Crescono a 770 le startup in Emilia-Romagna: Ravenna al top per densità

Emilia-Romagna terra di startup e Ravenna si conferma una delle provincie a più alta densità innovativa. I dati Unioncamere aggiornati a dicembre 2016 mostrano grande vivacità nel mondo delle imprese innovative: fra Piacenza e Rimini hanno sede 770 startup (l’11,42% del totale nazionale), che posizionano l’Emilia-Romagna al secondo posto nazionale dopo le 1.516 startup lombarde (22,48%), ma prima del Lazio con 662 imprese (9,81%), del Veneto con 539 (7,99%) e della Campania con 431 (6,39%). Nel dettaglio, nella nostra Regione sono presenti due importanti poli di innovazione d’impresa: a Bologna hanno sede 188 startup (il 2,79% di quelle italiane), mentre a Modena sono 154 (il 2,28%).

Provincia di Ravenna: 55 le startup

Ma anche la provincia di Ravenna non sfigura e, con le sue 55 imprese innovative, presenta un’incidenza sul totale delle aziende pari al 0,72%, molto più alta dello 0,42% nazionale: fra Ravenna (23 stratup), Lugo (6) e Faenza (11) è particolarmente alta la densità di questo tipo di imprese.

Complessivamente in Italia a fine anno risultano iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese ben 6.745, cioè 382 unità in più rispetto alla fine di settembre 2016 (+6%). Nel complesso le startup rappresentano lo 0,42% del milione e mezzo di società di capitali attive in Italia, con un aumento rispetto allo 0,40% di settembre e allo 0,38% di giugno.

Distribuzione e densità startup. Fonte: Unioncamere.
Distribuzione e densità startup. Fonte: Unioncamere.

Che cos’è una startup innovativa: i requisiti

Per risultare iscritti alla sezione speciale del Registro dell’Imprese ed avere la definizione di startup un’azienda devono obbligatoriamente possedere queste caratteristiche, che la denotano come una piccola e giovane impresa: essere state fondate da non più di 60 mesi, avere un bilancio non superiore a 5 milioni di euro, non distribuire utili e non nascere da fusione scissione o cessione di ramo di azienda. Inoltre, devono anche ricadere in alternativa a una di queste categorie, che evidenziano l’alto contenuto innovativo dell’attività imprenditoriale: spese in ricerca e sviluppo pari ad almeno il 15% del maggiore valore tra costo e valore totale della produzione; almeno i 2/3 dei lavoratori con laurea magistrale oppure 1/3 di dottorati, dottorandi o laureati con almeno tre anni di attività di ricerca certificata; almeno un brevetto registrato industriale oppure un software Siae.

Startup innovative: ecco i benefit

La startup con queste caratteristiche può accedere ad una serie di agevolazioni, fra le quali si possono ricordare la costituzione gratuita con firma digitale, l’esonero dei diritti camerali e bolli, una disciplina societaria più flessibile, salari dinamici, incentivi fiscali per chi investe nell’azienda, accesso smart al Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese (e tanto altro ancora). La grande espansione di questo genere di micro-imprese ad alto contenuto innovativo è dimostrato dall’andamento del numero dei soci e dei dipendenti, sostanzialmente triplicati dal settembre 2014 al dicembre 2016.

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Di che cosa si occupano le imprese innovatrici?

Dati questi requisiti, non stupisce constatare che l’ambito di attività delle startup sia più orientato verso i servizi ad alto contenuto tecnologico. Per quanto riguarda la distribuzione per settori di attività infatti il 70,56% delle aziende fornisce servizi alle imprese (in particolare, prevale la produzione di software e la consulenza informatica, con il 30%; l’attività di ricerca e sviluppo con il 15% e le attività dei servizi d’informazione con l’8%). Non è irrilevante però la presenza di un 19,45% di startup attive nel settore dell’industria in senso stretto, ed anche qui è la tecnologia a farla da padrone con la fabbricazione di computer e prodotti elettronici (4%), la fabbricazione di macchinari (3%), di apparecchiature elettriche (2%). Meno rilevante il numero di imprese innovative nei settori del commercio, dei trasporti e delle costruzioni.

I settori di attività delle 55 startup della provincia di Ravenna confermano questo trend: troviamo una sola imprese attiva nell’agricoltura (la società agricola Ca’ Colonna di Ravenna) ed una nel campo della promozione ed assistenza turistica (la R.B.S. Consulting, sempre di Ravenna), mentre sono 17 quelle che si occupano di industria e 36 quelle attive nel settore dei servizi. Fra le prime troviamo la Xo Technology di Bagnacavallo (progettazione e produzione di manufatti ed articoli in gomma), fra le seconde l’Atena srl di Brisighella (impianti di trattamento dell’acqua e dell’aria per utenze domestiche e strutture ricettive).

Andrea Piazza

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