Davide Fiumana (capo Rione Giallo): “Dopo anni di ruggini ora siamo una grande famiglia”

Per il dossier “Mondo Palio” oggi entriamo nel Rione Giallo di Porta Ponte che ci viene raccontato dal capo rione Davide Fiumana. In carica dal 2013, Davide ci racconta le motivazioni che l’hanno spinto a entrare nel mondo rionale, le soddisfazioni degli ultimi anni, il mondo delle scuderie e gli scenari futuri che si presentano per portare avanti il Palio del Niballo. Buona lettura.

Davide Fiumana, da quanto tempo sei capo rione?

Dal settembre 2013.

La prima volta al Rione? Come è successo?

Rionale vero è dal 2001. Sono quindi abbastanza giovane di rione… io però sono nato in via Batticuccolo dove c’erano una volta le sedi dei vecchi rioni… diciamo che sono sempre stato attaccato bene o male al cordone ombelicale di questi rioni. Essendo nato in via Battituccolo (che si trova nel Rione Giallo, ndr) ho portato così avanti la mia passione per il rione Giallo. Tutto è nato nel 2001 quando ho cominciato a pensare che la mia vita poteva trasformarsi avvicinandomi a un rione… avevo avuto i miei primi figli e quindi pensavo già a come tenerli stretti e non mandarli allo sbando in questo nuovo mondo. Un po’ alla volta ho inserito quindi prima la femmina come tamburino e il maschio come sbandieratore… il maschio è già sei anni che fa la piazza e cinque anni che la vince.

Come è strutturato il tuo rione?

Noi abbiamo un consiglio formato da nove consiglieri… un capo rione, due capitani, il cassiere e i restanti sono normali consiglieri. Non abbiamo organi aggiuntivi come per esempio i saggi del Verde… il nostro è uno statuto abbastanza semplice.

Quanti iscritti ha il tuo rione?

Fino all’anno scorso erano 262.

Tre aggettivi per descrivere il tuo rione?

Particolare, tenace e contraddittorio.

“Oggi i rioni possono servire per tenere vicini i nostri ragazzi: il mondo è molto cambiato negli ultimi anni”

Perché frequentare il Rione oggi?

Faenza non è più una semplice cittadina di campagna come una volta… 70mila abitanti non sono pochi. Il mondo sta cambiando. All’interno di questa città non ci sono più solo associazioni di una volta, tipo chiesa e boy scout… adesso ci sono molte “new entry”, come le chiamo io, persone che vengono da altri paesi che non hanno le nostre stesse tradizioni e religioni… e portano con sé i nostri figli in divertimenti e culture diverse. Tenere i ragazzi vicino per me non era altro che sapere dove sono la sera, quando lasciati in balia della piazza non so cosa possano combinare.

Ma proprio sul tema multiculturalismo, un rione non può anche avere una funzione positiva nel senso inverso? Avvicinando cioè la nostra cultura a persone provenienti da altri Paesi?

Il Rione Giallo non ha mai chiuso le porte a nessuno. Tra l’altro proprio a settembre di quest’anno riproporremo una festa in collaborazione con i ragazzi down… ne ho due che lavorano con noi giornalmente e proporremo questa festa per far conoscere a loro il mondo rionale. Poi abbiamo nel nostro gruppo sbandieratori e musici ragazzi giapponesi… non chiudiamo la porta a nessuno, ma facciamo capire che c’è una linea da seguire.

Cantaci il tuo coro preferito!

Il nostro coro preferito è “La corrente elettrica”. È una canzone che si ripropone ogni anno da circa cinquant’anni. Gli ultras raccontano della battaglia che c’è fra le varie frazioni rionali, dove chi tocca il rione Giallo rischia pericolo di morte. Ricorre in tutte le uscite.

Quale è il ricordo più bello che hai in ambito rionale?

Non risale a molto tempo fa, è questione di un anno. Dopo tanti anni che qui ci sono sempre state battaglie e ruggini, queste giovani hanno unito le loro forze e hanno formato una famiglia. Cosa che da tanti anni non era stato possibile fare.

logo Rione gialloRaccontaci un po’ la storia del tuo Rione. Per cominciare potremmo partire dallo stemma… cosa rappresenta?

Il simbolo è uno scudo in campo giallo con “una torre marrone con due ordini di merli, murata di nero, tre volte fasciata in vermiglio, centrata d’oro”… Negli anni ‘300 e ‘400 i Manfredi erano signori della città. Questo rione era a difesa delle mura, e quindi era un rione di mercenari e combattenti… a differenza dei rioni dei signori – come erano invece Rosso e Verde dove c’erano le banche e famiglie benestanti – qui c’era la guerra e poche gioie. I Manfredi erano a capo di questa contrada.

Raccontaci ora la vittoria più bella.

