Alla scoperta dei Globi Coronelli: venerdì la visita guidata in Biblioteca Manfrediana

Una visita guidata per conoscere uno dei patrimoni culturali più importanti (e misteriosi) di Faenza. Venerdì 6 maggio, alle ore 17.30, in Biblioteca comunale (via Manfredi 14) saranno esposti e raccontati al pubblico i due globi del grande cartografo e geografo Vincenzo Coronelli, indicati comunemente come “celeste” e “terrestre”, entrambi restaurati grazie al lavoro (concluso nel 2008) del recente “faentino lontano” Nicolangelo Scianna. La visita guidata, che rientra nel calendario degli eventi della 16esima Settimana della Cultura scientifica e tecnologica, sarà curata dalla direttrice della Biblioteca comunale manfrediana Daniela Simonini e da Aldo Scapoli della Palestra della scienza di Faenza.

La prima attestazione nel 1833

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Il “globo terrestre” di Coronelli. Scianna ha restaurato il “globo celeste”, esposto nella sala studio

La provenienza dei globi rimane a tutt’oggi avvolta nel mistero, non si conosce infatti se provengano da una istituzione conventuale o scolastica oppure siano stati donati da un privato. La prima volta di cui si ha una loro traccia è in una lettera del 4 febbraio 1833, dove si contesta l’impossibilità di visionarli da parte degli studiosi in quanto chiusi in pinacoteca e soprattutto per il loro stato, che necessitava già allora di interventi di restauro. I globi vennero trasferiti in biblioteca ma non vennero restaurati. Nei documenti d’archivio i globi vengono datati 1688 dalla dedicatoria posizionata sopra la costellazione dei Gemelli al doge Francesco Morosini, mentre un secondo cartiglio sposta la data di costruzione alla fine del 1700.

Un globo distrutto nei bombardamenti del 1944

Fatale per la loro condizione fu il bombardamento subito dalla Biblioteca nel novembre 1944. Nel gennaio successivo, quando fu nuovamente possibile accedere ai locali devastati dai bombardamenti ed esposti alla neve e alla pioggia, solo uno dei due globi era ancora integro, mentre quello terrestre era andato completamente distrutto e di lui non rimaneva che la base. Anche quello celeste era gravemente danneggiato e lo rimase a lungo, finché non intervenne il professorre Scianna, che propose all’amministrazione di eseguire il restauro senza alcun onere finanziario, quale regalo alla sua città natale.

Il restauro dei due globi concluso nel 2008

Il restauro, descritto nel volume Restaurare il cielo ha consentito di riportare al suo antico splendore il globo celeste, ma ha anche permesso di andare oltre, perché grazie alle ricerche eseguite, in particolare a quelle condotte in collaborazione con il team del professor Claudio Casali del dipartimento di fisica nucleare dell’università di Bologna, che ha messo a punto un sistema di indagine di tomografia assiale computerizzata per le opere d’arte, è stato possibile scoprire i segreti che si celavano all’interno della struttura e procedere quindi alla ricostruzione di quello terrestre. Dopo quasi settant’anni i due globi si sono riuniti e oggi si possono ammirare in tutta la loro bellezza all’ingresso dell’Aula Magna, protetti in due teche.

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