Il lavoro possibile: il report delle Acli di Faenza punta su innovazione, istruzione e identità

Analizzare il presente per costruire il futuro del nostro territorio, creando connessioni concrete tra imprese, istituzioni e giovani. È stato presentato venerdì 14 febbraio il report finale del percorso ‘Lavoro: Faenza in network’ promosso dalle Acli di Faenza in collaborazione con la diocesi. A seguito degli incontri con il mondo delle imprese, della società civile e delle istituzioni è stato infatti elaborato un documento che analizza il lavoro – presente e futuro – sul nostro territorio tracciando delle indicazioni utili e concrete per il suo sviluppo; consegnandolo simbolicamente alla città come strumento di dibattito per le prossime amministrative di maggio. La presentazione del documento ‘Il lavoro possibile’ a opera del prof. Everardo Minardi, che ha curato la pubblicazione, ha visto coinvolti numerosi attori protagonisti degli incontri oltre a tanti studenti delle scuole superiori (Itip Bucci, Persolino-Strocchi, Cefal) che nell’immediato o prossimo futuro si troveranno a confrontarsi direttamente con le problematiche e opportunità del mondo del lavoro. All’evento, aperto dai saluti del sindaco Giovanni Malpezzi e dal vescovo mons. Mario Toso, hanno partecipato come relatori l’ex ministro Gian Luca Galletti, l’europarlamentare Elisabetta Gualmini e il senatore Stefano Collina.

Faenza: puntare su eccellenze e necessità di operare in un contesto glocale

Il prof. Everardo Minardi ha presentato le domande, i nodi da sciogliere e le proposte che sono emerse dalla pubblicazione ‘Il lavoro possibile’. «Spesso conosciamo poco la nostra comunità e il nostro territorio – ha spiegato – e così non riusciamo a fare delle diagnosi efficaci per risolvere le problematiche legate ai mutamenti che sta subendo il mondo del lavoro. Per questo gli incontri promossi dalle Acli avevano innanzitutto l’obiettivo di approfondire il tema del lavoro di oggi con i diretti interessati del mondo delle imprese, delle cooperative e della società civile, al fine di elaborare delle proposte concrete». Il documento, frutto di sette incontri tematici, da gennaio a ottobre 2019, ha permesso ad Acli Faenza di confrontarsi concretamente con alcune delle realtà più significative – ognuna nei rispettivi ambiti – del territorio faentino.

«Dai sette incontri – prosegue Minardi – è emerso quanto sia importante oggi riuscire a operare in un contesto ‘glocale’ (ossia operare a livello locale, ma mettendosi in relazione con un mondo globalizzato, ndr). Per riuscire a operare in questo contesto si deve poi puntare sulle eccellenze e nicchie già presenti nel territorio faentino come l’agricoltura e l’agroindustria, la ceramica artigianale e industriale, il settore dei materiali compositi e quello del cultural e historic heritage. Va sicuramente ripensata la formazione dei giovani, che va aggiornata; un territorio come il nostro deve puntare sul capitale dei saperi».

Le proposte delle Acli: il Forno delle Idee

Per favorire la creazione di nuovo lavoro o la valorizzazione di quello esistente o per sintonizzare i percorsi di sviluppo delle imprese (anche cooperative) con quelli delle persone e della comunità, nella parte finale del Report le Acli hanno indicato alcune proposte operative sintetizzate nei termini-guida delle quattro “I”: Innovazione, Istruzione, Investimenti, Identità. Nel primo ambito, in particolare, è stata proposta la realizzazione di un centro di promozione della nuova imprenditorialità denominato: “Il Forno delle Idee”, possibile anello di congiunzione tra mondo della scuola, delle università, della ricerca e delle imprese.

Al termine della presentazione del report, è stato dato modo agli studenti di porre le loro domande agli imprenditori presenti: da quanto contano oggi le soft skills per la ricerca di un lavoro a quale potrà essere il futuro dei piccoli negozi vista la concorrenza dell’e-commerce; inoltre sono state approfondite le difficoltà maggiori per la creazione di una nuova impresa e la possibilità o meno di allungare i periodi di stage per favorire un maggior trapasso di nozioni negli studenti.

Galletti e Gualmini: economia circolare e innovazione, così si vincono le sfide della contemporaneità

La chiusura dei lavori è stata affidata a Galletti e Gualmini. «Rispetto al passato – ha affermato Galletti – nel mondo del lavoro c’è molta più competitività e meno certezze, tuttavia le opportunità non mancano. Ai giovani consiglio di guardare ai lavori di cui ci sarà molta richiesta nei prossimi anni, come quelli legati all’ambiente e all’economia circolare. Per dare opportunità ai giovani, è importante che le aziende non guardino solo al profitto ma siano capaci di dare dignità all’uomo». L’europarlamentare Gualmini ha poi illustrato agli studenti come l’Unione Europea si stia muovendo per fronteggiare la crisi dell’occupazione giovanile. «La nuova Commissione Europea sta puntando su due grandi temi: il green new deal (legato all’economia verde, ndr) e un nuovo pilastro sociale del lavoro. L’Europa non può parlare solo di deficit o debito, ma deve dare risposte ai cittadini; nel nostro continente ci sono disparità pazzesche nel costo di lavoro e da qui viene la necessità di una legge sul salario minimo europeo. L’invito che faccio ai giovani è quello di puntare sempre sull’innovazione, che nasce sempre da scambio reciproco di idee e di incontri, attraverso un atteggiamento positivo e di fiducia verso l’altro».

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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