Fototeca Manfrediana: il sogno di restaurare l’Archivio storico diventa realtà

Giovani che si mettono in gioco per preservare e valorizzare la memoria storica della città: un patrimonio di 10mila fotografie e scatti capaci di raccontare Faenza dal 1860 ai giorni nostri. Grazie alla vittoria del bando regionale dell’Ibc “Giovani per il territorio” con il progetto ‘Archiviamo’, l’associazione culturale Fototeca Manfrediana avrà a disposizione un finanziamento di 12mila euro con il quale potrà restaurare parte del fondo dell’Archivio Storico fotografico di Faenza, un vero e proprio tesoro collettivo che potrà così essere reso disponibile a tutta la cittadinanza.

Fototeca Manfrediana, giovani per il territorio

Un’associazione che è cresciuta nel tempo, guadagnandosi stima e fiducia anche oltre gli esperti di settore: la Fototeca Manfrediana, costituitasi due anni fa ma attiva da circa otto anni, raccoglie attorno a sé diversi giovani appassionati di fotografia che sviluppano questo interesse in diversi ambiti: oltre alla gestione dell’Archivio organizzano corsi, eventi e iniziative che promuovono la fotografia attraverso un linguaggio nuovo ma al tempo stesso rispettoso della tradizione di quest’arte. «Il riconoscimento di questo progetto da parte della Regione rappresenta per noi un punto di arrivo ma anche di partenza – spiega il presidente della Fototeca Manfrediana, Fabio Monducci – Da quando siamo attivi ci siamo impegnati, come volontari, alla valorizzazione di questo patrimonio fotografico, con la volontà di farne non una cosa per pochi ma un servizio per tutti: ricercatori, curiosi, studenti». Dall’inizio della sua attività, la Fototeca Manfrediana ha incessantemente lavorato per diffondere e praticare la fotografia sul suo territorio, tramite iniziative proprie e collaborando sempre più spesso con altre realtà culturali, portando così la fotografia nel contesto artistico faentino e acquisendo un’identità sempre maggiore come collettivo.

Già partito il progetto Archiviamo: restauro del materiale fotografico, digitalizzazione e divulgazione

La conferenza stampa di presentazione del progetto “Archiviamo”.

Tra i pezzi pregiati dell’Archivio, che si è sviluppato a partire dagli anni ’70, spiccano 800 lastre fotografiche di inizio secolo: materiale che necessitava di un intervento urgente di restauro che, grazie al progetto, è già in corso d’opera. «Nel 2010, come gruppo di giovani appassionati di fotografia, abbiamo raccolto questa importante eredità – afferma Gian Marco Magnani, responsabile dell’Archivio – Oltre al restauro e alla valorizzazione, vogliamo rendere anche il sistema di archiviazione delle foto più efficace e coerente, consentendo un miglior servizio per chi deve svolgere le ricerche e, allo stesso tempo, seguire gli standard ministeriali per rendere l’Archivio più istituzionale». Circa 5mila fotografie dell’Archivio, inoltre, non sono ancora state catalogate: un patrimonio, quindi, ancora tutto da scoprire.

Il progetto si svilupperà fino dicembre 2018, rendendo disponibili gran parte delle 10mila fotografie dell’Archivio

Un progetto che coniuga passato e presente: sarà infatti realizzato un portale web che possa interagire anche con i social network. «L’Archivio storico è privato – afferma il vice sindaco Massimo Isola – ma nel corso degli anni ha raccolto un patrimonio straordinario per la città e dobbiamo ringraziare la Fototeca Manfrediana che lo sta valorizzando in modo significativo. Come amministrazione ci stiamo interrogando per fare in modo che questo patrimonio possa diventare pubblico e questa è una tappa di un percorso che va in questa direzione. Questo lavoro – conclude Isola – è importante anche perché le fotografie del passato rappresentano e rappresenteranno sempre di più in futuro delle testimonianze fondamentali per essere più consapevoli della nostra storia».

Il lavoro della Fototeca Manfrediana si svilupperà fino a dicembre. «Questo progetto è stato premiato dalla Regione – spiega Manuela Rontini, consigliere regionale – perché rappresenta un primo traguardo che consentirà poi nuovi sviluppi. E lo farà parlando innanzitutto alle nuove generazioni». Tra i sostenitori del progetto, oltre al Comune di Faenza, figura anche Caviro, main partner che ha messo a disposizione 2.500 euro. «Avremo inoltre la preziosa collaborazione di un tirocinante dell’Università di Bologna – conclude Magnani – ma chiunque volesse dare una mano al progetto, è benvenuto». Media partner del progetto è BuonSenso Faenza.

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