, i candidati su cui la Lega punta per rappresentare l’Emilia-Romagna in Europa. I due eurocandidati hanno ricevuto lunedì 13 maggio, nel corso di una conferenza stampa organizzata dallo Zanhotel Europa di Bologna, l’imprimatur dei vertici leghisti regionali: gli onorevoli Carlo Piastra e Gianni Tonelli, e il consigliere regionale Andrea Liverani.

Gli onorevoli Piastra e Tonelli hanno introdotto la presentazione dei candidati Padovani e Basso, rispettivamente rappresentativi di Romagna ed Emilia, «come coloro che sapranno portare le istanze della nostra regione sui banchi di Bruxelles e Strasburgo, consentendo all’Italia di rialzare la testa nel panorama internazionale e battere i pugni affinché anche le politiche comunitarie comincino a valorizzare quel brand straordinario che è il Made in Italy».

Padovani: “Vogliamo valorizzare la nostra storia e cultura”

«Abbiamo le idee chiare su quello che faremo al Parlamento europeo – ha esordito Padovani – e il nostro programma non lascia adito a dubbi: sicurezza, lotta al degrado e all’illegalità, sostegno alla famiglia e alle imprese, valorizzazione del settore agricolo, del territorio, della nostra storia e della nostra cultura, delle spiagge, del turismo e della pesca. Impegni importanti che affronteremo restando in contatto diretto con le associazioni e i comitati del nostro territorio».

Gli obiettivi del candidato della Lega

«Perché Alessandra e io saremo i rappresentanti della circoscrizione del Nord Est – ha sottolineato l’imprenditore faentino – l’area che produce il maggior valore aggiunto dell’intero Paese, non possiamo più tollerare questa Europa dei poteri forti e delle banche, che premia le rendite finanziarie (tassate al 26%) e strangola gli imprenditori (soggetti a una tassazione del 43%) che sono invece coloro che producono la vera ricchezza reale e che creano posti di lavoro. Questa Europa che ragiona sui numeri e non sulla qualità e che non tiene conto delle specificità dei singoli Paesi (direttiva Bolkestein ndr) non rappresenta l’idea di Europa unita ma federata che, invece, abbiamo in testa» ha ribadito Padovani.

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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