Antonio Bandini (LeU): “Ecco 5 ragioni per sostenere le energie rinnovabili”

Cinque ragioni per continuare a puntare sulle energie rinnovabili. A presentarle è stato Antonio Bandini, assessore all’Ambiente del Comune di Faenza e candidato nel listino plurinominale di Liberi e Uguali alle prossime elezioni del 4 marzo. Dalla riduzione delle emissioni inquinanti alla possibilità di creare nuovi posti di lavoro, Antonio Bandini ha ribadito l’importanza di continuare a puntare su queste fonti di energia di modo che non siano più etichettate semplicemente come “alternative”.

«In questi ultimi giorni – scrive Antonio Bandini in suo comunicato stampa diffuso lunedì 5 febbraio 2018 – alcuni esponenti politici del territorio sono intervenuti e hanno promosso iniziative sul tema dell’energia riproponendo tesi che francamente non ci convincono. La tesi che propongono, pur in un quadro di formale accettazione del recente aggiornamento della Strategia energetica nazionale e degli obiettivi di Parigi, è che le energie rinnovabili non sono in grado di contribuire in modo significativo alla domanda energetica nazionale e che dunque bisogna continuare a puntare e investire sulle energie fossili nazionali e importate».

Obiettivo rinnovabili al 35% entro il 2030

Oltre a segnalare l’importanza «chiudere entro il 2020 con l’impiego, tutt’altro che marginale in Italia (12 grandi centrali a carbone e una quota del 14% della produzione di energia elettrica) e in Europa della fonte fossile più inquinante: il carbone», Antonio Bandini afferma come sia necessario aumentare l’obiettivo delle rinnovabili al 2030 dall’insufficiente 27% (come vorrebbero gli Stati tra cui l’Italia) ad almeno il 35%. «E questo non per ragioni ideologiche – precisa Bandini – ma per cinque ragioni concrete e di grande importanza per ogni cittadino».

Le 5 ragioni esposte da Antonio Bandini

Come primo punto, Antonio Bandini scrive che «questi sono gli obiettivi minimi indispensabili se si vogliono attuare davvero gli obiettivi dell’accordo di Parigi, interrompere l’aumento della concentrazione di gas serra in atmosfera e contenere l’aumento delle temperature entro l’1,5/2%, al fine di evitare scenari climatici potenzialmente di grave pericolo per la vita sulla terra». Inoltre, «l‘affidabilità tecnologica delle energie rinnovabili è enormemente cresciuta negli ultimi dieci anni e il loro costo si è progressivamente ridotto sino a divenire competitivo».

Al terzo punto, Bandini afferma che «le fonti fossili per oltre il 95% sono importate dall’estero mentre le fonti rinnovabili, utilizzando la fonte del sole e del vento e dell’acqua e delle biomasse, sono potenzialmente inesauribili anche nel nostro Paese». Inoltre «l’impiego delle energie rinnovabili per produrre energia elettrica e termica può essere applicata all’industria, all’edilizia e alla nuova mobilità elettrica con vantaggi enormi dal punto di vista delle emissioni inquinanti anche a livello locale». Infine «lo sviluppo delle energie rinnovabili unito al miglioramento costante dell’efficienza energetica, al contrario di un ritorno a stili di vita del passato, ci possono consentire di produrre ampie quantità di energia, creando migliaia di nuovi posti di lavoro specie per i giovani laureati e diplomati e offrendo straordinari spazi per le imprese innovative e per la ricerca scientifica ed applicata».

Liberi e Uguali: “Chiediamo salto di qualità anche alle grandi imprese”

«Per questo – conclude la nota – l’obiettivo della transizione energetica e della riconversione ecologica dell’economia sarà uno dei temi centrali di Liberi e Uguali da attuare non solo in Parlamento ma anche nel territorio dove opereremo per un impegno coerente degli enti locali ma soprattutto per un salto di qualità del sistema delle imprese a partire dalle grandi imprese energetiche (Enel, Eni, Edison, Hera ecc.) a cui chiediamo una reale diversificazione della propria strategia energetica, con un crescente impegno verso le energie rinnovabili e pulite».

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