Rogue One: un nuovo convincente tassello della saga Star Wars

Quando da piccolo mi ammalavo ne ero quasi felice. Si rimaneva a casa da scuola, ma soprattutto si rivedeva a ripetizione la trilogia originale di Star Wars. Questa era la mia vera medicina e Rogue One si sarebbe inserito perfettamente nella terapia. “Rogue One: a Star Wars Story” è un film ambientato nell’universo creato da George Lucas nel lontano ’77. Si inserisce tra Episodio III ed Episodio IV (a cui è direttamente collegato) e racconta di come l’Alleanza Ribelle sia riuscita ad impadronirsi dei piani di costruzione della Morte Nera.

Rogue One si inserisce tra Episodio III ed Episodio IV

Un film di guerra: spionaggio e controspionaggio, soldati e uomini semplici che combattono per la propria causa. La crudeltà ed il cinismo non sono più appannaggio dell’Impero, del lato oscuro della Forza, ma compaiono anche nelle azioni dell’intelligence ribelle, perché il fine giustifica i mezzi, la causa è la cosa più importante. La Forza è sempre presente, in maniera più eterea e diffusa, ma con meno invasività e concretezza; i cavalieri Jedi dopotutto sono estinti. Le ambientazioni sono pervase dal dominio dell’Impero e tutto è impregnato della sua oscurità. Gareth Edwards è riuscito a creare una perfetta alchimia tra azione e spirito classico della saga. Il conflitto interiore, la lotta tra bene e male, il valore dell’amicizia e lo spirito di sacrificio sono elementi nuovamente presenti che si uniscono a maestose scene di guerra: assalti via terra, guerriglia urbana, supporto aereo, raggiungendo l’apice con il combattimento spaziale.

Star Wars: nuovi protagonisti

rogue-one-cast-photo-d23-1536x864-521514304075Gli effetti speciali sono sbalorditivi: guardando lo schermo vorresti poter essere lassù a rispondere alla richiesta di aiuto di Rosso 5 e lanciare qualche razzo protonico ad uno Star Destroyer. I nuovi personaggi e i protagonisti accompagnano l’evoluzione della storia in maniera del tutto naturale, legandosi perfettamente a vecchie conoscenze per gli appassionati. Tutti i riferimenti al passato e al futuro sono curati nei dettagli e non lasciati al caso, anche i più piccoli. La cosa più apprezzabile è che sono i nuovi personaggi a contare veramente. Personaggi nudi e crudi, semplici soldati e non conoscitori della Forza, che nel loro piccolo fanno la differenza, perché sono disposti a sacrificarsi per qualcosa di più grande. E sono tutte figure che, almeno nel mio immaginario, da oggi sono veri protagonisti della saga, al pari di Darth Vader o del governatore Tarkin.

Un film che riesce a dare novità alla saga là dove Episodio VII ha fallito

Seppur per tutti i 133 minuti vi sia una costante tensione latente, il finale è qualcosa di indescrivibile. Gareth crea un legame diretto tra “Rogue One” e “Ep.IV: Una Nuova Speranza” immaginando scene destinate a rimanere leggendarie nell’immaginario della saga per intensità e protagonisti. Sicuramente gli appassionati di cinema riusciranno a trovare pecche in dialoghi non sempre ben costruiti, in una sceneggiatura a tratti scontata e in un doppiaggio non impeccabile, ma questo film è riuscito in quello che Episodio VII, diretto da Abrams, ha fallito miseramente: aggiungere novità alla saga, essere un tassello in più del racconto regalando brividi ed emozioni grazie a nuovi personaggi, evitando di vivere di rendita sul passato.

Rogue One è riuscito ad emozionare e stimolare la fantasia di un non più bambino che quando era malato non vedeva l’ora di reimmergersi nella saga. E, alla fine, non è quello che amiamo e che conta veramente in Star Wars?

Enrico Anconelli

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