Nuclei d’osservazione: così nel ravennate le Case residenza per anziani tutelano gli ospiti

«Dire che gli operatori delle nostre cooperative sociali che gestiscono le case residenza per anziani e i centri residenziali per persone con disabilità, si stanno impegnando al 100% nel loro lavoro è poca cosa: stanno dando, in questo periodo, un’eccezionale dimostrazione di servizio, ci stanno mettendo impegno, anima e cuore – dichiara Antonio Buzzi, vicepresidente Confcooperative Ravenna-Rimini -. Siamo molto orgogliosi del lavoro svolto in queste settimane di emergenza e siamo soddisfatti, sul nostro territorio, della collaborazione con l’Ausl della Romagna e con le amministrazioni pubbliche, una collaborazione che sta dimostrando come, almeno qui da noi, il connubio tra pubblico e privato sociale funzioni». «Ad oggi – continua Buzzi -, mentre si dà massima attenzione a salvaguardare la salute degli ospiti e dei lavoratori, la vita, pur circoscritta nelle mura e nei piccoli giardini delle strutture, continua con la stessa intensità e attenzione che contraddistinguono questi luoghi».

Sono stati creati nuclei intermedi (Ravenna, Faenza, Fusignano) in cui gli anziani restano in osservazione prima di rientrare in una Cra

Diverse sono state le misure prese per evitare il contagio all’interno delle Case residenza (Cra): l’approvvigionamento, seppur con difficoltà, dei dispositivi di protezione individuale, che non sono mai mancati; la dolorosa ma necessaria chiusura alle visite dei familiari, cercando di mitigare la lontananza con ogni strumento (video-chiamate, telefonate, invio di foto e filmati, ecc.); la separazione per nuclei del personale e delle attività anche all’interno delle strutture stesse. Infine, uno degli interventi che ha caratterizzato questo territorio: l’istituzione dei nuclei osservazionali. Tre strutture, una a Ravenna, una a Fusignano e una a Faenza sono state identificate come luoghi intermedi in cui ospitare tutti gli anziani che, pur risultanti “negativi” al virus, ma provenienti dal proprio domicilio o dimessi dagli ospedali, necessitano di un periodo di osservazione prima di poter entrare senza rischi in una Cra o per farvi ritorno dopo un ricovero ospedaliero. Il periodo di permanenza nei nuclei ha una durata massima di 14 giorni.

La sinergia tra pubblico, cooperazione e imprese per tutelare la vita

«Al momento la situazione nelle nostre Cra è sotto controllo e questo lo dobbiamo al lavoro di collaborazione costruito in anni precedenti, da parte della Direzione Infermieristica e Tecnica Territoriale, dal Dipartimento di Sanità Pubblica e dal Dipartimento di Cure Primarie insieme agli enti gestori – dichiara la direttrice del distretto Ravenna dell’Ausl Romagna, Roberta Mazzoni -. L’esperienza dei nuclei osservazionali, avviata sulla provincia di Ravenna, è frutto di un sistema di relazioni che ha reso possibile individuare, in tempi molto veloci, una modalità organizzativa che consentisse di garantire il percorso degli assistiti e ridurre il rischio di diffusione del coronavirus all’interno delle strutture socio-sanitarie. La scelta è stata dapprima condivisa con il Dipartimento di Sanità Pubblica e successivamente nei diversi Comitati di Distretto, trovando una risposta positiva da parte degli Enti gestori individuati che si sono attivati prontamente per la realizzazione. L’efficacia dei sistemi a rete – continua – dipende dalle diverse sinergie realizzate fra pubblico, mondo della cooperazione, imprese e professionisti che in integrazione condividono percorsi e si attivano per trovare risposte innovative in relazione ai bisogni presentati e, in particolare, per affrontare le sfide richieste da questa emergenza sanitaria».

Michele De Pascale: “Il mondo della cooperazione sta dimostrando grande forza”

«Quello dei nuclei di osservazione è uno dei diversi e importanti tasselli di una complessiva strategia messa in campo per rendere più sicure le strutture sociosanitarie per anziani, tra i luoghi a maggior rischio focolaio Covid-19 – aggiunge il sindaco di Ravenna Michele De Pascale -. Un rischio che non si può azzerare, ma che stiamo cercando di ridurre al minimo. Una soluzione possibile in virtù della positiva collaborazione tra l’Ausl della Romagna e le cooperative sociali, che ringrazio. Anche in questo complesso momento il mondo della cooperazione, e con esso più in generale tutto il terzo settore, sta dimostrando come la grande forza di Ravenna sia quella di riuscire ad affrontare insieme le difficoltà, superandole con l’impegno, le competenze e la forza di volontà, tutti allo stesso modo indispensabili, di ciascuno».

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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