Coronavirus: il discorso del direttore dell’OMS sulla minaccia in corso

Lo scorso 5 marzo, il diretto generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom, ha tenuto un discorso d’apertura ad un meeting organizzato dall’OMS per tutti i giornalisti, per fare il punto sull’epidemia di Coronavirus. Di seguito riportiamo il testo tradotto.

L’epidemia di Coronavirus può essere respinta solo con approccio collettivo e lotta alla disinformazione

Buon pomeriggio e grazie ancora per esservi uniti a noi sia fisicamente che in diretta online.Oggi voglio iniziare dicendo grazie a tutti i nostri colleghi dei media. Come fornitori di informazioni, avete svolto un ruolo vitale nella risposta a COVID-19. La lotta contro la disinformazione è una parte vitale della battaglia contro questo virus. Facciamo affidamento su di voi per assicurare che le persone abbiano notizie accurate rispetto la minaccia che tutti i cittadini mondiali affrontano e su come proteggere se stessi e gli altri.

Ora ai numeri. Vi sono ora 95.265 casi segnalati di COVID-19 a livello globale e 3281 decessi. Nelle ultime 24 ore, la Cina ha riportato 143 casi. La maggior parte dei casi continua a essere segnalata dalla provincia di Hubei e 8 province non hanno segnalato casi negli ultimi 14 giorni. Al di fuori della Cina, sono stati segnalati 2055 casi in 33 paesi. Circa l’80% di questi casi continua a provenire da soli tre paesi. Vediamo segnali incoraggianti dalla Repubblica di Corea. Il numero di casi segnalati sembra in calo e vengono identificati principalmente da cluster noti. Sebbene alcuni paesi stiano informandoci su un gran numero di casi, 115 paesi non hanno segnalato alcun caso. 21 paesi hanno segnalato solo un caso. 5 paesi che hanno segnalato casi non hanno segnalato nuovi casi negli ultimi 14 giorni. L’esperienza di questi paesi e della Cina continua a dimostrare che questa non è una strada a senso unico. Questa epidemia può essere respinta, ma solo con un approccio collettivo, coordinato e globale che coinvolge l’intero meccanismo di governo.

I paesi devono agire con rapidità. Preoccupante chi non capisce il livello di minaccia in corso

Chiediamo a tutti i paesi di agire con rapidità, giusta portata e chiara determinazione. Sebbene continuiamo a vedere la maggior parte dei casi in una manciata di paesi, siamo profondamente preoccupati per il numero crescente di paesi che segnalano casi, in particolare quelli con sistemi sanitari più deboli. Ma questa epidemia è una minaccia per ogni paese, ricco e povero che sia. Come ho appena detto, anche i paesi che hanno un reddito alto dovrebbero aspettarsi sorprese. La soluzione è una preparazione aggressiva contro questo virus. Rispetto a questo, siamo preoccupati che alcuni paesi non abbiano preso abbastanza sul serio questo problema o abbiano deciso in maniera predeterminata che non possono fare nulla. Siamo preoccupati che in alcuni paesi il livello di impegno politico e le azioni che dimostrano tale impegno non corrispondano al livello della minaccia che tutti affrontiamo.

Questo non è il momento di arrendersi. Questo non è il momento delle scuse. Questo è il momento di tirare fuori tutte ciò che è possibile per fermarlo.

I paesi hanno pianificato scenari come questo da decenni. Ora è il momento di agire su quei piani. Ciò è possibile solo se è presente una leadership nel paese, che coordina ogni parte del governo, non solo il ministero della salute – ma anche sicurezza, diplomazia, finanza, trasporti, commercio, informazione – l’intero governo di un paese deve essere coinvolto. E’ essenziale attivare i piani di emergenza di ogni singolo paese attraverso l’approccio dell’intero governo.

Educare la popolazione, preparare gli ospedali, formare gli operatori

Bisogna educare la popolazione, in modo che le persone sappiano quali siano i sintomi e sappiano come proteggere se stessi e gli altri. Bisogna aumentare la capacità del test diagnostico, preparare gli ospedali, assicurarsi che siano disponibili le forniture essenziali. E’ necessario formare gli operatori sanitari per identificare i casi, fornire ai malati un trattamento attento e compassionevole, ma facendo attenzione a proteggersi dalle infezioni. Se i paesi agiscono con veemenza per trovare, isolare e trattare i casi e rintracciare ogni contatto, possono cambiare la traiettoria di questa epidemia. Se invece adottiamo l’approccio secondo cui non possiamo fare più nulla, la situazione diventerà rapidamente una profezia negativa che si auto-avvererà.

