Coronavirus: cosa dicono alcuni dati scientifici pubblicati

The Lancet, un’autorevole rivista scientifica, ha pubblicato un editoriale sui modi in cui l’informazione possa combattere panico e psicosi tra la popolazione in situazioni come quella che stiamo vivendo. Con questa idea in testa, abbiamo messo in ordine alcuni dati scientifici per capire meglio l’epidemia di Coronavirus.

L’analisi dei dati di Coronavirus pubblicata su JAMA

Una ricerca su JAMA, pubblicata lo scorso 24 febbraio, fornisce una panoramica sui dati dell’epidemia in atto. Lo studio, che si basa su oltre 70.000 contagiati, dà informazioni su come il virus (Figura 1) si stia comportando nella fase epidemica.

Coronavirus foto
Figura 1. Le particelle 2019-nCoV colorate in negativo sono mostrate nel Pannello A, e le particelle 2019-nCoV nelle cellule epiteliali delle vie respiratorie umane sono mostrate nel Pannello B. Le punte delle frecce indicano particelle di virus extracellulari, le frecce indicano corpi di inclusione formati da componenti del virus e i triangoli indicano le ciglia – da NEJM

Su un totale di 72314 casi (Tabella 1), 44.672 sono stati classificati come casi confermati di COVID-19 (62%; con una diagnosi basata sul risultato positivo del test dell’acido nucleico virale su campioni di tampone orale), 16.186 come casi sospetti (22% ; diagnosi basata solo su sintomi ed esposizioni a pazienti infetti, nessun test è stato eseguito), 10.567 come casi diagnosticati clinicamente (15%; designazione utilizzata solo nella provincia di Hubei; in questi casi, nessun test è stato eseguito ma la diagnosi è stata fatta sulla base di sintomi, esposizioni e lastra polmonare con immagine coerente con la polmonite da coronavirus) e 889 come casi asintomatici (1%; diagnosi mediante esito positivo del test dell’acido nucleico virale ma privi di sintomi tipici tra cui febbre, tosse secca e fatica) .

Coronavirus dati aggiornati
Tabella 1

 

Nel contesto dei dati dell’11 febbraio, oggetto dello studio, il tasso complessivo di mortalità è del 2,3% (1023 decessi tra 44672 casi confermati). Nessun decesso si è verificato nel gruppo di età pari o inferiore ai 9 anni. I casi in quelli di età compresa tra 70 e 79 anni presentano un Tasso di mortalità dell’8,0% ; quelli di età pari o superiore a 80 anni del 14,8%. Non sono stati riportati decessi tra casi con sintomatologia lieve e grave. Al contrario il Tasso di Mortalità è del 49,0% tra i casi critici. In generale, Il tasso di mortalità è elevato nelle sole condizioni in cui sono presenti altre patologie: il 10,5% per malattie cardiovascolari, il 7,3% per il diabete, il 6,3% per le malattie respiratorie croniche, il 6,0% per l’ipertensione e il 5,6% per il cancro. Tra i 44672 casi, in totale 1716 sono operatori sanitari (3,8%), di cui 1080 di Wuhan (63%). Complessivamente, il 14,8% dei casi confermati tra gli operatori sanitari è stato classificato come grave o critico e sono stati osservati 5 decessi su 1.716. Già all’11 febbraio si sono iniziati ad osservare crolli nei numeri dei casi giornalieri (Figura 2).

Coronavirus epidemiologici dati
Figura 2. Curva epidemica dei casi confermati di malattia di Coronavirus 2019  Il numero giornaliero di casi confermati viene tracciato per data di inizio dei sintomi (blu) e per data di diagnosi (arancione). La differenza tra i casi per data della curva di insorgenza dei sintomi (blu) e i casi per data della curva di diagnosi (arancione) illustra il tempo di ritardo tra l’inizio della malattia e la diagnosi di COVID-19 . L’asse x del grafico viene utilizzato anche come linea temporale dei principali avvenimenti nella risposta epidemica.

