Istituti bancari e finanza: il futuro di questo settore nell’incontro di Acli Faenza

Le banche del domani: un futuro tutto da costruire, a partire da alcune certezze. Si è svolto martedì 10 settembre 2019 l’incontro di “Lavoro: Faenza in network” promosso dalle Acli di Faenza e dalla diocesi. Ospiti di questo appuntamento dedicato a istituti bancari e finanza sono stati Maurizio Maldera (La Bcc), Enea Cimatti (Caricento), Filippo Fabbri (agente finanziario) e l’avv. Alessandro Drei (Unione nazionale consumatori). Così come il mondo del lavoro, anche quello degli istituti bancari è profondamente cambiato negli ultimi vent’anni: la globalizzazione, il web, la chiusura degli sportelli segnano delle sfide ancora in atto per le quali è necessario un aggiornamento continuo. Tra i temi emersi dall’incontro: la necessità di una formazione adeguata dei giovani, spesso impreparati; l’importanza della relazione nel rapporto con i clienti e la necessità di riforme strutturali in grado di consentire alle banche di fare al meglio il proprio lavoro.

La relazione con il cliente come valore chiave da sviluppare

«Che cosa saranno le banche tra dieci anni, al momento è impossibile saperlo – afferma Cimatti – stanno entrando sulla scena nuovi player, persino Amazon sta entrando nei servizi finanziari. Il vantaggio attuale delle banche è la propria reputazione nei confronti della clientela: se le filiali lavorano bene una persona ha ancora più fiducia nella propria banca rispetto, per esempio, a Facebook. Per questo è importantee  puntare sul valore della relazione svilupparla rapidamente. In generale, non bisogna avere paura del cambiamento, ma si deve arrivare attrezzati e formare al meglio le nuove generazioni».

“C’è ancora tanto analfabetismo finanziario, eppure per i giovani ci sarebbero tante possibilità occupazionali”

«La tecnologia oggi ti consente di mappare la persona, studiare le sue abitudini – conferma Fabbri – ma è la relazione il valore aggiunto su cui puntare. Per quanto riguarda il mio lavoro di agente finanziario, evidenzio un grande gap generazionale: ci sarebbe spazio per tanti giovani a fare il mio lavoro, ma pochissimi si mettono in gioco, eppure il mio profilo è molto ricercato dalle banche. Questo mi porta a pensare che, è vero, le dinamiche del lavoro cambiano, ma spetta a noi correre dietro alle nuove esigenze del mercato. In questo la scuola non aiuta, offre una preparazione poco adeguata e c’è tanto ‘analfabetismo finanziario’».

L’importanza dell’etica

Tradizione, etica e innovazione sono invece le tre parole chiave utilizzate da Drei. «Il mondo bancario negli ultimi anni si è allontanato dalla persona, dalla famiglia e dall’impresa. Nell’era digitale ci si allontana anche dai dipendenti che, spostati per esempio da una filiale all’altra, non creano più un rapporto confidenziale con i clienti. Per non parlare poi dei casi Cirio, Parmalat ecc… che hanno minato fortemente la reputazione: ripartire dall’etica è una soluzione che deve andare di pari passo con l’innovazione».

La sfida: riuscire a raggiungere un equilibrio virtuoso tra solidità economica e presenza sul territorio

Il cliente al centro, ma anche la banca deve essere messa nelle condizioni di fare al meglio il proprio lavoro, pretendendo la stessa eticità da parte dei propri clienti. Allo stesso tempo, con le modifiche in atto nel mondo del lavoro e la digitalizzazione di molti servizi, il ruolo degli operatori va certamente ripensato in ottica strategica, tenendo comunque conto dell’importanza della ‘presenza fisica’ sul territorio. «Sicuramente negli ultimi anni anche a Faenza si sono chiusi tanti sportelli, noi come La Bcc ne abbiamo chiuso solo uno – afferma Maldera – La normativa, e in generale gli indirizzi della politica, non ci aiutano a compiere al meglio il nostro lavoro. Se penso al futuro degli istituti, ipotizzo che si vada in direzione di personale non della banca, come quello degli agenti”.

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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