Sport e accoglienza: Sasha fuggito dall’Ucraina, ora calciatore della Virtus Faenza

Lasciarsi dietro il rumore delle bombe e i ricordi di come era il mondo prima che la follia della guerra sopraggiungesse è qualcosa che facciamo fatica a immaginare. Possiamo però ascoltare le parole di chi fugge, leggere nei volti di chi arriva qui il racconto di queste fughe. In una sola parola: accogliere. Sono molte le realtà del nostro territorio che si stanno dedicando all’accoglienza dei profughi ucraini. Tante le associazioni e i privati faentini che in questi giorni si sono resi disponibili a raccogliere fondi e alimenti per le popolazioni ucraine e a offrire un tetto a chi ha dovuto lasciare la propria casa e la propria terra collaborando con la Caritas e il Comune Tavolo di Coordinamento della Romagna faentina. Tra questi gesti di accoglienza anche quello della società sportiva Virtus Faenza che nei giorni scorsi ha accolto il calciatore ucraino Sasha, un ragazzo di sedici anni, insieme alla sua famiglia. Abbiamo chiesto al vice-presidente della società Nicholas Lucatini di raccontarci la storia di questa accoglienza che rivela un lato diverso dello sport mostrando come un pallone possa rendere uguali anche destini diversi.

Intervista a Nicholas Lucatini

Quando è arrivata la famiglia di Sasha? Da chi è composta? Dove la ospitate?

Una decina di giorni fa è venuta nella mia agenzia immobiliare a Faenza che in linea con le direttive del comune sta lavorando per raccogliere fondi e alimenti a sostegno delle popolazioni ucraine, una signora che mi ha detto di aver bisogno di prendere in affitto un appartamento per poter ospitare il nipote che insieme alla sorella e alla mamma stava scappando dall’Ucraina sperando di riuscire ad arrivare in Italia. Le ho chiesto di raccontarmi la sua storia e la zia nel raccontarmi del nipote Sasha mi ha parlato anche della sua passione per il calcio, così ho pensato di farlo venire ad allenarsi con gli altri ragazzi della Virtus. Ha fatto subito tre allenamenti di fila con la squadra. I ragazzi hanno subito legato con lui, lo hanno invitato domenica alla loro partita e hanno festeggiato insieme la vittoria nello spogliatoio. Questa per noi è una grande soddisfazione. Abbiamo anche completato le procedure per il tesseramento: Sasha è un nostro giocatore.

Com’è stata per lui l’accoglienza? 

Sasha è arrivato qui una settimana fa, dopo un viaggio in treno, poi in pullman e infine ha percorso 80km a piedi. E’ contentissimo di giocare con gli altri ragazzi e mi ripete sempre che non sa come ringraziarci, ma quello che abbiamo fatto è poco. Sarebbe bello però che fosse un esempio anche per altre realtà che siano disposte ad accogliere chi fugge dalla tragica situazione di guerra che vediamo in Ucraina. Ho condiviso anche sui social le foto di questi primi giorni passati insieme a Sasha proprio per questo. I nostri sono gesti semplici come un aperitivo insieme, una passeggiata in piazza, un giro nei negozi per comprargli un paio di scarpe della sua misura, ma che possono fare la differenza per un ragazzo che ha lasciato tutto per fuggire e che ha il padre e il fratello in guerra.

Accoglierete altri ragazzi?

Il nostro sogno sarebbe quello di poterli aiutare tutti. Come società sportiva apriamo le porte a tutti i ragazzi che hanno voglia di giocare a calcio. Sono ragazzi che vengono dalla guerra e hanno bisogno di avere anche un p0′ di distrazione e divertimento. Abbiamo ricevuto molte risposte positive e in molti hanno continuato a collaborare con la mia agenzia per continuare a raccogliere fondi e alimenti. Quel che riusciamo a fare è poco, ma siamo ben contenti di farlo!

 

Letizia Di Deco

Classe 1998, vivo a Faenza. Mi sono laureata in Lettere Moderne all’Università di Bologna e qui continuo a studiare Italianistica. In attesa di tornare in classe da prof, mi piace fare domande a chi ha qualcosa di bello da raccontare su ciò che accade dentro e fuori le pareti della scuola. Ho sempre bisogno di un buon libro da leggere, di dire la mia opinione sulle cose, di un po' di tempo per una corsetta…e di un caffè

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