Promossi dai cittadini i sindaci dell’Emilia-Romagna, Pizzarotti al top

Buona performance per i sindaci emiliano-romagnoli, apprezzati in media da più del 50% dei loro concittadini. Nell’annuale Governance Poll, la classifica del gradimento verso i primi cittadini dei Comuni capoluogo realizzata da Ipr per il Sole 24 Ore, gli amministratori fra Piacenza e Rimini riscuotono un discreto apprezzamento da parte degli elettori, collocandosi nella parte medio-alta della graduatoria. Al primo posto in regione – e al terzo a livello nazionale – si piazza Federico Pizzarotti, il sindaco di Parma già Movimento 5 Stelle, poi allontanatosi dal partito di Beppe Grillo per divergenze con la classe dirigente romana.

Federico Pizzarotti: a Parma soddisfatti il 60,5% dei cittadini

Malgrado le turbolenze politiche, l’operato di Pizzarotti soddisfa il 60,5% dei parmigiani, segnando un incremento dello 0,3% rispetto al giorno delle elezioni (il secondo turno delle comunali 2012). Questo fa ben sperare all’unico non Pd fra i sindaci dei Comuni capoluogo dell’Emilia-Romagna, dal momento in cui in primavera si avranno le elezioni per il rinnovo dell’amministrazione comunale e Pizzarotti è in corsa per un secondo mandato. Sperando però che per lui non si verifichi l’effetto Pavia: il sindaco Alessandro Cattaneo (Forza Italia) era medaglia d’oro nella classifica Ipr del 2014, ma a giugno di quell’anno fu sconfitto con il 53,1% dall’avversario Massimo Depaoli (Pd).

Un buon consenso per Gnassi (Rimini), più basso Dosi (Piacenza)

Proseguendo nella classifica nazionale, per trovare un sindaco della nostra regione bisogna scorrere fino alla posizione 30, dove si trova il riminese Andrea Gnassi, al 55% dei consensi (-2% rispetto alle elezioni vinte al primo turno nel 2016). Segue il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli al 56esimo posto (53,5% di apprezzamento, -9,6% rispetto al 2014) e il sindaco di Bologna e presidente della Città Metropolitana Virginio Merola al 60esimo gradino (53%, -1,6% rispetto al 2016).

Troviamo poi poco distanziati nel gradimento dei loro elettori i sindaci di Forlì Davide Drei e di Ravenna Michele De Pascale (con il 52,5% ciascuno, 63esimi a parimerito nella graduatoria) ed il collega di Reggio Emilia Luca Vecchi con il 52%. Al limite della promozione il sindaco Paolo Dosi di Piacenza, fermo al 50%, con 7,8 punti percentuali in meno rispetto al giorno dell’elezione nel 2012. Tutti i sindaci nel complesso riscuotono quindi la fiducia della maggioranza dei loro concittadini, anche se il dato – con l’esclusione di quello di Pizzarotti – non appare travolgente dal momento in cui l’Emilia-Romagna vedeva tradizionalmente alti livelli di consenso verso i propri sindaci, se non altro per l’appartenenza di moltissimi di loro al partito tradizionalmente egemone: il Pd.

Classifica nazionale: M5S apre e chiude la classifica

Più di 6 torinesi su 10 promuovono Chiara Appendino.
Più di 6 torinesi su 10 promuovono Chiara Appendino.

A livello nazionale il podio è occupato dalla sindaco 5 stelle di Torino Chiara Appendino, con un lusinghiero 62% di consensi (+7,4% rispetto a giugno, quando sconfisse il sindaco uscente Piero Fassino), seguita in seconda posizione dal dem Dario Nardella, sindaco di Firenze (61% di apprezzamenti, +1,8 rispetto al 2014). Segue come ricordato Pizzarotti, e poi sei sindaci a parimerito con il 60% di consensi: Damiano Coletta (Latina, centrodestra), Vincenzo Napoli (Salerno, Pd), Paolo Perrone (Lecce, centrodestra), Luigi Brugnaro (Venezia, centrodestra), Paolo Calcinaro (Fermo, indipendente) e Luigi De Magistris (Napoli, indipendente).

Viriginia Raggi ottiene il 44% dei consensi
Viriginia Raggi ottiene il 44% dei consensi nella classifica stilata da Ipr.

A contendersi gli ultimi posti della lista troviamo due primi cittadini poco noti: all’ultimo posto la sindaco di Alessandria Maria Rita Rossa (Pd) con il 42% segna un -25,9% rispetto all’elezione, e Vito Damiano di Trapani che con il 45% registra un calo dll’8,6%. Ma il dato più eclatante è quello di Virginia Raggi, il vertice dell’amministrazione romana, a cui non ha giovato il severo scrutinio dei media sui primi sei mesi governo. La Raggi raccoglie oggi la fiducia del 44% dei romani, -23,2% rispetto al ballottaggio di giugno 2016. Tra le grandi città il Movimento 5 Stelle quindi apre e chiude la classifica con due sindache, una dalla vicenda più fortunata e l’altra con un percorso decisamente più accidentato.

Il governatore Stefano Bonaccini in quinta posizione con il 52%

Leggermente più bassi i consensi per i presidenti di Regione, che secondo Ipr vedono come esponente più apprezzato il governatore leghista del Veneto Luca Zaia. L’ex ministro dell’Agricoltura, reduce da una conferma conseguita con la metà dei voti, vede oggi risposta nella sua persona la fiducia del 60% dei veneti, un ottimo dato per una regione vasta ed importante economicamente come il Veneto. Segue il toscano Enrico Rossi (57%) e il lombardo Roberto Maroni (534%). Buona performance anche per il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini: venendo dal 49,1% raccolto nelle regionali dell’autunno 2014 (quando votarono solo il 37% degli emiliano-romagnoli, record negativo di partecipazione), ad oggi intasca il supporto del 52% dei suoi concittadini. Maglia nera il governatore della Regione Sicilia Rosario Crocetta, che ad oggi può contare sull’apprezzamento solo di un quarto dei siciliani (27% nell’indice di Governance poll).

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