Il 18 giugno riapre Dress Again: il progetto che dà una seconda chance a vestiti e persone

“Dress Again” in inglese significa “vestire ancora”, e dal 18 giugno sarà possibile tornare a vestire i capi di questo progetto solidale faentino. E’ il progetto dell’associazione Farsi prossimo nato nel 2016 dalla collaborazione con Caritas diocesana con l’intento sia di dare una nuova opportunità agli indumenti ancora in buono stato che arrivano in Caritas grazie alle donazioni, ma allo stesso tempo, con il lavoro della sartoria, offre un’opportunità di integrazione alle persone svantaggiate. Infatti con il lavoro di addetta alle vendite ma anche con l’acquisizione e lo sviluppo di competenze sartoriali il negozio Dress Again si propone di dare una seconda chance anche alle persone in cerca di riscatto. Ecco come il cucito e l’abbigliamento diventano occasione di rinascita, incontro, scambio, apprendimento, integrazione e re-inserimento sociale: “again” come una nuova occasione. Gli abiti che si trovano nel negozio di via S. Ippolito 17/19 vengono prima scelti dalle volontarie all’interno del magazzino Caritas per poi essere collocati nel negozio Dress Again dove le volontarie Farsi prossimo, appassionate di vintage, condurranno le persone alla scelta dei capi più adatti, abbinandoli con gli accessori più giusti, borse scarpe e bijoux. Tutto questo a prezzi a “offerta libera”.

La riapertura dopo l’emergenza Covid 19

Dopo la chiusura imposta dall’emergenza Coronavirus, le volontarie, da sempre anima di questa attività, non si sono date per vinte e si sono rimesse all’opera per poter riaprire il negozio giovedì 18 giugno 2020 con la collezione estiva dei capi vintage. Si potranno come sempre trovare abiti sfiziosi e originali sia femminili che maschili a prezzi vantaggiosi, oltre alla simpatia e la cordialità che da sempre contraddistinguono chi lavora all’interno del punto vendita. «Ma non solo – spiegano i promotori – oltre alle sarte pronte a riadattare e rinnovare i capi secondo le necessità del cliente, dallo scorso anno, grazie ai finanziamenti del progetto Fami “Right way” abbiamo avuto l’opportunità di inserire anche un laboratorio sartoriale adibito anche alla produzione di abiti nuovi, in parte utilizzando stoffe e materiali di riciclo».

La collaborazione con il festival Sorelle di corpo

«La nostra sartoria ha avuto il piacere di collaborare con la mostra “Sorelle di corpo” – proseguono i promotori – che purtroppo a causa dell’emergenza Covid ha aperto solo online, realizzando una linea di abiti femminili che potrete finalmente vedere nel mese di giugno visitando la mostra a Palazzo Esposizioni. Troverete perciò a breve in vendita presso il Dress Again anche questi abiti che la nostra sartoria ha disegnato e realizzato: si tratta di una linea di caftani adatti a tutte le donne, che esaltano la bellezza femminile e che sono pensati per vivere in maniera spensierata l’estate che ormai è alle porte. Stiamo inoltre elaborando una linea di abiti e accessori dedicati alle ragazze più giovani e realizzati con le stoffe wax e le coloratissime stampe tradizionali africane».

Gli orari di Dress Again

Martedì 9-12.30
Mercoledì 9-12.30 /16-19
Giovedì 9-12.30
Sabato 9-12.30/16-19 (chiuso il pomeriggio nei mesi di luglio e agosto)

Si potrà entrare al massimo in due persone alla volta, con obbligo di mascherina; vi saranno forniti i guanti per poter toccare la merce che si potrà anche provare; gli abiti verranno poi sanificati dal nostro personale.

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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