Argillà 2022: intervista al Sindaco Massimo Isola

Argillà riemerge dal buco nero che ha inghiottito i grandi eventi culturali italiani a causa della pandemia e dopo quattro anni torna a Faenza dal 2 al 4 settembre. Il Festival Internazionale della Ceramica e Mostra Mercato è arrivato in Italia nel 2008 per replicare l’omonima manifestazione che si tiene a Aubagne, in Francia. e negli anni ha subito un’evoluzione che l’ha portato a essere un evento di portata europea. Buonsenso Faenza ha intervistato il Sindaco Massimo Isola, con delega agli assessorati Cultura e Ceramica, per farsi raccontare come si è arrivati fin qui e cosa ci aspetta quest’anno.

Questa è la settima edizione di Argillà: com’è cambiata nel tempo?

«Se inizialmente Argillà Italia nasceva esclusivamente come mostra-mercato, sin dalla seconda edizione si è voluto dare un taglio differente; l’idea era quella di creare un vero e proprio festival della ceramica con l’offerta di mostre, attività culturali e creative. Oggi gli eventi messi in campo sono circa una cinquantina, ben più numerosi rispetto al passato. La manifestazione è diventata anche l’occasione di incontri istituzionali tra diverse delegazioni internazionali: nel 2018 la nostra città ha ospitato un meeting al quale hanno partecipato 28 rappresentanti di Paesi esteri».

Qual è oggi il suo punto di forza?

«Essere diventato un Festival: solo mostra-mercato ma spettacoli e momenti istituzionali, insomma uno sguardo a 360° sul mondo della ceramica. Dal Mondial Tornianti (campionato mondiale di tornio), alla manifestazione Rakuriosi, passando per gli artigiani in piazza, lo spettacolo dei forni all’aperto e le decine di mostre e esposizioni in diverse location della città».

 Cosa, invece, si è scelto di abbandonare?

«Sul fronte logistico sono cambiate molte cose; penso agli orari di apertura degli stand della mostra-mercato. Un anno, ascoltando le esigenze di alcuni espositori, si decise di accorciare l’orario: fu un errore e nell’edizione successiva tornammo sui nostri passi, anzi, decidemmo di prolungare il mercato fino a sera. Fu una importante intuizione che portò a un alto indice di gradimento da parte dei visitatori».

Cosa contraddistingue l’edizione di quest’anno?

«Ogni edizione di Argillà viene caratterizzata dalle produzioni di un Paese estero ospite della manifestazione; quest’anno è la volta dell’Irlanda, nazione molto importante per l’artigianato artistico della ceramica che troverà spazio nella prestigiosa cornice del Ridotto del teatro Masini. Questa edizione dovrà essere quella della ripartenza e della riconquista degli spazi pubblici, pur consapevoli che all’appello mancheranno alcuni interlocutori abituali: i ceramisti russi e quelli cinesi, che per varie ragioni non potranno essere presenti. Non è però scontato poter contare su artigiani coreani, giapponesi, israeliani e sudamericani, che quest’anno sbarcheranno in città.

Giovedì 1°settembre a Palazzo Podestà si terrà un incontro con tutti i ceramisti che partecipano a Argillà: un colpo d’occhio con circa 500 persone. Una novità che prolunga la manifestazione di un giorno, con importanti ricadute economiche sulle attività ricettive del territorio».

Il comune di Faenza è co-organizzatore di Argilla Francia: in cosa consiste questa collaborazione?

«Il nostro rapporto con la città francese è molto solido, siamo in costante dialogo e assieme abbiamo deciso di far entrare nel circuito di Argillà anche la Spagna con “Argillà Argentona”, che si tiene ogni anno a luglio, in forma ridotta rispetto alle iniziative delle consorelle. In entrambe le manifestazioni estere Faenza ha sempre un posto d’onore, con agevolazioni per i nostri ceramisti e con una larga presenza negli eventi collaterali e culturali».

Ha notato un cambiamento nella ceramica e negli artigiani in questi anni?

«Assolutamente sì. È cambiata la proposta dei ceramisti, che da qualche anno approfondiscono la ricerca stilistica e quella scientifica. Hanno un uso diverso dei colori, molto più vivaci rispetto al passato. Un po’ è anche per merito nostro: la selezione per partecipare a Argillà Italia è particolarmente rigorosa, cosicché a Faenza arrivino le eccellenze della ceramica artistica di tutto il mondo. Argillà ha creato un codice che ha portato i ceramisti a migliorarsi, a mettersi in discussione e a guardare il lavoro dei colleghi. Di questo ne ha giovato, contaminandolo, anche l’artigianato, sia quello italiano che faentino, aiutandolo a essere meno provinciale, più internazionale e di maggior respiro, pur conservando una propria identità e cifra stilistica».

Maria Rivola

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