800 Eroi di Guan Hu

 

“Spartani! Preparate la colazione e mangiate tanto, perché stasera ceneremo nell’Ade!”

Leonida (Gerard Butler) – “300” di Zack Snyder.

 

La trama di 800 Eroi

1937, Shanghai. Da qualche mese si sta disputando la seconda guerra sino-giapponese all’interno del contesto bellico della seconda guerra mondiale. L’88ª Divisione dell’Esercito Rivoluzionario Nazionale Cinese, composta da 452 uomini, molti dei quali disertori, ha il compito di proteggere uno spazioso magazzino contro le ben più numerose ed equipaggiate forze nemiche nipponiche, in un’ ultima azione disperata atta a suscitare speranza alla nazione dopo le recenti sconfitte. Un evento storico tristemente ricordato come una delle battaglie più sanguinose, violente e disumane del secolo scorso raccontate in 800 Eroi di Guan Hu.

Tutta la crudeltà della guerra messa a nudo tramite la frenesia della macchina da presa.

Fin da subito, il film dimostra una regia decisamente virtuosa che riesce a mescolare efficacemente scene d’azione al cardiopalma a degli effetti sonori ben congeniati, in grado di rendere a pieno l’importanza della missione dei soldati.
Le inquadrature sono quasi tutte molto calibrate in funzione della narrazione, raramente vediamo sbavature derivanti dal caos generato dai vari conflitti, anzi, assistiamo per la più ad una pulizia di ripresa sconcertante e a dei movimenti di macchina chiari dall’inizio alla fine, il tutto senza mai perdere l’adrenalina dello scontro.
Le morti sceniche sono tante, d’impatto e vengono messe in evidenza ognuna in modo diverso dall’altra. Alcune rimangono impresse per la crudezza mostrata, altre ovviamente possono passare inosservate ma fungono efficacemente da sfondo all’atroce quadro della guerra in atto.

Anche la raffigurazione degli assalitori giapponese viene resa interessante nella sua parziale assenza: il nemico che, per buona parte di visione, rimane invisibile. Non si mostra né ai nostri occhi né a quelli dei protagonisti. L’avversario, come se fosse un ratto meschino, si nasconde nell’oscurità, dentro le fogne, attacca alle spalle, lancia granate, spara fumogeni e sfrutta la distanza dei cecchini, in una guerra di logoramento tipica delle trincee ma ancora più enfatizzata dal poco spazio a disposizione per potersi muovere. L’unico scopo dei soldati cinesi è quello di difendere la loro base militare a qualunque scopo, dandosi già per morti in più occasioni.

800 Eroi: il confine tra la vita e la morte è delimitato da un ponte che separa il mondo della luce dagli inferi.

Shanghai è una città divisa in due realtà completamente irriconoscibili l’una dall’altra. Da una parte vediamo le macerie e il fuoco degli scontri che mietono sempre più vittime da ambo le fazioni. Una prigione/rifugio in cui i militari sono intrappolati da settimane con la consapevolezza che ogni giorno potrebbe essere l’ultimo.
Dall’altra parte, invece, nella zona di concessione, osserviamo sbalorditi ad un contesto quasi surreale dove i cittadini si godono la loro esistenza accompagnati dalle inebrianti luci colorate al neon, le feste al casinò e serate in sfarzosi locali dove risiedono i residenti più facoltosi del centro, insieme ai loro servitori.
Una differenziazione che porta con sé una critica sociale molto forte in cui gli individui più deboli e fragili proteggono malvolentieri i potenti della collettività, i quali li guardano fieri nella totale sicurezza della loro dimora, in lontananza tramite l’uso di cannocchiali eleganti come se stessero assistendo ad un divertente spettacolo allo zoo.

Il cinema è da sempre un mezzo per parlare alle masse. Che sia anche il film di Guan Hu un caso?

Fa quasi sorridere pensare come quello stesso ponte, che nemmeno un secolo fa è stato teatro dei più tremendi orrori, ora può essere utilizzato per far scorrere il traffico di centinaia di migliaia di persone che viaggiano anche inconsapevoli dei sacrifici che sono stati versati per ottenere quella libertà che troppe volte si dà per scontata.
La pellicola riflette sul passato della Cina per immaginare ad un futuro nazionale probabilmente più solidale e unito, rischiando tuttavia di cadere molto spesso in una morale obsoleta ai giorni nostri.

I rari momenti di silenzio di 800 Eroi vengono riempiti dalla caratterizzazione morale dei personaggi, i quali non sempre convincono ma per lo più rendono l’idea di un preciso ruolo idealizzante che la sceneggiatura propone con uno scopo chiaramente propagandistico.

L’orgoglio di essere cinese è palpabile e per un pubblico occidentale può risultare anche fastidioso. Si sente la necessità del regista di creare un film politico per trasmettere un sentimento di patriottismo che presumibilmente deriva dai tempi moderni in cui la democrazia in Cina non è proprio vista come concetto fondamentale del Paese.

“Avevamo vent’anni e oltre il ponte oltre il ponte ch’e` in mano nemica vedevam l’altra riva, la vita tutto il bene del mondo oltre il ponte.”

Italo Calvino – “Cantacronache”.

Recensione a cura di Alex Bonora

Alex Bonora

Nato a Murano, ridente isola della laguna veneziana, famosa per la lavorazione del vetro. Diplomato prima come ragionerie a Venezia e successivamente come attore di prosa presso la scuola di teatro Galante Garrone di Bologna nel 2015 dopo un percorso accademico di tre anni. Per diverso tempo sono stato animatore turistico in diversi villaggi turistici in Grecia ricoprendo anche ruoli di responsabilità e coordinamento dello staff. Artista a tempo perso, viaggio molto ricordandomi di tenere costantemente i piedi per terra e la testa alzata verso il cielo. Appassionato di cinema, teatro e musica, ritengo che la critica artistica non sia la semplice valutazione di un prodotto ma un vero e proprio dialogo tra l’analista e il creativo, atto per l’arricchimento intellettuale del pubblico. Amo i dolci e possiedo una katana “Wado Ichimonji”(Strada dell’armonia) in omaggio al manga One Piece. Combatto tutti i giorni per la libertà. Individuale o collettiva che sia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.