Nell’Unione una nuova casa rifugio per le donne che hanno subito violenza

Una risposta concreta sul territorio per aiutare le donne che hanno subito violenza offrendo loro un posto sicuro. L’associazione Sos Donna di Faenza, centro contro la violenza alle donne, annuncia l’apertura di una nuova casa-rifugio che va ad aggiungersi alle altre due strutture già esistenti dell’Unione della Romagna faentina. “Ricomincio da qui” il nome del progetto, finanziato in parte dalla Regione Emilia-Romagna, che da questa estate offre sei posti letto alle donne vittime di violenza ma soprattutto un percorso educativo e psicologico per aiutare queste persone a ricostruirsi una vita dopo aver subito violenza, dando loro un luogo protetto.

Non solo un luogo, ma un percorso per tornare alla vita

La necessità di dotarsi di una nuova struttura con lo scopo di accogliere donne in pericolo è data dall’elevato numero di richieste che provengono non solo dal faentino, ma anche dalle zone limitrofe e dall’intero territorio italiano. Per la ricerca di un alloggio idoneo sono state messe in campo tutte le sinergie e collaborazioni esistenti tra il pubblico e il privato sociale, elementi indispensabili per affiancare le donne vittime di violenza. «Si tratta di una modalità di ospitalità completa – spiega Claudia Gatta, assessore alle Politiche di Genere del Comune di Faenza – ci piace sottolineare la complessità della proposta, che è un intero percorso con l’obiettivo preciso di offrire un luogo sicuro a queste persone e, al contempo, dare gli strumenti per ricostruirsi una vita».

In tutto sono ora 3 le case rifugio nell’Unione della Romagna faentina

La presentazione della casa rifugio in conferenza stampa nella Residenza municipale di Faenza.

Fornire ospitalità e protezione alle donne vittime di violenza: questo l’obiettivo principale delle case rifugio, sostenendo le donne nelle loro scelte e attivando insieme a loro i canali necessari per realizzare il loro progetto di uscita dalla violenza con supporto psicologico ed educativo. Le case rifugio, a indirizzo segreto, offrono un’ospitalità garantita da otto mesi fino a un massimo di un anno e le richieste di usufruire di questo servizio sono in aumento. «La nuova casa rifugio ospiterà donne con o senza minori che hanno necessità di allontanarsi da una situazione di pericolo – spiega Raffaella Meregalli, responsabile del progetto – L’indirizzo della struttura rimarrà ovviamente segreto e il percorso include un sostegno professionale di tipo psicosociale, orientato a offrire un nuovo percorso di vita autonomo». La nuova casa rifugio offre sei posti letto e può ospitare fino a due nuclei famigliari. La permanenza comprende vitto e alloggio e l’attivazione di tutti i servizi necessari alla donna e ai suoi bambini per sostenerla nel percorso di uscita dalla violenza.

Casa rifugio: i requisiti

Per l’accesso alle case rifugio la donna deve aver fatto la denuncia dei maltrattamenti subiti alle forze dell’ordine; deve esserci la volontà esplicita della donna di intraprendere un percorso di uscita dalla violenza e la richiesta di ospitalità deve essere fatta direttamente dalla donna. Le donne ospiti devono accettare di convivere con altre donne e bambini anche di culture diverse. I figli maschi vengono accettati nella casa rifugio fino all’età di 14 anni.

Sos Donna Faenza: i numeri

Dall’inizio del 2018 Sos Donna Faenza ha offerto percorsi di accoglienza a 195 donne. Inoltre ha ospitato nelle sue case rifugio quattro nuclei monogenitoriali per periodi variabili. Un altro supporto è quello dello sportello del Centro antiviolenza: nel 2017 si sono rivolte all’associazione 41 donne.

«Il Comune di Faenza prima e l’Unione della Romagna faentina poi, nel corso degli ultimi diciotto anni ha costruito una solida rete di sostegno, accoglienza, assistenza e prevenzione – spiega Antonella Oriani, presidente di Sos Donna di Faenza -in costante e quotidiana attività di collaborazione con i soggetti sociali del non profit, con i servizi sociali e sanitari pubblici e con le Forze dell’Ordine. Grazie a un finanziamento della Regione si è riusciti ad attivare un servizio fondamentale in più per donne e i loro figli minori. I numeri in Italia parlano di quasi 7 milioni di donne che nel corso della propria vita hanno subito una forma di abuso. Nel 2016 la nostra Regione ha contato 3.431 donne che hanno cercato aiuto in uno dei 13 centri, dato purtroppo in leggero aumento».

Per quanto riguarda il faentino, da inizio 2018 al 31 ottobre Sos Donna ha seguito 191 donne (di cui 120 si sono rivolte per la prima volta all’associazione). Le vittime di violenza fisica sono state 76, mentre la violenza psicologica riguarda 100 casi, «spesso meno evidente – specifica Oriani – ma altrettanto pericolosa». Si rivolgono a Sos Donna sempre più donne straniere (quasi la metà, il 40%), segno di un aumento di consapevolezza delle donne straniere della loro possibilità di denunciare.

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