BASKET A FAENZA – “In che squadra gioca mio figlio?”

In che squadra gioca mio figlio?

Una domanda che non ha una risposta scontata, se si pensa al mondo basket a Faenza. Capire in quale società gioca, o vuole giocare, il proprio figlio è un’impresa ardua, come testimoniano anche dialoghi tra genitori come questo:

“Mio figlio vuole giocare nella squadra di un suo amico… adesso andrò a iscriverlo”  “Quale squadra?” 

“Non so… quella che si chiama basket qualcosa e che ha tipo come logo un leone o una tigre…” “Ma quale di preciso?” “Come quale?” “Praticamente tutte hanno come logo un leone o una tigre…” “Ah, davvero?”

Tanti genitori si trovano a disagio nel doversi districare tra i nomi e i felini-simbolo di queste società che spesso cambiano, da un anno all’altro, nomi e personale al loro interno. Cerchiamo dunque di fare un po’ di chiarezza sullo stato attuale del basket faentino, quanto meno a livello di minibasket.

Il logo della Raggisolaris Academy
Il logo della Raggisolaris Academy

LA SITUAZIONE DEL MINIBASKET FAENTINO

Attualmente a Faenza ci troviamo con ben 3 settori giovanili maschili e 2 femminili, a cui si aggiungono le 3 sezioni minibasket (dai 5 agli 11 anni) che sono:

  • Faenza Futura Basket, (di cui abbiamo trattato in un articolo qui e che ha come riferimento la prima squadra femminile in serie C e quella maschile in Prima Divisione)
  • Raggisolaris Academy (nata quest’anno e che ha come riferimento la prima squadra in serie B)
  • Scuola Basket Faenza (la sezione giovanile di più lunga data nella nostra città, nasce infatti nel 2000 e che a livello femminile arriva fino alla prima squadra in serie B).

A prima vista sembrano decisamente troppi, visti i numeri abbastanza contenuti dei cestisti in erba e degli allenatori a Faenza. Una volta terminato il percorso minibasket i ragazzi vengono indirizzati in questo modo nei vari settori giovanili:

  • Faenza Futura ha un settore giovanile maschile e femminile che si sviluppa tra Faenza e Solarolo
  • Raggisolaris si appoggia al Basket 95 Faenza, società nata sulle ceneri della vecchia ‘Popolare’, e che ora si occupa solo di Settore Giovanile fino all’Unger 18
  • Scuola Basket porta avanti le proprie ragazze fino alla prima squadra, mentre affida i maschi in uscita al neonato Faenza Basket Project

Per alcuni questa proliferazione di squadre è sintomo di uno sport in continua crescita, per altri è invece un inutile dispendio di energie e risorse dovuto alla mancanza di comunicazione tra gli esponenti delle varie società.

Insomma, come per altre situazioni ci sono i pro e i contro del caso.

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Il logo della Scuola Basket Faenza

 

UNA CITTÀ, TANTE SQUADRE

Da un lato, tanta concorrenza significa avere a disposizione tante possibilità tra cui scegliere. Sicuramente un vantaggio per il genitore, che può così trovare la squadra giusta per il proprio figlio a seconda delle varie esigenze.  Dall’altro però questa proliferazione crea non poche difficoltà logistiche e di risorse umane.

Riuscire a incastrare i turni nelle varie palestre non è facile, così come avere sempre un personale qualificato e non improvvisato. Tutte difficoltà che minano alla qualità del servizio offerto. Le strutture dove si svolgono queste attività sono poi tutte adatte a dei ragazzi che giocano a pallacanestro? Abbiamo due palazzetti dello sport con criticità differenti, e delle palestre a volte non attrezzate. Inoltre diventa difficile creare percorsi progettuali a lungo termine (e comuni), se le varie società si trascinano tra loro anche vecchie antipatie o incomprensioni personali.

In una piccola città come Faenza riteniamo sia fondamentale, pur nelle diverse specificità, il dialogo tra le varie società sportive. “L’unione fa la forza” dice un vecchio detto. Cooperare assieme per la crescita del movimento cestistico è utile sia per le società che per i bambini stessi, offrendo così loro un servizio migliore a dispetto dei nostri interessi particolari.

Il logo del Faenza Futura Basket
Il logo del Faenza Futura Basket

Perché ai genitori non interessa tanto che il figlio giochi nella squadra del leone, della tigre o dell’orso polare. A un genitore interessa che il figlio, grazie al gioco del basket, cresca divertendosi in un ambiente sano, sportivo e progettuale.

 

 

Samuele Marchi

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