E’ tutto nelle nostre mani.

Linee guida e finanziamenti internazionali per sconfiggere l’epidemia e la preparazione a lungo termine

L’OMS ha pubblicato linee guida per i paesi con indicazione su come sviluppare i loro piani d’azione nazionali seguendo otto aree chiave supportate guide tecniche dettagliate. Chiediamo a tutti i paesi di accelerare tali piani e siamo pronti a lavorare con loro per farlo. Sono stati messi a disposizione ulteriori finanziamenti per sostenere i paesi che ne hanno bisogno e che hanno in atto piani d’emergenza.

Come sapete, la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale hanno messo a disposizione dei fondi per stabilizzare i sistemi sanitari e mitigare le conseguenze economiche dell’epidemia, con un’attenzione particolare all’accesso alle forniture sanitarie e alle attrezzature essenziali. In questo senso, ho anche avuto una discussione molto fruttuosa con il presidente dell’African Development Bank. Questi sono i finanziamenti ora disponibili per i paesi che ne hanno bisogno, in linea con il piano strategico di preparazione e risposta dell’OMS. Questi fondi sono essenziali per supportare la risposta ora, ma anche per la preparazione a lungo termine.

Normale e appropriato avere paura: rivolgetevi a chi vi sta vicino e scoprite i piani di risposta in atto nel vostro territorio

Sebbene COVID-19 sia in questo momento una grave minaccia, è essenziale che i paesi non perdano questa opportunità per rafforzare i loro sistemi di prevenzione. Sappiamo che le persone hanno paura, ed è normale e appropriato, ma quella paura può essere gestita e moderata con informazioni accurate. Oggi l’OMS ha lanciato una nuova campagna sui social media chiamata “Be Ready for COVID-19”, che esorta le persone a essere sicure, intelligenti e informate sugli accadimenti. Se vi sentite sopraffatti dalla paura, rivolgetevi a coloro che vi circondano. Scoprite quali sono i piani di risposta alle emergenze nella vostra comunità e come ci si può adattare alla presenza del virus e aiutarsi.

Ci sono ancora molte cose che non sappiamo, ma ogni giorno stiamo imparando di più e con grande impegno stiamo per colmare le lacune nelle nostre conoscenze. In definitiva, quanto sarà letale questo virus dipende non solo dal virus stesso, ma da come noi rispondiamo ad esso. Il Coronavirus è una malattia grave: non è mortale per la maggior parte delle persone, ma può uccidere. Siamo tutti responsabili della riduzione del nostro rischio di infezione e, se siamo infetti, della riduzione del rischio di infezione di altri.

C’è qualcosa che tutti noi possiamo fare per proteggere le persone vulnerabili nelle nostre comunità, ecco perché continuiamo a parlare di solidarietà. Questa non è solo una minaccia per singole persone o singoli paesi. Siamo tutti insieme e, solo insieme, possiamo salvare delle vite.

Grazie ad ognuno di voi

Chi è Tedros Adhanom, direttore generale dell’OMS

Tedros Adhanom è un politico e un accademico etiope, eletto direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2017. Dal 2005 al 2012 ha ricoperto il ruolo di ministro della sanità in Etiopia e dal 2012 al 2016 è stato ministro degli affari esteri. Tedros Adhanom è un esperto ricercatore sulle infezioni da malaria, riconosciuto a livello internazionale. Come ministro della sanità, Tedros Adhanom ha ricevuto molti apprezzamenti ed elogi per una serie di riforme sanitarie innovative a livello del sistema nazionale che hanno notevolmente migliorato l’accesso ai servizi sanitari. Nel luglio 2009 è stato eletto Presidente del Consiglio del Fondo globale per la lotta all’AIDS, alla tubercolosi e alla malaria, incarico concluso due anni dopo.

 

 

 

Francesco Ghini

Vivo a Faenza e mi occupo di ricerca biomedica e comunicazione scientifica. Ho conseguito un dottorato di ricerca in Medicina Molecolare presso l'Istituto Oncologico Europeo di Milano e numerose partecipazioni a conferenze internazionali come speaker. Parallelamente, ho seguito come direttore artistico la realizzazione dell'evento Estate di San Martino a Piacenza (2012 e 2013) e ho maturato una forte esperienza nell'ambito della comunicazione e dello storytelling. Nel 2014 ho aperto Buonsenso@Faenza e da questa esperienza, nel 2018, è nata l'agenzia Buonsenso Comunicazione. Amo il teatro, i film di Cristopher Nolan, i passatelli e sono terribilmente curioso.

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