Porto di Ravenna, 2016 in crescita: +5% il volume delle merci

In arrivo più merci, più autovetture e più turisti. Il Porto di Ravenna si rafforza sempre di più come uno scalo fondamentale per il commercio del Nord Italia con il resto del mondo. È questo lo scenario che emerge dai dati 2016 diffusi dall’autorità portuale, che sottolinea come nell’anno appena concluso ci sia stato un aumento del 5% del volume delle merci transitate sulle banchine ravennati, per un totale di 25.962.764 tonnellate. Questo dato complessivo è frutto della somma fra gli sbarchi (oltre 22 milioni di tonnellate, +4,9% sul 2015) e gli imbarchi (3,8 milioni di tonnellate, +5,2%). In tutto sono state ben 3.031 le navi che si sono fermate a Ravenna, con un aumento del 6,5% rispetto alle 2.845 del 2015.

Dall’estero arrivano metalli, materiali per le costruzioni e derrate alimentari

Analizzando le merci per tipologia, le quasi 26 milioni di tonnellate di merce transitate per Ravenna si possono riassumere in cinque categorie principali: i prodotti metallurgici (6,4 milioni di tonnellate, +3,4%), i materiali da costruzione come i cementi e le calci (4,8 milioni di tonnellate, +5%), le derrate alimentari, i mangimi e i cereali (4,1 milioni di tonnellate, +4,8%), i prodotti petroliferi liquidi e gassosi (2,3 milioni di tonnellate, +4,1%), e i concimi (1,6 milioni di tonnellate, con un boom del +12,3%). Si può quindi vedere molto chiaramente come il transito di merci rispecchi in modo chiaro le vocazioni territoriali dell’Emilia-Romagna, in primis la lavorazione dei metalli (diretti come materia grezza in primis verso lo stabilimento Marcegaglia di Ravenna, per poi riversarsi come materia lavorata nei distretti della meccanica fra Faenza-Castel Bolognese e più su fino alla Motor Valley di Modena e dintorni). Ma anche l’agricoltura e gli allevamenti, altra vocazione dei nostri territori, incidono molto notevolmente tramite l’apporto molti rilevante dei mangimi, dei cereali grezzi (usati anch’essi per l’alimentazione animale) e dei concimi.

dati porto di ravenna

Porto di Ravenna: boom delle autovetture

Da Istanbul in tutta Italia passando per il porto di Ravenna. Un altro dato molto significativo per il 2016 è l’aumento del transito di nuove autovetture, che contemporaneamente alla ripresa del mercato dell’auto tocca quota 30.225 pezzi, con un aumento di oltre un quarto delle macchine su base annua (+25,3%). Questo dato si può spiegare con i sempre maggiori collegamenti con gli stabilimenti esteri che producono autovetture, in primis la Fiat che si è da tempo insediata a Istanbul, dove produce i propri modelli di veicoli di dimensione maggiore (la Tipo, la Doblò, la Qubo e il Fiorino).

“I numeri del Porto di Ravenna sono positivi”

Daniele Rossi, presidente dell'Autorità portuale
Daniele Rossi, presidente dell’Autorità portuale

L’andamento positivo degli scambi lascia soddisfatto il presidente dell’Autorità Portuale, Daniele Rossi. «Nonostante le indubbie difficoltà dei mercati nazionali ed esteri – afferma il manager Daniele Rossi, insediatosi a fine 2016 – in quasi tutti i settori merceologici, il traffico del Porto di Ravenna “tiene” e questo grazie al lavoro ed all’impegno quotidiano di tutti gli operatori del Porto. L’Autorità Portuale dovrà continuare a dare, con ancora maggiore vigore, risposta alle esigenze di questo Porto, sia come miglioramenti infrastrutturali, sia come sempre maggiore efficienza dei servizi portuali, in modo tale che l’impegno degli operatori sia destinato in futuro ad avere ancora maggiore successo».

I turisti che mettono piede a Porto Corsini crescono del 13,4%

L’anno record del turismo in Emilia-Romagna ha portato i suoi effetti anche sul numero di crocieristi che sbarcano a Ravenna, passati dai 39.863 del 2015 ai 45.223 del 2016, con un notevole aumento del 13,4% (+5.360 turisti). Ma si può fare ancora di più. «Pur essendo il dato incoraggiante – afferma Daniele Rossi – non ha ancora raggiunto livelli adeguati alla potenzialità infrastrutturale di cui il Porto dispone. Proprio per questo nei prossimi mesi si metterà appunto un programma condiviso di azioni da attuare per promuovere il nostro scalo e l’intero territorio, in maniera più efficace e coordinata.”

Gli aspetti negativi: il traffico ferroviario mette sotto stress i collegamenti Ravenna-Bologna

Non sono tutte positive però le conseguenze dell’aumento dell’attività del porto di Ravenna. Il traffico ferroviario è infatti aumentato dell’11,1% nel 2016, un dato in sé positivo per un minore impatto ambientale rispetto al traffico su gomma, ma che al tempo stesso causa un aumento dei treni merce in transito sulla linea Castel Bolognese – Lugo – Ravenna, con evidenti impatti sui numerosi passaggi a livello presenti (in primis Solarolo e Barbiano). Il tema degli investimenti per collegare al meglio il porto di Ravenna sarà quindi un tema strategico con il quale saranno chiamate a confrontarsi le pubbliche amministrazioni della provincia e della Regione.

Andrea Piazza

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