Faenza ricorda Benigno Zaccagnini, “un uomo spirituale con i piedi per terra”

A trent’anni dalla scomparsa, Faenza ricorda uno dei suoi concittadini più famosi, Benigno Zaccagnini, uomo della Resistenza, politico, importante esponente della Democrazia Cristiana, che ha lasciato una profonda eredità alla future generazioni. Una sala consiliare E. De Giovanni ricca di pubblico ha ospitato giovedì 14 novembre scorso l’evento “Un cattolico in politica: l’esempio di Benigno Zaccagnini a trent’anni dalla scomparsa”, in occasione della pubblicazione del volume “Le radici della Speranza” curato da Aldo Preda.

La città si stringe attorno al ricordo di ‘Zac’

Una figura, quella di Zaccagnini, che anche in questa occasione è riuscita a unire le tante anime del mondo cattolico, come testimoniano le diverse associazioni che hanno collaborato per la buona riuscita di questo evento: Acli, Azione Cattolica, il Movimento cristiano dei lavoratori, l’Ufficio diocesano per la Pastorale sociale e del Lavoro e il settimanale diocesano Il Piccolo. E anche l’Amministrazione comunale, attraverso il proprio patrocinio e la presenza del sindaco, ha voluto far sentire la propria vicinanza. «Ci sentiamo pienamente compartecipi a questo momento di ricordo e attualizzazione di Benigno Zaccagnini, nato nella nostra città – ha affermato il sindaco Giovanni Malpezzi aprendo l’incontro – e che ha dato tantissimo non solo alla nostra comunità, ma a tutta la vita politica italiana, tra i padri fondatori della nostra Repubblica. Ed è molto forte il sentimento di nostalgia verso personalità come ‘Zac’, il suo impegno civile deve essere d’esempio per i giovani d’oggi».

Tante associazioni cattoliche coinvolte nell’iniziativa

Stesso sentimento di affetto e stima è stato ribadito da Pier Luigi Zanotti, presidente di Ac Faenza, che ha ricordato il suo incontro avuto con Benigno Zaccagnini a 11 anni, nel corso di una visita a Sant’Agata sul Santerno. «Ero molto giovane – ha spiegato Zanotti – ma riuscivo a percepire la gratitudine che tutta la gente aveva verso di lui, nel corso di quella visita, con piccoli gesti concreti ma significativi». Questo ricordo ha dato il lancio alla proiezione di una testimonianza video di Alessandro Fontanelli e del giornalista Giordano Gonnesi, che riprende la visita di Zaccagnini a Solarolo, nella chiesa di Santa Maria Assunta, in occasione delle celebrazioni per l’anniversario della morte di mons. Giuseppe Babini, visita avvenuta qualche anno prima della morte di ‘Zac’ nel 1989. E anche in quest’occasione emerge la semplicità e, al tempo stesso, lo spessore della figura di Zaccagnini. Da segnalare, tra i ricordi aneddotici, che a cantare nel coro in quell’occasione durante la messa era presente anche una giovanissima Laura Pausini.

Personaggio significativo della Democrazia cristiana

Dopo questa testimonianza, si è entrati poi nel vivo dei lavori: a moderare i diversi relatori presenti è stato Vittorio Ghinassi, presidente Acli Faenza. «Zaccagnini è stato una figura esemplare, un uomo di fede antica ed essenziale vissuta in maniera semplice e laica con un profondo attaccamento al senso del sacro e delle istituzioni, un sentimento antitetico rispetto a quanto sta avvenendo negli ultimi anni»: con queste parole ha aperto il suo intervento il prof. Gianni La Bella, docente di Storia contemporanea all’università di Modena e Reggio Emilia. La Bella ha ripercorso, nel suo intervento, lo scenario politico in cui ha operato Zaccagnini, evidenziando il ruolo della Democrazia cristiana e dei cattolici.

Rosy Bindi: “Zaccagnini non ha mai abbandonato il primato della fede”

Successivamente ha preso la parola l’ex ministra e deputata Rosy Bindi, che ha ricordato anche i suoi incontri con Zaccagnini e i valori autentici che ha saputo trasmetterle. «Un cattolico in politica non deve mai abbandonare il primato della fede, e questo è tutt’altro che scontato – ha spiegato Bindi – La testimonianza di Zaccagnini è importante per questo. Lui non ha mai abbandonato il primato della fede, che lo ha accompagnato tutta la vita. Nella lettera-testamento inviata alla moglie, emerge in lui la certezza della vita eterna. Per quanto riguarda il ruolo dei cattolici, la politica è una scelta straordinaria se diventa l’espressione più alta di quel servizio che il cristiano deve rendere al mondo, sull’esempio di Dio che si è fatto carne sulla terra, facendosi carico della nostra umanità». «La Dc – ha poi precisato – è un partito che ha sempre rispettato il valore della laicità. Non è mai stato un partito confessionale, come ho sentito dire in alcune occasioni».

L’on. Aldo Preda ha poi accennato ad alcuni temi legati al volume “Le radici della Speranza”, un raccolta di lettere “private“ indirizzate da Zaccagnini ai familiari e ad alcuni amici, che ci consentono di conoscere meglio un cristiano che si è impegnato in politica per la sua fede, stabilendo un rapporto particolare con il potere, senza perdere mai la sua umanità. Come ha testimoniato il Presidente Sergio Mattarella: «Assume prezioso valore questa raccolta di scritti così personali, a volte commoventi, comunque espressivi di una umanità tanto ricca da non poter essere ricompresa soltanto nella dimensione politica».

Il vescovo Mario Toso: “Un uomo ‘spirituale’, con i piedi per terra”

A concludere i lavori è stato infine il vescovo mons. Mario Toso: «Di uomini così ne avrebbero un estremo bisogno sia la Chiesa sia la società. Un uomo ‘spirituale’, con i piedi per terra. E, quindi, non un ‘visionario’, bensì una persona incarnata nel suo tempo, capace di vedere oltre l’immediato». E come precedentemente indicato dalla Bindi, il vescovo riprende il tema dell’importanza della fede. «È noto – afferma mons. Toso – che l’irrilevanza e l’inincidenza dei cattolici in politica dipendono non solo da un deficit di nuovo pensiero, ma soprattutto dalla crisi della loro fede e dalla perdita di una visione d’uomo consona a essa. Chi pensa di impegnarsi politicamente senza fare riferimento alla propria fede, senza una visione globale e trascendente della persona, diventa maggiormente disponibile alle mode passeggere, alla politica gridata, meno disponibile ad accogliere un umanesimo integrale». «Le anime credenti – conclude il vescovo – ospitano in sé l’istinto delle anime rivoluzionarie, aventi una funzione profetica e precorritrice, utile a rendere sempre viva l’azione concreta». Un’azione concreta che, ancora oggi, attraverso l’opera di Zaccagnini, diventa vita vera.

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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