Caldo a Faenza come a Foggia: temperature e piogge del 2020

Temperature medie annuali superiori a 15 gradi, piogge che scarseggiano, massime assolute che arrivano a toccare stabilmente i 38-39 gradi: numeri e dati che non rappresenterebbero una notizia per Foggia, ma che descrivono invece l’effetto dei cambiamenti climatici negli ultimi anni a Faenza, 500 km più a nord. Quello che va in archivio sarà ricordato come uno degli anni meno piovosi della storia, con tutto quanto ne consegue in particolare per il settore agricolo: solo il mese dicembre sta provando a salvare un 2020 che fino al 30 novembre era il più secco dal 1921. Secondo i dati dell’Osservatorio Meteorologico Torricelli al 14 dicembre sono 426,8 i mm di pioggia caduti sul nostro territorio, mentre la media storica è di 760, quasi il doppio. Se finora dicembre ha portato in dote 91,4 mm di pioggia, in tutto il mese di febbraio sono caduti solo 3 mm di acqua, e gennaio, maggio, giugno, luglio e novembre – gli altri mesi peggiori dell’anno – non hanno superato la soglia dei 30 mm.

La temperatura media del 2020 sarà superiore ai 15°

Anche nel recente passato ci sono state annate di grande siccità: il 2003, l’anno più secco degli ultimi cento anni (547,8 mm) e il 2011 (552,4 mm), ma questi erano stati preceduti da annate invece molto positive come il 2002 (1.072 mm) e il 2010 (1.034 mm), cosa che invece non è avvenuta con il 2019 (810 mm). Se le piogge scarseggiano, i gradi centigradi aumentano: per quanto riguarda la temperatura media, stando alle previsioni, il dato del 2020 si attesterà su livelli leggermente inferiori al 2019, l’anno più caldo a Faenza dal dopoguerra: 15,16° (anche se con gli ultimi aggiornamenti di fine mese, il dato 2020 potrebbe arrivare addirittura attorno a 15,3°). Il clima dell’estate è ormai costantemente un grado sopra la media e sempre più tardi i faentini tirano fuori dall’armadio giacconi pesanti: e se a gennaio di dieci anni fa la temperatura media era di 1,3° quella del 2020 è di 5,2°.

L’altra curva: gli effetti dei cambiamenti climatici

A preoccupare, nei bollettini giornalieri e mensili, non è solo la curva dei contagi, ma anche quest’altra curva, quella delle temperature, che inesorabilmente continua a crescere senza raggiungere, al momento, un picco da cui poi tornare a calare. «Da questo 2020 non arrivano certo buone notizie e confermano il trend dei cambiamenti climatici che coinvolgono tutto il mondo – commenta Roberto Gentilini, curatore dell’Osservatorio – Il problema di per sé non sono i singoli picchi di temperatura, che possono avvenire occasionalmente, ma il fatto che negli ultimi sei anni, per esempio, abbiamo avuto per tre volte una temperatura media più simile a Foggia che non a Faenza: è come se la nostra città si fosse di fatto trasferita in Puglia, con tutto ciò che questo impatto ha sull’ambiente, la fauna e la flora, e questo porta anche a uno stravolgimento delle stagioni e dei fenomeni atmosferici».

Temperature medie: lo storico di Faenza

 

 

Roberto Gentilini: “A impressionare è la velocità con cui si stanno alzando le temperature”

Con un clima invernale più mite, diverse piante e alberi da frutto germogliano prima e diventano più vulnerabili in caso di gelate primaverili, come quelle avvenute nel marzo di quest’anno che hanno ridotto notevolmente le produzioni agricole faentine di pesche, nettarine, susine. Anche nell’Appennino, come successo recentemente nel modenese, avvengono poi con sempre più costanza alluvioni e fenomeni estremi. La globalizzazione inoltre porta anche nuovi insetti e parassiti che minacciano i campi, come nel caso della cimice asiatica. Questo scenario rappresenta un normale ciclo climatico o quello che stiamo vivendo ha uno specifico in più? «I cicli climatici ci sono sempre stati nella storia – spiega Gentilini – ma è l’accelerazione che è avvenuta in pochi anni a impressionare: una sola generazione sta sperimentando oggi questo aumento di temperature e se la curva di accelerazione non si ferma gli impatti saranno ancora più forti, in particolare se la temperatura media supererà la soglia di 2 gradi rispetto quella storica».

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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