Bike to work, il M5S Faenza chiede spiegazione sulla bocciatura di emendamenti

Bocciati in consiglio comunale di giovedì 13 dicembre 2018 gli emendamenti del Movimento 5 Stelle Faenza riguardo la seconda navetta elettrica gratuita da destinata a collegare il Centro Commerciale La Filanda con il centro storico e il progetto Bike to Work sulla mobilità sostenibile. «L’amministrazione – scrivono i pentastellati – con la bocciatura del nostro emendamento, non ha certamente dato prova della volontà di dare corso a questa iniziativa. Il tutto è rinviato al prossimo contratto di servizio del Trasporto Pubblico Locale, a sua volta a rimorchio di una elefantiaca gara che deve essere avviata per tutti i territori delle province di Ravenna, Forlì, Cesena e Rimini e di cui non si conoscono affatto i tempi per apprezzarne gli eventuali frutti».

«Stessa sorte è toccata ad un altro nostro emendamento – proseguono i 5 Stelle – che chiedeva di destinare risorse per finanziare il “Bike to Work” (progetto virtuoso, già realtà in tante città italiane ed europee, che promuove ed incentiva l’utilizzo della bicicletta per gli spostamenti casa/lavoro), dando seguito all’impegno preso due anni fa in Consiglio comunale, quando un nostro Ordine del Giorno, che ne chiedeva l’avvio, fu votato all’unanimità. Parliamo di somme non certo cospicue, la nostra proposta parlava di 50mila euro complessivi in due anni da ricavare dall’avanzo della previsione di spesa sovrastimata relativa alle politiche sociali. Ad ogni modo, indipendentemente dalla ricerca dei fondi è ormai chiara, anche in questo caso, la totale mancanza di volontà politica della maggioranza».

Anche Fiab e Salvaiclisti chiedono spiegazioni

Anche le associazioni legate alla mobilità sostenibile Fiab e Salvaiciclisti Faenza chiedono spiegazioni alla giunta comunale in merito alla bocciatura, nella Commissione comunale di Bilancio di giovedì scorso, dei due emendamenti proposti dal gruppo 5 Stelle. «Facciamo presente – spiegano – che in tanti Comuni questo incentivo viene già attuato, bastano infatti poche decine di migliaia di euro per incentivare una mobilità sostenibile casa-lavoro che porta enormi benefici alla comunità, con indubbi vantaggi anche alla qualità dell’aria e alla salute pubblica. Di esempi ce ne sono tanti: in vari paesi europei l’incentivo bike to work è stato adottato su tutto il territorio nazionale, mentre in Italia è stato adottato a macchia di leopardo su iniziativa di comuni piccoli e grandi. Ricordiamo, tra gli altri, l’esempio di Cesena (il progetto “Al lavoro in bicicletta”, che verrà ripresentato nel 2019)».

«Premiare chi va al lavoro in bici non è solo un incentivo economico – spiegano dalla Fiab e Salvaiciclisti – ma anche un atto simbolico, di grande valenza educativa: l’utilizzo quotidiano della bici può davvero decongestionare il traffico urbano, che ricordiamolo, è fatto in maggioranza da pendolari che fanno meno di 5 km. Ci auspichiamo che l’amministrazione mantenga gli impegni presi con l’odg 2017 “Bike to work“, finanziando una sperimentazione e inserendola a pieno diritto nel Pums. Siamo disponibili a collaborare attivamente e chiediamo un incontro al riguardo».

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