Faenza è Ceramica – Maestri Maiolicari Faentini: La ceramica è patrimonio di tutti

La ceramica racconta noi stessi: la nostra storia, la nostra cultura, la nostra vita. All’interno della bottega dei Maestri Maiolicari Faentini le eleganti maioliche sugli scaffali narrano le affascinanti mode e culture dei secoli trascorsi che hanno fatto delle ceramiche di Faenza un modello di cultura, bellezza e qualità. La bottega nasce dalla passione per l’arte ceramica di Lea Emiliani nel 1978 e si è distinta per la sua arte sempre dedita e rispettosa della tradizione artigianale.

Maestri maiolicari faentini: il tradizionale come stile

«La nostra bottega – racconta Lea Emiliani, in questa video intervista realizzata con il contributo di Confartigianato e Cciaa provinciali di Ravenna – realizza prevalentemente decoro tradizionale faentino. Storicamente siamo in pieno Rinascimento». Perfetta smaltatura, decorazione eseguita bene sia nei colori sia nelle proporzioni, precisione storica: sono questi gli ingredienti della bottega per creare una ceramica di qualità. Con lei in laboratorio ci sono altre sette decoratrici con le quali c’è un continuo confronto e affiatamento. «È interessante ad ogni sfornata – racconta Lea Emiliani – confrontarsi con le altre ragazze della bottega per capire dove si può migliorare. C’è sempre qualcosa che non ti soddisfa appieno, e vogliamo migliorarci sempre con la prospettiva di dare il meglio».

“La ceramica è vita, amore, passione”

Una tradizione, quella ceramica, a cui tiene tutta la famiglia. Ad affiancare Lea Emiliani in bottega c’è anche la figlia, Elena Dal Prato, che lavora anche al Mic, il Museo internazionale delle ceramiche. «La ceramica è viva per me – racconta Elena Dal Prato – È viva e ci racconta un sacco di storie. A differenza del quadro che si può solo ammirare la ceramica la puoi prendere in mano, toccare. La ceramica è passione, vita e amore». Accanto alla produzione tradizionale i Maestri Maiolicari Faentini creano anche opere personalizzate, realizzando così vere e proprie ceramiche d’arte “su misura”.

“All’Istituto d’arte Ballardini ho vissuto anni bellissimi”

Coppa-Bergantini
La Coppa del Bergantini, capolavoro della maiolica italiana del Rinascimento

La passione per la ceramica è stata portata avanti con costanza da Lea Emiliani: a Faenza ha infatti frequentato l‘istituto d’arte Ballardini. «Sono stati anni intesi e bellissimi. Negli anni Settanta c’era tanto fermento, ottimi insegnanti, un bel clima tra studenti. Era un nascere e un fiorire continuo di idee e progetti». Un’altra eccellenza del sistema ceramico faentino è il Mic, il Museo internazionale delle ceramiche. «Mi sento di dire ai faentini innanzitutto di andare a visitare il Mic perché abbiamo una ricchezza all’interno che deve diventare patrimonio di tutti». Tra i tanti capolavori racchiusi dentro il Museo, Elena Dal Prato non ha dubbi su quale si porterebbe a casa «La Coppa Bergantini: è qualcosa di unico per precisione e perizia tecnica, ma anche per tutta la storia che c’è dietro a questo pezzo. È importante – conclude Elena – continuare a godere della bellezza che ci offre la ceramica: trasmette sempre un’emozione».

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