Silence di Martin Scorsese

Nel Seicento due gesuiti portoghesi, padre Rodrigues e padre Garupe, vengono a conoscenza dell’apostasia (volontaria rinuncia alla propria fede) del loro mentore padre Ferreira, in seguito alle terribili persecuzioni subite in Giappone dallo shogunato dell’epoca. Ciò spinge i due preti a partire verso la lontana terra orientale alla ricerca di Ferreira e di una risposta che spieghi il perché della sua abiura. Approcciarsi ad un film come Silence è tutt’altro che semplice: il nuovo lavoro di Martin Scorsese è una pellicola lenta, disarmante, in grado di scuotere gli animi.

Un viaggio nel Giappone del ‘600

Tratta dal romanzo Silenzio di Shūsaku Endō, la storia narra il viaggio difficoltoso dei due missionari e del loro contemporaneo tentativo di diffondere la dottrina cattolica in un “paese paludoso, dove non crescono le radici”. I pochi devoti alla fede lo sono a tal punto da divenire dei martiri per essa, rifiutando di calpestare immagini sacre o di sputare sulla croce e subendo in questo modo orrende torture che spaziano dall’acqua bollente alla crocifissione in mare, in splendide quanto dilanianti sequenze dirette magistralmente da Scorsese, che ancora una volta conferma il suo prestigio.

Silence di Martin Scorsese: la storia di due gesuiti

silence 3Il Giappone dipinto in Silence dalle scenografie di Dante Ferretti è una landa nebbiosa ed oscura, dove le fila dittatoriali dell’Inquisitore marciano in cerca di “Kirishitan” da eliminare come fossero un’epidemia.
La voce narrante del giovane Rodrigues ci accompagna per quasi tutta la durata del film, raccontando la sua lotta per diffondere il credo (in un luogo da lui considerato avvelenato) sia nella preghiera che nel dubbio, entrambe condivise dal compagno di sventure Garupe. La debolezza dei due preti è come complementare: laddove l’uno mantiene fermezza nella fede, l’altro vacilla. La parabola dei protagonisti è sempre attorniata da immagini e simboli intimi della religione cristiana; inoltre alcuni di essi incarnano direttamente personaggi del Vangelo, da Gesù a Giuda, fino al notevole riferimento a San Francesco e agli animali.

Il silenzio della risposta di Dio

silence 2Ma la vicenda prosegue amara e ben presto anche la compostezza di padre Rodrigues viene trascinata nell’oblio del dubbio. Alla disperata domanda di aiuto verso Dio, l’unica risposta che ottiene è il silenzio. Un silenzio che rende insignificante qualunque richiesta, che piega anche il più forte e lo costringe ad inginocchiarsi, poiché l’uomo non è in grado di portare la croce che fu portata da Cristo. Silence è un’opera complessa per questi ed altri motivi, difficilmente digeribile ma essenziale ed immancabile per chiunque, a prescindere dalla propria credenza.

La maturità autoriale di Scorsese, infatti, sta nell’aver saputo ritrarre un quadro proporzionato della religione cristiana: non solo ne viene spiegata la forza di fede, ma viene anche messa in discussione, mostrando ambo le facce della medaglia e denudandosi allo spettatore. Quest’ultimo non potrà quindi fare a meno di porsi delle domande (com’è accaduto al sottoscritto), rendendo la visione del film un’autentica esperienza.

Silence di Martin Scorsese è attualmente in proiezione al Cinema Italia di Faenza.

Alessandro Leoni

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