A Faenza la targa ‘Città del sollievo’ per l’attività dell’Hospice Villa Agnesina

Un riconoscimento per ricordare ogni giorno i diritti di chi non deve sentirsi abbandonato e solo a causa della malattia: è stata consegnata venerdì 10 maggio 2019 a Faenza dalla Fondazione Gigi Ghiotti e Anci la targa di ‘Città del sollievo’, che fa entrare Faenza in un network di 29 città italiane che annualmente si radunano condividendo le proprie esperienze virtuose nel sostegno per i diritti dei malati: dal diritto al sonno, al vitto, alle relazioni dignitose; ossia tutto ciò che le persone comuni fanno ogni giorno e che devono poter continuare a fare nonostante la malattia. L’attestato di riconoscimento a Faenza è in ragione della meritoria attività sul proprio territorio dell’ Hospice Villa Agnesina dedita al ricovero, alla cura e all’accoglienza della persona sofferente e nella realizzazione di progetti di umanizzazione delle cure e affrancamento dal dolore inutile e dall’ instancabile lavoro dei volontari che rappresentano punti di riferimento tangibili e insostituibili nel “prendersi cura” della persona sofferente in tutti i suoi bisogni, la cui dignità è un valore inalienabile da rispettare sempre.

Giovanni Malpezzi: “Un riconoscimento a tutta la comunità”

«Ricevo con piacere questo riconoscimento che va a tutta la comunità – dichiara il sindaco Giovanni Malpezzi – quotidianamente professionisti e volontari sono le anime portanti nel garantire alle persone una vita dignitosa, e mettono al centro della propria missione l’umanizzazione della cura». All’inizio del 2020 ricorreranno i dieci anni della fondazione dell’Hospice Villa Agnesina, realizzata in particolare su richiesta dell’Asp, cooperativa In Cammino, della Regione Emilia-Romagna. «Non è importante solo il contenitore – prosegue il primo cittadino – ma il valore del contenuto organizzativo e umano al suo interno. L’Hospice cerca di offrire ai famigliari non solo cure mediche ma anche supporto psicologico e spirituale».

Hospice Villa Agnesina: 10 anni di attività sul territorio faentino

Prendere in carica una persona in tutti i suoi aspetti: le cure palliative sono cure attive e globali per patologie croniche e inguaribili, che garantiscono il controllo del dolore assieme però ai problemi psicologici, sociali e spirituali sono dunque la priorità e di questo si occupa l’Hospice Villa Agnesina in via Castel Raniero 28, inaugurata nel settembre 2010 e che offre nove posti a disposizione. «La storia di Villa Agnesina è partita molti anni fa – spiega Luigi Montanari, responsabile dell’Hospice – quello che facciamo è supportato dalla scienza, avendo un occhio sull’aspetto educativo delle persone. Al centro ci sono i bisogni delle persone». Agli ospiti viene dunque garantito un ambiente famigliare in cui vivere con il supporto di medici, infermieri, operatori socio-sanitari e volontari Ior.

La Fondazione Ghirotti: ecco come sono nate le Città del sollievo

Dall’esperienza del singolo a un progetto che lotta a sostegno del diritto dei malati oncologici. La Fondazione nazionale Gigi Ghirotti, già Comitato Gigi Ghirotti, nasce il 5 maggio 1975 a meno di un anno dalla morte del giornalista di cui porta il nome, colpito dal linfoma di Hodgkin nel 1972 e morto nel 1974, con lo scopo di mantenere vivi la sua vicenda umana, il messaggio e l’impegno a favore dei malati. «Gigi Ghirotti raccontò la sua esperienza di malattia per la prima volta al grande pubblico e dagli schermi Rai – spiega Mario Santarelli della Fondazione – si cominciò a parlare di tumore alle case degli italiani, con tutto quello che ne consegue, raccontando le sue vicissitudini durante il ricovero». Il riconoscimento delle ‘Città del sollievo’ vuole essere una spinta a fare sempre del proprio meglio su questi aspetti. «Serve a fare sinergia con tutte quelle realtà che possono contribuire a dare sollievo – prosegue Santarelli – e riguarda non solo negli ospedali ma in generale in tutto il territorio. Le amministrazioni hanno il dovere di dare sollievo in tutti i versanti per contrastare la sofferenza». Anche grazie a questo impegno, il 26 maggio è stata istituita la Giornata nazionale del sollievo.

Il 26 maggio la Giornata nazionale del sollievo

Soddisfazione per questo riconoscimento anche da parte di altri enti del territorio, come Ior e Ausl Romagna. «Non è un’iniziativa formale – afferma Fabrizio Miserocchi, direttore Ior – è la fotografia di una comunità operosa nel sollievo, che ha l’obiettivo di fare rete per confortare le persone». «E’ fondamentale la sinergia che si crea tra operatori – commenta Davide Tellarini, direttore del presidio ospedaliero di Faenza – I limiti di una struttura pubblica non possono arrivare alla capillarità del sollievo, ma far collaborare queste figure diverse è fondamentale. L’aspetto umanizzazione cura non va mai messo in secondo piano: è un impegno che con questo riconoscimento sentiamo ancora più importante da portare avanti».

Samuele Marchi

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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