Questo Rione di vittorie ne ha avute poche… la prima nel 1969 e la seconda nel 2011 (che ci è stata annullata per doping). Poi finalmente nel 2013 ci viene confermata… nel mezzo ci sono 44 anni di digiuno, non pochi. In questi 44 anni, come dicevo prima, c’erano state ruggini, battaglie tra i soci, che hanno fatto sì che il rione non avesse stabilità. La gioia è quella di avere oggi ragazzi che non si portano dietro odi e ruggini… abbiamo finalmente cambiato generazione.

C’è un piatto tipico del Rione da poter assaggiare durante queste serate?

Il Rione Giallo viene riconosciuto per i cappelletti. Partiamo tre mesi per preparare sia i cappelletti della cena propiziatoria sia della Nott de Bisò… facciamo circa 2mila uova. Quindi significa che la gente apprezza.

La tradizione più importante del tuo Rione?

Non abbiamo grandi rituali… in questi quattro anni abbiamo cercato di produrre per tenere il Rione in lato economico positivo. C’era una festa, la “Storie d’armi – La Romagna dal XII al XV secolo”, che vorremmo riproporre ma la manodopera e il tempo sono sempre meno. Era una festa dei primi di settembre che veniva fatto lungo tutte le mura di via Lapi dove per due o tre giorni venivano accampati soldati da tutte le parti d’Italia. Sabato e domenica i faentini venivano a vedere le tradizioni medievali… la sera si facevano i combattimenti, c’erano menu medievali…

E da quand’è che questa festa non si fa più?

Non si fa più dal 2011. Il prossimo anno la vorremmo riproporre.

“Non sono d’accordo con il vincolo dei cavalieri”

Sei favorevole ai passaggi da un Rione all’altro delle persone?

Io sono favorevole, perché rimarrebbe lo spirito e la professionalità che hanno nel loro sport, così come la passione. Non mi sembra giusto riconoscere un obolo a un altro rione se uno è stato allenato di qua o di là. Adesso i vincoli sono fino a 18 anni. Se un ragazzo prima di quell’anno sbandiera e passa a un altro rione, ci deve essere un contributo economico per il rione che perde il ragazzo.

E per i vincoli dei cavalieri?

Non sono d’accordo neanche qui. È uno sport costoso e le persone che si avvicinano a quel mondo sono sempre meno… i fantini devono andare 365 giorni all’anno in scuderia, con tutto lo staff… abbiamo sempre meno fantino e anche questo vincolo qui non è giusto. Magari sono d’accordo per uno stop di due anni, però dopo gli dai il via, se vogliamo mantenere il Palio.

Come funziona con le scuderie? Quanto costa mantenerle?

Sono il fiore all’occhiello di tutta l’Italia. Nessun’altra regione ha un centro civico come Faenza, riconosciuto dalla Fise. Tutte le altre città vengono a Faenza per cercare cavalli… adesso le regole sono ferree e le spese sono altissime. Il contributo comunale è lo stesso fermo da vent’anni, e tutte le spese ordinarie dobbiamo pagarle noi.

Come pagate le spese?

Tramite uscite o ingaggi in altre città con i ragazzi per avere piccole entrate. Più le cene o altre iniziative..

“Dopo anni di ruggini oggi si è formato finalmente un bel gruppo dando fiducia ai ragazzi”

Quanto è stato importante per te la partecipazione alla vita rionale? Quanto può essere importante per un giovane oggi?

Io ho fatto anche una campagna l’anno scorso per portare il mondo delle bandiere non solo alle medie, ma anche alle superiori. Questi ragazzi cominciano ad avere 14 o 15 anni e non sanno ancora bene cosa fare… il mondo rionale può essere importante per tenere i ragazzi uniti in congregazioni sane.

Tamburini, Bandiere, Chiarine o Cavalieri?

Io scelgo tutti. Tre anni fa, col consiglio, ho deciso di formare questo gruppo, e non smetterò mai di dire che avevo ragione a formarlo: ho creduto in loro fin dal primo giorno.

Cosa intendi per “formare un gruppo”?

Ho cercato di prendere il meglio che c’era sia nei tamburini, sia nelle bandiere sia nei musici… che forse non avevano ancora il coraggio di proporsi, e quindi rimanevano coperti. Dando loro fiducia e mettendogli a capo di un gruppo si sono rivelate persone dotate. Riuscire a farli diventare leader è stata la scelta giusta.

Com’è il rapporto con la Fisb? Alle gare nazionali Faenza gareggia ancora insieme? Un limite o un vantaggio?

Per me è un vantaggio. Faenza oggigiorno è la piazza con i Rioni più forti d’Italia. Andarsi a sciogliere creerebbe secondo me solo confusione. Invece, restare uniti e portare avanti solo il meglio che c’è a Faenza significherebbe continuare ad avere una tradizione forte.

