#buonsensoaigiovani – GIANCARLO MARESCA – Italia dei Valori

#buonsensoaigiovani

Intervista a Giancarlo Maresca – 33 anni – Italia dei Valori

 

– Perché si candida come consigliere comunale? Come nasce questa passione?

La politica è una passione che ho coltivato fin da quando andavo alle scuole superiori. Mi è sempre piaciuto  interessarmi della cosa pubblica. Finora mi sono sempre interessato delle vicende nazionali quindi, a mio avviso, la politica locale rappresenta un territorio nuovo da scoprire. Candidarmi come consigliere mi da l’occasione per restituire quanto di buono ha fatto questa città per me. Nel bene o nel male, ciò che sono, è dovuto alle esperienze d’incontro che ho avuto con gli altri. La politica locale rappresenta un territorio “neutro”, entro il quale è possibile realizzare una buona mediazione tra le istituzioni e i cittadini. I consiglieri comunali, in questo, sono mediatori privilegiati.  Nella mediazione politica è importante stabilire una condizione paritaria con i propri interlocutori. La mediazione politica, se condotta in modo equo, è foriera di tante possibilità. I cittadini hanno bisogno di buoni comportamenti, il giusto agire politico è la lezione politica, il metro di cui ogni cittadino ha bisogno, per misurarsi nella vita e nei problemi di tutti i giorni. La mediazione imparziale è la base di ogni persona, di ogni buon cittadino che si vuole avvicinare alla politica. Per questo la mediazione non può fare a meno della responsabilità, i due termini sono intrinseci. L’azione politica condotta con responsabilità porta a decisioni giuste, mai arbitrarie.

– Al giorno d’oggi sembra che la parola “giovane” sia sinonimo di “buono”. A prescindere dalla persona, si crede che la risorsa fresca non possa che fare bene all’interno di un consiglio comunale; cosa pensa al riguardo? Cosa portano di diverso i giovani in politica?

I giovani hanno il pregio di avere una vocazione passionale, visionaria, verace, quando si tratta di dover affrontare i problemi.  Quando parlo di vocazione visionaria ne parlo in senso buono. Si tratta di trovare nuove soluzioni che necessariamente devono fare riferimento ad esperienze personali, intime. I giovani hanno il vantaggio di saper arrivare prima alla sintesi di un problema in quanto usano mezzi di comunicazione come facebook e twitter. I giovani, in quanto tali, possono essere decisivi per la lotta contro la corruzione. Questo è un tema che, tra l’altro, è molto caro al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La corruzione, in quanto sistema di legami “deviati”, ha sostituito di fatto il giusto sistema di legami rappresentata dalla solidarietà tra i cittadini. Il mutuo e disinteressato reciproco aiuto, incardinato da valori e idee certe, è il solo modo per prevenire la corruzione. Lo svuotamento dei legami tra i cittadini è causato spesso dalla convenienza personale. La corruzione non è che l’aspetto più estremo della convenienza. Agire per convenienza è una consuetudine che si apprende fin dai primi momenti di socializzazione dei nostri ragazzi. In questo la scuola, le associazioni sportive, gli scout e altri gruppi d’incontro sono essenziali per coltivare il dialogo con gli altri, il valore dell’altruismo e della condivisione. L’educazione ha come esigenza categorica di donare ai ragazzi una struttura personale forte.

– Congratulazioni, è stato eletto come consigliere comunale! Fra 5 anni per cosa sarà ricordato?Quali saranno le sue battaglie?

Vorrei essere ricordato  come una persona non rigida, aperta al dialogo, cercando di non perdere il contatto con i cittadini. Attualmente sono un precario della scuola.  Innanzitutto, bisognerebbe capire che tipo di scuola vogliamo dare ai nostri ragazzi. La riforma della scuola è un bisogno inderogabile, in quanto è sotto gli occhi di tutti che la società italiana sta cambiando. L’educazione scolastica, in particolare, dovrà saper venire incontro ai figli dei migranti, che saranno i nuovi italiani. La convivenza pacifica tra ragazzi provenienti da culture e religioni diverse devono trovare per forza riscontro attraverso una materia che nelle scuole è stata fin troppo trascurata: l’educazione civica. L’educazione civica, in quanto tale, insegna dei modelli di comportamento, il saper vivere in un contesto civile fatto di leggi. Un buon insegnamento dell’educazione civica deve necessariamente portare all’accoglienza delle norme statuarie. Se si accolgono le leggi, senza che queste siano vissute come imposizioni, la scuola avrà fatto il suo dovere. Io credo infatti che le norme e le regole possano essere insegnate solo attraverso la logica dell’incontro e dell’accoglienza, non solo tramite l’imposizione.Pertanto ribadisco che la mia battaglia principale sarà la scuola, sarà importante per me che ne nelle scuole vengano introdotti percorsi di apprendimento sull’intelligenza emotiva, secondo gli studi di Daniel Goleman.

 

Rispondi