Un secolo di liceo Ballardini ad Argillà (e la storia continua…)

Da giovani studenti a grandi protagonisti dell’arte italiana: la testimonianza di un secolo di storia in un’esposizione che racconta come è cambiata la ceramica nel tempo all’interno di quello che è il primo vero laboratorio creativo degli artisti: la scuola. Non poteva mancare anche il liceo Artistico Torricelli-Ballardini (ex Istituto d’Arte), uno degli enti più importanti legati alla formazione degli artisti, ad Argilllà Italia, il festival e mostra mercato internazionale della ceramica che si è svolto dal 31 agosto al 2 settembre a Faenza, richiamando migliaia di visitatori da tutto il mondo. Il liceo ha infatti ospitato due mostre: la prima ‘storica’, riguardante un secolo di storia dell’istituto, la seconda invece esponeva i lavori delle classi V dell’ultimo anno scolastico: passato, presente e futuro che si intrecciano per indicare i nuovi percorsi della ceramica e dell’arte.

Liceo Ballardini: un secolo di storia nelle opere ceramiche degli studenti

«Il museo dell’istituto Ballardini – spiega il docente Marco Tadolini – conserva circa 2mila opere realizzate dagli studenti, durante il loro percorso di studi, dal 1919 ai giorni nostri. Oggi purtroppo, negli spazi del museo c’è un cantiere in corso che non permette le visite, per cui in occasione di Argillà è stata allestita questa mostra per consentire comunque ai visitatori di vedere alcuni pezzi. Il museo sarà riaperto solo tra un anno circa». Benché in misura ridotta rispetto al suo potenziale, la mostra permette di vedere, attraverso un punto di vista differente, l’evoluzione della ceramica nel tempo. «Vedere come grandi artisti hanno avuto il loro primo approccio all’arte è sicuramente affascinante – prosegue Tavolini – in questa scuola hanno studiato anche grandissimi artisti, come Carlo Zauli». Di particolare interesse il periodo Deco, negli anni ’20 e ’30, sotto l’egida di Domenico Rambelli e Anselmo Bucci, la cui influenza si è fatta sentire nei giovani studenti. Poi si prosegue con l’evoluzione delle tecniche decorative e del design, fino agli anni ’70 e ’80, quando il Ballardini ha sviluppato diverse attività con le aziende di piastrelle e di arredi. Come proseguirà la storia del liceo Ballardini? «L’essere diventati liceo – spiega Tadolini – ha portato a un’impennata dal punto di vista delle iscrizioni, anche se per certe cose rischia di generare una perdita d’identità, con il venir meno di alcune ore di laboratorio. Questa carenza può essere supplita però dal corso post diploma Its, che ha sede proprio in questo istituto».

Ieri e oggi, ritrovare la stessa passione

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Dal 1919 al 2018. Ad Argillà si poteva ammirare anche la mostra dei diplomati di quest’anno. «Sono esposte diverse opere realizzate con differenti tecniche decorative – spiega il docente di laboratorio artistico Roberto Fabbri – Ogni studente ha realizzato una sua ricerca personale e attraverso un progetto di laboratorio si dà forma all’oggetto». Opere che testimoniano un percorso di cinque anni. «Attraverso il nostro piano di studi – prosegue Fabbri – cerchiamo di trasmettere il fare e l’abilità manuale con una tecnica che sia anche tecnologica, che guardi sempre il futuro. Cerchiamo di trasmettere ancora oggi la passione che ci hanno trasmesso i nostri vecchi insegnanti. La ceramica è una materia difficilissima che richiede nozioni chimiche e tecnologiche, ceramisti non ci si improvvisa».

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