Davide Fiumana, com’è il rapporto con gli altri Rioni?

Nel 2013 mi sono presentato al tavolo del Comitato Palio dicendo: “Ragazzi, il mio modo di lavorare è questo, noi cinque dobbiamo essere uniti trecento giorni all’anno, poi per gli altri 50 giorni ci facciamo guerra. Ma se non siamo uniti per trecento giorni l’anno non saremo mai padroni di quello che succede al Palio”. Il gesto è stato apprezzato, un anno dopo abbiamo formato la Cooperativa dei Manfredi.

Chi è l’acerrimo nemico di sempre?

Forse è sempre stato il Bianco per il livello delle bandiere. Penso che lui sia poi l’acerrimo nemico di tutti, perché rimangono fuori dalle mura…

Il segreto del Bisò perfetto?

Noi abbiamo una ricetta ormai da 50 anni. Abbiamo sempre finito tutto quello che abbiamo fatto.

“Scenari futuri? Il sindaco deve decidere se vuole portare avanti il Palio oppure no”

Come giudichi l’operato di quest’anno della Cooperativa dei Manfredi?

Mi sembra abbastanza positivo. Stiamo lavorando bene, ieri sera ne abbiamo avuto le prove mettendo il maxi schermo nella piazza (si riferisce al maxi schermo posizionato in piazza durante le Gare delle Bandiere, ndr). Però penso e spero sia l’unico ente che debba proseguire… e spero di fermarci lì, evitando l’ipotesi fondazione. Non vorrei che chi gestisse questa cosa chi passasse a essere remunerato… svanirebbe il volontariato per cui si porta avanti questo Rione.

Recentemente il sindaco ha dichiarato in una lettera aperta ai rioni: “I tempi cambiano e i modelli organizzativi non possono e non devono restare ancorati al passato, altrimenti si rischia davvero che il futuro del Palio abbia un orizzonte corto. Ciò che si sta valutando insieme ai Rioni e al Gruppo Municipale, è una nuova struttura organizzativa: un ente o una fondazione che organizzi in proprio gli eventi del Palio, ricevendo dal Comune tutti i necessari contributi economici, nonché gli spazi, gli impianti e le attrezzature per gli eventi“. Come giudichi il rapporto con l’amministrazione fino ad oggi? Cosa ne pensi degli scenari futuri del Palio?

Io sono d’accordo di una cosa: il sindaco deve avere la forza di ragionare con noi se vuole portare avanti il Palio. Se no deve avere la forza di presentarsi ai cittadini dicendo che non vuole proseguire più il Palio. Loro per me si vogliono sbarazzare di tutta la problematica che c’è a livello burocratico… adesso è difficile gestire un circo del genere. Però il sindaco non si può ritirare dai suoi compiti con questa lettera dicendo che sarebbe meglio prendessimo le mani noi… noi non possiamo gestire questa macchina. Non vedo alternative. E poi non ci deve essere un rionale a capo di questa ipotetica fondazione. A capo della cooperativa ok, può essere anche un rionale… in ogni caso il Palio deve stare tutto in capo al Comune. È un momento particolare, ma io penso che il sindaco sia in grado di risolvere certi problemi.

Un punto forte del Palio che secondo Davide Fiumana non deve cambiare mai?

Il volontariato. Se finisce il volontariato il giorno dopo finirebbe il Palio.

Una cosa che miglioreresti fin da subito invece?

Avrei portato il Palio di sera, come avviene con la Bigorda. Di giorno, a giugno, con il caldo che c’è è faticoso. La Bigorda è bellissima di sera… ma i Rioni sono attaccati a certe tradizioni. Poi vorrei andare più d’accordo con il Comune…

Pronostici gare 2016

Chi vince la combinata 2016?

Penso sia del Nero anche quest’anno.

Il palio 2016?

Mai come quest’anno è nascosto, in particolare a livello di tempi. Specialmente il Verde si nasconde. La tornata più veloce la farà il Borgo. Il nostro cavaliere che corre da molti anni è uno dei tre favoriti. Penso che il favorito sia ancora il Verde… anche perché il cavallo del Rosso (Usurpatore, ndr) correrà di giorno, e non è come correre con la Bigorda, di sera.

La dama più bella di sempre?

Barbara Valbonesi, dama nel 2007.

Le altre interviste del dossier Mondo Palio

Le radici storiche del Palio del Niballo – Aldo Ghetti

Intervista a Giordano Gonnesi – Cooperativa dei Manfredi

Intervista a Ivan Berdondini – Rione Verde

Intervista a Paolo Biffi – Borgo Durbecco

Intervista a Peter Caroli – Rione Nero

Intervista a Marco Montanari – Rione Rosso

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