Dal Coronavirus si guarisce

Uno studio pubblicato su The New England Journal of Medicine, ha raccontato il caso clinico di un paziente di ritorno da Wuhan, che ha mostrato sintomi febbrili .Il 19 gennaio 2020, l’uomo di 35 anni si è presentato in una clinica di cure urgenti nella contea di Snohomish, Washington (US) con i sintomi di una affezione respiratoria atipica. Il 20 gennaio 2020, le analisi hanno confermato che i tamponi orali del paziente risultavano positivi per il Coronavirus. In figura 2 sono mostrati i sintomi del paziente in oggetto e la temperatura corporea fino alla guarigione.  Per la gestione della sintomatologia, il paziente ha ricevuto una terapia standard contro febbre e la tosse ed è stato reidratato durante i primi 6 giorni di ricovero. Dopo una fase più severa in cui il paziente ha avuto necessità di respirazione assistita, l’ottavo giorno di ricovero ospedaliero (il giorno 12 della malattia), le condizioni cliniche del ragazzo sono migliorate. L’ossigeno supplementare è stato sospeso e le lastre polmonari presentavano un quadro clinico in via di miglioramento. Il 30 gennaio 2020, il paziente era senza febbre, con i sintomi assenti ad eccezione della tosse, in via di risoluzione.

Coronavirus sintomi

Figura 2. Sintomi e temperature massime del corpo secondo il giorno della malattia e il giorno del ricovero, dal 16 gennaio al 30 gennaio 2020 – Dati US

Coronavirus, SARS e MERS: quale patologia ha maggior tasso di mortalità?

L’epidemia di Coronavirus può essere definita in egual maniera “simile e diversa” dalle precedenti sindrome respiratorie acute (SARS; 2002-2003; MERS, in corso). La SARS è passata all’uomo da trasmissione animale (salto di specie, probabilmente proveniente da pipistrelli) nei mercati della provincia del Guangdong, in Cina. Anche la MERS è passata all’uomo da una trasmissione animale (proveniente da pipistrelli con un salto di specie dai cammelli e dromedari) in Arabia Saudita. Tutte e tre le infezioni virali si presentano comunemente con febbre e tosse, sono responsabili di malattie del tratto respiratorio inferiore con scarsi risultati clinici se associati all’età avanzata dei pazienti e alle condizioni di salute pre-esistenti dei pazienti.

Per tutti i casi, la conferma dell’infezione richiede il test dell’acido nucleico su campioni di vie respiratorie (ad es. tamponi orali), ma la diagnosi clinica può essere fatta sulla base di sintomi, l’esposizione a pazienti infetti e lastre al torace. Al momento la cura per tutte e tre le patologie si basa su protocolli standard, poiché non sono state identificate attualmente terapie antivirali efficaci specifiche.

Rispetto alla SARS, sono stati segnalati un totale di 8096 casi e 774 decessi in 29 paesi per un tasso di mortalità complessivo del 9,6%.

L’epidemia di MERS non è ancora stata contenuta ed è finora responsabile di 2494 casi confermati e 858 decessi in 27 paesi per un tasso di mortalità del 34,4%. Attualmente il tasso di mortalità per il Coronavirus si attesta al 3,3%.

 

 

Francesco Ghini

Vivo a Faenza e mi occupo di ricerca biomedica e comunicazione scientifica. Ho conseguito un dottorato di ricerca in Medicina Molecolare presso l'Istituto Oncologico Europeo di Milano e numerose partecipazioni a conferenze internazionali come speaker. Parallelamente, ho seguito come direttore artistico la realizzazione dell'evento Estate di San Martino a Piacenza (2012 e 2013) e ho maturato una forte esperienza nell'ambito della comunicazione e dello storytelling. Nel 2014 ho aperto Buonsenso@Faenza e da questa esperienza, nel 2018, è nata l'agenzia Buonsenso Comunicazione. Amo il teatro, i film di Cristopher Nolan, i passatelli e sono terribilmente curioso.

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